1,3
Un dio lo può. Ma un uomo, dimmi, come
potrà seguirlo sulla lira impari?
Discorde è il senso. Apollo non ha altari
all’incrociarsi di due vie del cuore.
Il canto che tu insegni non è brama,
non è speranza che conduci a segno.
Cantare è per te esistere. Un impegno
facile al dio. Ma noi, noi quando siamo?
Quando astri e terra il nostro essere tocca?
O giovane, non basta, se la bocca
anche ti trema di parole, ardire
nell’impeto d’amore. Ecco, si è spento.
In verità cantare è altro respiro.
E un soffio in nulla. Un calmo alito. Un vento.
La poesia è un’arte difficile, divina. Come dirlo meglio di Rilke? I versi scritti dal genio sembrano far parlare da sola la realtà.


https://youtu.be/tmGL3GMSHDU
Ma noi, noi quando siamo?
L’arte divina di cogliere il punto esatto in cui l’uomo, la donna, prendono consistenza, dove il sé autentico emerge e gli opposti convergono in una profonda unità “all’incrociarsi di due vie del cuore”.