Sara FRUNER, La rossa goletta. Recensione di Antonio Fiori

Sara FRUNER

La rossa goletta

Crocetti, 2024

pp 200, E. 17,00

 

La goletta, nell’importazione dal francese, è un pesce – la nostra rondinella di mare, mentre nella più nota accezione è un piccolo veliero, apprezzato per la navigazione veloce.

E ad una rossa goletta Sara Fruner ha voluto intitolare questa raccolta poetica in cui attraversa il mare del dolore e del desiderio, dell’amore e dell’incomprensione, degli spazi e dei confini. Lo fa con leggerezza apparente, rinunciando alle interpunzioni, ostentando quasi le metafore, le rime e le assonanze,  ricordandoci spesso Vivian Lamarque: faccio tutto per dire/ che tanto si può fare/ anche prendere un angelo/ infilarlo in un’armatura/ mandarlo alla lotta/ e vederlo tornare/ il rosso sopra la cotta/ il bianco ardere sotto (da L’angelo nell’armatura). Diversi i testi che confermano – già nel titolo – questa lezione di stile: L’amore imperfetto, Baci e perché, Dell’amore tutto non dire (…Dell’amore tutto non dire/ lascia che vada/ prendi il silenzio/ lascia la piaga). Occasionalmente si sente anche l’eco della poesia di Magrelli: una mosca rossa/ molesta il soffitto// a terra una caravella/ si atteggia a stivaletto// sgranano gli occhi/ le idee alla tapparella// se non tremo/ tutto è alieno (Alieno). Dal punto di vista tematico l’autrice ha un obiettivo ambizioso: accogliere nella poesia la vita intera (dallo chef-desiderio alla crepa nel piatto, dal “male dell’amore” alla “gaia sofferenza”, da un’ironica sera di gala alla morte che bussa). C’è anche un testo, brevissimo, che suggella quest’anelito, Il canto della vita: è la voce del buio/ che indosso oggi/ è il canto della vita/ che senti e leggi.

Il verso diventa spesso assertivo, come cercasse ogni tanto un più solido appiglio: l’unica pecca del desiderio/ è che muore di parto, e ancora: dopo stagioni/ a cercare la riva/ è il mare la terra/ che devi abitare. Il mare ritorna più volte, come presenza naturalistica e come metafora della vita, il mare dove siamo noi/ il gabbiano. Resta impressa nel lettore l’incontenibilità del flusso poetico, la cantabilità e l’ironia di molti testi, l’umanissima filosofia del disincanto.

Antonio Fiori

.

Poesia e altro

 

guardami

non ho terra

non ho pace

non ho nulla

solo voce

 

una cosa devi sapere

mi afferri soltanto

se mi lasci andare

.

Daccapo

 

in quarto di tono sopra

un centimetro sotto la cinta

una virgola un pelo di troppo

mai azzecca la vita il punto

 

ho un righello per braccio

una borsa piena di attrezzi

ogni volta finisco in un fiasco

incomincio sempre daccapo

.

 

Del tuo dolore ho una mappa

 

del tuo dolore

ho una mappa

parte dalla casa

che credevi sorella

passa per il rogo

dove la foga

ha bruciato sé stessa

arriva a te adesso

colonia senza genti

una vita tutta in cella

prendo una matita

aggiungo un fiume

di controcorrenti

al tuo corpo salmone

che ti spinga in risalita

 

Sara Fruner è autrice di due romanzi ed ha scritto poesia in lingua inglese e lingua italiana (Lucciole in palmo alla notte, Supernova, 2019); insegna Italiano presso la New York University e si occupa di cinema e altre arti su riviste statunitensi. È traduttrice di letteratura anglosassone e postcoloniale.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *