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Maurizio Soldini, Ammennicoli

di Massimo Seriacopi

Maurizio Soldini, Ammennicoli, Il Convivio, 2025

Una complessa prova di maturità artistica, densa di significati espressi attraverso una ricerca attenta dal punto di vista lessicale e stilistico, tale da riuscire a comunicare una realtà profonda pur partendo da ciò che potrebbe apparire semplice quotidianità.
Lo “straniamento” attuato costringe a un cambiamento continuo di punto di vista, deforma, dà nuova vita, rivelatrice, a ciò che si osserva e si vive; è nella trasparenza fonica e di significanti veicolati dalle parole strutturate secondo precisi codici espositivi che si può intravvedere quanto l’autore offre dopo meditazione e rielaborazione alla lettura/visura di chi legge o ascolta, come si vede in componimenti che mettono in rilievo, anzi in primo piano gli ammennicoli/ natura morta per sopravvivenza/ al corpo che suona la campana/ resurrezione nella scena madre/ la comprensione nuda al senso/ a scanso dei significati inerti, davvero proiettandosi verso una ricerca poetica, creativa e costitutiva di una realtà “altra”, scandagliata in profondità nella comprensione di certi suoi meccanismi costitutivi, per nulla facilmente visibili, ancora più duramente interpretabili. Continua a leggere

Postille alla poesia, di Maurizio Soldini 13. Antonio Fiori

Antonio Fiori, La stessa persona, peQuod, 2024

A maggio 2024 ricevo dall’Autore del libro, Antonio Fiori, che stimo e che conosco da più di due lustri, da quando entrambi pubblicavamo per LietoColle, questa preziosa plaquette dal titolo La stessa persona, che da subito mi incuriosisce e nello stesso tempo mi attrae sin dal titolo per la presenza di quella magica parola, persona, che molto spesso sfugge ai più e non solo a chi non possiede una cultura avanzata; sfugge, dicevo, nella sua determinazione linguistica basata su una etimologia che qui sarebbe troppo lungo potercisi soffermare sopra, ma che rimando ai miei numerosi scritti sul personalismo nell’ambito della bioetica. Persona, che sfugge, ahimè, ut in pluribus, anche ai letterati e ai poeti. Fiori, invece, da poeta con solide basi culturali, mostra un grande coraggio nel metterla nel titolo di un libro di poesia. Fatto sta che mi convinco, per quanto detto, che il libro merita quantomeno una nota da parte mia. Poi, siccome le cose vanno come vanno, mi capita che questo piccolo libro finisce sotto una delle tante pile di libri in attesa di lettura e, dopo averlo ricercato più volte nel tempo, finalmente ad agosto ultimo scorso lo trovo perché casualmente viene allo scoperto. Continua a leggere

Postille alla poesia, di Maurizio Soldini 12. Giancarlo Consonni

Giancarlo Consonni, Il conforto dell’ombra, Einaudi, 2025

Molti di voi conosceranno già la poesia di Giancarlo Consonni. Per me, invece, è la prima volta che mi imbatto nei suoi versi. Una scoperta del tutto casuale, nata da una delle scorribande in libreria alla ricerca di qualcosa di nuovo, di diverso, forse anche di antico – nel senso buono della parola – sugli scaffali defilati, seminascosti, nel cantuccio in basso, lontano dagli sguardi dei più. Ormai, la poesia non fa testo. È diventata sempre più di nicchia. Il grande pubblico dei lettori non la legge più e non la legge neppure chi vorrebbe fare e scrivere poesia. Qualcuno ha detto che è meglio essere lettori invece di scrittori di poesia. E non ha tutti i torti. Vogliamo mettere la soddisfazione e il piacere di leggere versus il turbamento, l’afflizione, la fatica nello scrivere, laddove non si persegua la banalità e la miseria della parola? Ma per tornare a noi, mi capita sotto gli occhi questo libro, Il conforto dell’ombra, pubblicato da Einaudi nella Bianca e lo prendo incuriosito e col preconcetto ormai fattosi negli ultimi tempi sempre più forte di trovarmi davanti a poesia- spazzatura e invece, sfogliando e leggendo qua e là, arriva la fulminazione. Continua a leggere

Postille alla poesia, di Maurizio Soldini 11. Vincenzo Ostuni

Vincenzo Ostuni, Faldone, ilSaggiatore, 2025

 

A marzo ultimo scorso ricevo il Faldone di Vincenzo Ostuni per una eventuale nota al libro e all’inizio di giugno mi viene chiesto per e-mail:

<<Buonasera Maurizio, novità circa Faldone di Ostuni? Ha avuto modo di leggerlo? Grazie mille e un cordiale saluto, C.>>

La mia risposta è stata la seguente: <<Buonasera, C. Per il momento ho solo dato una scorsa e dovrò ritornarci sopra con più calma più in là. È un bel faldone e non può essere liquidato con pochissimo tempo.

Per ora le dico che è opera che può essere inquadrata nel filone della neo-neo-neoavanguardia e che pertanto sarà apprezzata soprattutto da chi si rispecchia in una poetica siffatta. Risentiamoci tra qualche mese. Cari saluti M.>> Continua a leggere

Postille alla poesia, di Maurizio Soldini 10. Eugenio De Signoribus

Eugenio De Signoribus, Ceneri germogli ceneri, Mondadori, 2025

Questa volta sarò davvero breve, perché così richiede l’occasione. E dico subito che Ceneri germogli ceneri di Eugenio De Signoribus, uscito in libreria a marzo di quest’anno è una vera e propria novità nel panorama della produzione poetica degli ultimi decenni. Infatti, siamo ormai abituati, negli ultimi anni, a poeti che pubblicano libri con testi più o meno del tutto inediti, oppure a poeti (o a chi per loro) che fanno una scelta dei loro testi editi in libri già pubblicati e in tal caso ne vengono fuori raccolte antologiche, che spesso sono implementate da sparuti testi inediti a conclusione del libro, che fanno da apristrada al nuovo libro inedito in divenire che verrà pubblicato di lì a poco (o a molto tempo dopo). Ecco, Ceneri germogli ceneri è invece un libro originale, sui generis direi, dal momento che il poeta “riscrive” un libro di poesia ex novo, avvalendosi, però, di testi già editi, ripresi pertanto da raccolte precedenti, ma che spesso sono rimaneggiati, rivisti e soprattutto spesso ri-scritti e modulati in una architettonica del libro a far sì che con l’innesto di alcuni testi del tutto inediti si ottenga un libro nuovo.  Continua a leggere

Postille alla poesia, di Maurizio Soldini 9. Giancarlo Pontiggia

Giancarlo Pontiggia, La materia del contendere, Garzanti, 2025

Sono sincero. Questo nuovo appuntamento con la Rubrica è slittato di qualche giorno a causa di una certa difficoltà nell’approccio a questo libro di pura poesia. Va detto subito che questa è un’opera composta da sessantatré poesie, compatta, solida, consolidata in una struttura lineare, senza interruzione di sorta, dal momento che non c’è neppure una suddivisione in sezioni, come di solito sono articolati i libri o le raccolte di poesia. Sono presenti, altresì, rispettivamente all’inizio e alla fine, dei brevi versi, dei quali non viene riportato l’autore che recitano così: negli stessi fiumi / scendiamo e non scendiamo, / siamo e non siamo e dum sedet et gracili / fiscellam texit hibisco. Ed è chiaro che Pontiggia apre il libro con un rimando alla filosofia, nella fattispecie al panta rei di Eraclito, e lo conclude col rimando alla poesia con la citazione della Ecloga X delle Bucoliche di Virgilio, della quale riportiamo il passaggio completo: << […] / Tutto vince l’Amore, e noi cediamo all’Amore>>. / O Dee Pieridi vi basti che il vostro poeta / mentre siede e intreccia un cestello di gracile ibisco / abbia cantato questo, che voi renderete bellissimo per Gallo, / l’amore del quale tanto mi cresce nel tempo, / quanto al rinnovarsi della primavera s’innalza il verde ontano. / Alziamoci. L’ombra di solito nuoce a coloro che cantano, / nociva è l’ombra del ginepro. L’ombra nuoce alle messi. / Tornate sazie alle stalle, capre, Espero sorge. Ma vedremo di riprendere questo discorso inerente al rapporto tra filosofia e poesia a esplicitazione del possibile filo rosso che si dipana in questo libro tra le due dimensioni.  Continua a leggere

Postille alla poesia, di Maurizio Soldini 8. Umberto Piersanti

Umberto Piersanti, L’isola tra le selve. Poesie scelte 1967-2024, Marcos y Marcos, 2025

L’isola tra le selve. Poesie scelte 1967-2024 è il libro antologico di Umberto Piersanti andato in stampa alla fine di gennaio 2025 per Marcos y Marcos e uscito da un paio di settimane. Composto da 11 sezioni che corrispondono ai seguenti libri di poesia antologizzati: La breve stagione, Il tempo differente, L’urlo della mente, Nascere nel 40, Passaggio di sequenza, I luoghi persi, Nel tempo che precede, L’albero delle nebbie, Nel folto dei sentieri, Campi d’ostinato amore e Poesie nuove. Nell’ultima sezione ci sono otto poesie inedite scritte dal 2021 al 2024 e tra queste c’è quella che dà il titolo all’intera raccolta. La poesia L’isola tra le selve è incentrata sulla casa del poeta vista come la sua Itaca. L’isola tra le selve, dunque, è la metafora della casa immersa nei boschi, ovvero in quel paesaggio particolare che ha sempre circo-scritto i luoghi della poesia piersantiana. L’isola tra le Selve è dunque quella dell’infanzia, dell’adolescenza, della giovinezza e del età adulta del poeta: “Itaca è là/ così vera/ e presente,/ fatta di terra/ e acqua e foglie,/ l’hai intravista/ e persa mille volte,/ un’isola nel mezzo/ di fitte selve,/ forse impossibili/ da solcare”. Continua a leggere

Postille alla poesia, di Maurizio Soldini 7. Antonio Spagnuolo

Antonio Spagnuolo, Futili arpeggi, La Valle del Tempo, 2024

Il libro Futili arpeggi di Antonio Spagnuolo viene dato alle stampe nel gennaio 2024 per i tipi della casa editrice la Valle del Tempo, Napoli.

Nel frattempo, sempre nel medesimo anno, nel mese di novembre, Spagnuolo ha pubblicato con lo stesso editore una nuova plaquette dal titolo Più volte sciolto, del quale però non terrò conto in queste postille, soffermandomi esclusivamente su Futili arpeggi. Continua a leggere

Postille alla poesia, di Maurizio Soldini 6. Stefano Dal Bianco

Postille al libro Paradiso di Stefano Dal Bianco per Garzanti, 2024

Libro pluripremiato, essendosi aggiudicato quest’anno la 95° edizione della Sezione Poesia del Premio Viareggio-Rèpaci, la 36° edizione del Premio Letterario Camaiore-Francesco Belluomini e il Premio Strega Poesia 2024. 

E pertanto sono alte le aspettative del lettore. 
E comunque avranno pure le loro ragioni i critici e i giurati vari che hanno attribuito i premi.

Ma dal mio punto di vista, di lettore, ormai attempato, di poesia, ahimè, le aspettative sono state disattese.
E dunque ho davvero ben poco da dire su questo libro e sarò sintetico.

Saranno brevissime postille. Continua a leggere

Postille alla poesia, di Maurizio Soldini 5. Antonio Prete

Postille al libro di poesia di Antonio Prete, Convito delle stagioni, Einaudi, 2024

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La raccolta consta di sette sezioni: Convito delle stagioni, Tempo rubato, Per un bestiario, Lezioni di tenebre, Quaderno blu marino, Fiori d’aria e La lengua, lu ientu.

Natura e tempo permeano tutta la Raccolta. 

Natura animale, vegetale, umana, terrestre, celeste, natura cosmica. Terra e cielo. Finito e infinito. Visibile e invisibile, presente e passato. Il tutto nella loro commistione. E la contemplazione del tutto.

Tempo: <<Il tempo, con la sua gloria, con le sue disfatte,/ è raggiera di opache scintille all’orizzonte,/ dove un velo copre i giorni, sforma le figure>>. Continua a leggere

Postile alla poesia, di Maurizio Soldini 4. La voce dei poeti

In questo nuovo appuntamento, il quarto, con la Rubrica Postille alla poesia, ho ritenuto necessario divagare dalla lettura dei singoli poeti, per affrontare un discorso più generale che riguarda la voce dei poeti che ha sempre avuto una certa risonanza tra la gente nel corso dei secoli e queste voci si sono sempre fatte sentire e comprendere e quindi hanno appassionato e anche scosso i popoli. 
Hanno urlato col canto, i poeti, più che le proprie ragioni, i propri sentimenti, questi sì. E le persone hanno sempre avuto maggior facilità a comprendere i poeti che non i filosofi e gli scienziati; e meno che mai i retori e i politici. Si pensi ad esempio al Cantico dei cantici, che con la sua voce poetica incanta ancora oggi il lettore con il rimando attraverso il canto al tema dell’amore colto nella sua più profonda dimensione antropologica. Continua a leggere

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Postille alla poesia, di Maurizio Soldini 3. Maurizio Cucchi

Postille al libro di Maurizio Cucchi, La scatola onirica, Mondadori, collana Lo Specchio, 2024

Per chi conosce l’opera in versi, nonché i romanzi e altri scritti, compresi gli interventi di militanza critica pressoché quotidiani, di Maurizio Cucchi, non c’è alcuna meraviglia nel ritrovare nel suo nuovo libro di poesia appena uscito, La scatola onirica, Mondadori, Collana Lo Specchio, 2024, il filo rosso dei leitmotiv che hanno caratterizzato il suo percorso di poeta e di scrittore con la stretta vicinanza a una poetica imbevuta di fenomenologia, con il suo ritorno stringente alle cose e di conseguenza con il caratteristico minimalismo descrittivo, l’oggettivismo e l’epochè, tutte cose così presenti nel nostro autore, che tendono a sbriciolare e a eludere per quanto possibile la soggettività. Come, del resto, da scuola di appartenenza.  Continua a leggere

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Postille alla poesia, di Maurizio Soldini 2. Mauro Germani

In questa seconda uscita della Rubrica Postille alla poesia ho il piacere di intrattenervi sul libro di Mauro Germani, Prima del sempre. Antologia poetica 1995-2022, pubblicata da puntoacapo Editrice nel corrente anno 2024.
Cercherò pertanto di condensare qui i miei pensieri di lettore senza alcuna intenzione di eccessiva delucidazione. E in anteprima dico di aver colto in questo libro l’afflato lirico, la dimensione esistenzialista, lo scavo della/nella parola per cercare di uscire dall’impasse della morte, il ruolo dell’infanzia, la città di Livorno e la madre del poeta – madre nostra prima e indimenticabile “casa”, come scrive il poeta stesso – e infine il senso del sacro riposto nella ricerca poetica, ma anche, da ultimo, e più che mai, nella speranza e nell’affido al mistero della fede. Continua a leggere

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Postille alla poesia, di Maurizio Soldini 1. Valerio Mello

La poesia di Valerio Mello, poeta agrigentino con la sicilianità nell’anima e il sangue nelle vene proprio della discendenza dalla Magna Grecia, è assai preziosa. L’adorata Sicilia del poeta è spolverata dall’oro della parola classica, che lui riesce magistralmente ad orchestrare con una mirabile voce. Già nelle prove precedenti, come in Rive, egli aveva mostrato di essere originale e fuori dagli schemi del minimalismo poetico oggi imperante. Difatti, la raccolta Rive, pubblicata nel 2022 nelle Edizioni Ensemble, è un libro che mi convinse nella lettura sin dalle sue prime battute. Il dettato, ora come allora, sia in Rive sia in Hypsas è tipico della tradizione novecentista. Tradizione a me molto cara. Come sappiamo, oggi, molta della critica considera buona parte della letteratura del Novecento, a partire da quella ermetica, un capitolo da emarginare e addirittura da accantonare. Ma questo non mi trova assolutamente d’accordo, anche perché un libro di pregio, come questo di Mello, non meriterebbe assolutamente il trattamento che gli potrebbero riservare molti critici conformisti alla stregua dell’imperante mainstream minimalista, che a mio avviso ci può tranquillamente far dire, in contraltare, che ce ne corre tra una poesia minimalista che viaggia rasoterra e una poesia che invece guarda alla tradizione e agli stilemi classici, volando alta. Non ho mai creduto nella progressività dell’arte e soprattutto della letteratura. Per il motivo che la letteratura è ben diversa dalla scienza e dunque non è detto che quello che precede e appartiene al passato anche remoto non continui ad avere significato, anche perché la dimensione umanistica, a differenza di quella scientifica non si nutre solo di significato ma si nutre soprattutto di senso. Motivo per cui non guasta ogni tanto voltarsi indietro e seguire, a seconda della propria predisposizione poetica, i maestri di un tempo ormai lontano. L’importante è innovare nella tradizione attraverso una personale ricerca linguistica e stilistica, cosa che, nella fattispecie, Mello riesce a fare molto bene. L’accuratezza e la ricercatezza e compostezza linguistica e stilistica, oltre che contenutistica, con un’opera accurata di cesello, sono un tratto determinante di questo poeta e sia nel precedente come pure in questo libro, Hypsas, pubblicato anche questo nelle Edizioni Ensemble nel corrente 2024, ci troviamo tra le mani un volume assai convincente e originale. Hypsas è il nome d’un tratto del fiume San Leone, chiamato Drago, che si trova presso Agrigento (Akragas nell’epoca classica, al tempo della Magna Grecia) e che nell’Ottocento era conosciuto come il Fiume di Girgenti Continua a leggere

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Lo stato dell’arte. Maurizio Soldini

La poesia oggi

Nella prima metà degli anni venti del XXI secolo

Oggi, superate le secche della svolta di Secolo, in qualche modo segnata dalla sciagura dell’attentato alle Torri Gemelle, avvenuta l’11 settembre del 2001, in questa prima metà del Ventennio del XXI Secolo iniziata con una tremenda epidemia che ha comportato milioni di morti nel mondo e ora devastata da una crisi mondiale legata ai conflitti russo-ucraino e israelo-palestinese, che rischiano di portarci sull’abisso della terza guerra mondiale con lo spettro di una guerra nucleare, da una parte, e col pericolo, dall’altra parte, che si ripeta ben altro Olocausto, tra l’altro provocato proprio da chi lo aveva subito nel Secolo passato, dovremmo chiederci a maggior ragione, ripetendo quello che aveva avuto modo di dire il filosofo Adorno dopo Auschwitz, se oggi, dopo quanto sta accadendo, «Scrivere una poesia sia un atto di barbarie». Allo stesso modo, anche Salvatore Quasimodo, nel 1947, nell’immediato dopoguerra, scriveva questi versi, presenti nella raccolta Giorno dopo giorno, versi successivamente divenuti di dominio popolare, ispirati dal Salmo 137 della Bibbia («Sui fiumi di Babilonia, là sedevamo piangendo al ricordo di Sion. Ai salici di quella terra appendemmo le nostre cetre»): Continua a leggere

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Materna immagine


di Maurizio Soldini

materna immagine della disperazione

accovacciata a spendere le lacrime

per quel suo figlio sceso dalla croce

esiste nella pietra bianca e nei colori

di tutti gli scultori e in quei pittori

che hanno voluto spingere al travaglio

del dolore il nome la pietà la sua visione



[Prof. Maurizio Soldini 
Sapienza Università di Roma]

“Bruciare tutto” di Walter Siti. Un romanzo non tutto da bruciare, ma da dimenticare


di Maurizio Soldini

Appena terminata la lettura di Bruciare tutto di Walter Siti, le prime impressioni a caldo che viene voglia di condividere sono quelle che andrò a dire. Ma soprattutto ho avuto l’impressione di essere davanti, più che a un romanzo, a un instant book romanzato pieno di ideologia, frettolosità, approssimazione e superficialità da ogni punto di vista: linguistico, letterario, filosofico e così via. Continua a leggere

La bella vista, di Maurizio Soldini


La bella vista

può essere un regesto del cielo
la nuvola che angola l’azzurro
le gradazioni del grigio imbiancano
se la luce trasfonde nel nulla

anneriscono le ramificazioni
nella prospettiva della chiarezza
la teoria assume la bella vista
quando la sorte cambia il vento

ed ecco lo scivolare dell’esistenza
in un battere d’ali a chiusa lungolago
e senza indugi via dal cospicuo
l’uscita da una persistenza speculare

Roma, 26 marzo 2017