Alessandra Peluso, Azzardi dell’Io, Ensemble
Condannata a essere umana
seppur la mia anima si smuove e rimuove
per raggiunger il divino
lesta si aggira in attesa di sovranità
il lusso della vita
un’illusione di eternità.
*
Sopportar il male come un bagaglio da tutelare
in giacenza il bene che sottende una giusta prova,
non c’è destino al latrocinio
non c’è soluzione al tradimento di colui che crede nell’onore
non c’è vela da ammainare per un’onda di odio imprevisto,
eppure arriva il pugnale che non puoi prevedere
passa e sorpassa il tempo che non ti fa guarire
e ti sorprende la freccia di Cupido scagliata senza preavviso.
*
Attraverso l’esistenza
il vento vola su chiome
ingrigite da fuliggine di tormenti.
Irridente il tuo essere
scacco di te, non di lui
che scopre
il conflitto ricoperto di sé.
*
Indugi sulle parole
indigeno
ricerchi te stesso
fra risate fragorose
ti compiaci
senza azzardi di ombre.
*
Non aspettare domani, lo sei,
cogli ciò che puoi di questo tempo
e tienilo da parte quando ne avrai bisogno,
quando dovrai raccogliere
il frutto della gioventù che ora appassisce:
l’amore dei suoi giorni non ha più tempo,
ha le ore contate, deambula
nell’attesa che qualcuno presti attenzione
rivolga lo sguardo, la luce lo scaldi.
Non aspettare domani.
Alessandra Peluso, filosofa, dottore di ricerca in Scienze bioeticogiuridiche, saggista. Di poesia ha pubblicato: Canto d’Anima Amante (2010), Ritorno Sorgente (2013), Sul Boxer del Nonno verso la Poesia (2016), Subbuglio (2020).

