Signore: è tempo. Grande era l’arsura.
Deponi l’ombra sulle meridiane,
libera il vento sopra la pianura.
Fa’ che sia colmo ancora il frutto estremo;
concedi ancora un giorno di tepore,
che il frutto giunga a maturare, e spremi
nel grave vino l’ultimo sapore.
Chi non ha casa adesso, non l’avrà.
Chi è solo a lungo solo dovrà stare,
leggere nelle veglie, e lunghi fogli
scrivere e incerto sulle vie tornare
dove nell’aria fluttuano le foglie.
Una preghiera laica di grande suggestione. Quel vento liberato ricorda da vicino i segreti della vita spirituale.


Grazie di questi che appartengono a un poeta a me molto gradito. Sarebbe tuttavia opportuno rendere il giusto riconoscimento anche al traduttore, che ha faticato per rendere i difficili versi di Rlke leggibili al lettore italiano.
Alcune stagioni sono più autentiche di altre, mettono ordine, svelano le verità racchiuse nei cuori.
Rilke è sempre Rilke…la grande bellezza del suo verso coglie la profondità, al di là una religiosità più o meno consapevole.