
Sara FRUNER
La rossa goletta
Crocetti, 2024
pp 200, E. 17,00
La goletta, nell’importazione dal francese, è un pesce – la nostra rondinella di mare, mentre nella più nota accezione è un piccolo veliero, apprezzato per la navigazione veloce.
E ad una rossa goletta Sara Fruner ha voluto intitolare questa raccolta poetica in cui attraversa il mare del dolore e del desiderio, dell’amore e dell’incomprensione, degli spazi e dei confini. Lo fa con leggerezza apparente, rinunciando alle interpunzioni, ostentando quasi le metafore, le rime e le assonanze, ricordandoci spesso Vivian Lamarque: faccio tutto per dire/ che tanto si può fare/ anche prendere un angelo/ infilarlo in un’armatura/ mandarlo alla lotta/ e vederlo tornare/ il rosso sopra la cotta/ il bianco ardere sotto (da L’angelo nell’armatura). Diversi i testi che confermano – già nel titolo – questa lezione di stile: L’amore imperfetto, Baci e perché, Dell’amore tutto non dire (…Dell’amore tutto non dire/ lascia che vada/ prendi il silenzio/ lascia la piaga). Occasionalmente si sente anche l’eco della poesia di Magrelli: una mosca rossa/ molesta il soffitto// a terra una caravella/ si atteggia a stivaletto// sgranano gli occhi/ le idee alla tapparella// se non tremo/ tutto è alieno (Alieno). Dal punto di vista tematico l’autrice ha un obiettivo ambizioso: accogliere nella poesia la vita intera (dallo chef-desiderio alla crepa nel piatto, dal “male dell’amore” alla “gaia sofferenza”, da un’ironica sera di gala alla morte che bussa). C’è anche un testo, brevissimo, che suggella quest’anelito, Il canto della vita: è la voce del buio/ che indosso oggi/ è il canto della vita/ che senti e leggi.
Il verso diventa spesso assertivo, come cercasse ogni tanto un più solido appiglio: l’unica pecca del desiderio/ è che muore di parto, e ancora: dopo stagioni/ a cercare la riva/ è il mare la terra/ che devi abitare. Il mare ritorna più volte, come presenza naturalistica e come metafora della vita, il mare dove siamo noi/ il gabbiano. Resta impressa nel lettore l’incontenibilità del flusso poetico, la cantabilità e l’ironia di molti testi, l’umanissima filosofia del disincanto.
Antonio Fiori
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Poesia e altro
guardami
non ho terra
non ho pace
non ho nulla
solo voce
una cosa devi sapere
mi afferri soltanto
se mi lasci andare
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Daccapo
in quarto di tono sopra
un centimetro sotto la cinta
una virgola un pelo di troppo
mai azzecca la vita il punto
ho un righello per braccio
una borsa piena di attrezzi
ogni volta finisco in un fiasco
incomincio sempre daccapo
.
Del tuo dolore ho una mappa
del tuo dolore
ho una mappa
parte dalla casa
che credevi sorella
passa per il rogo
dove la foga
ha bruciato sé stessa
arriva a te adesso
colonia senza genti
una vita tutta in cella
prendo una matita
aggiungo un fiume
di controcorrenti
al tuo corpo salmone
che ti spinga in risalita

Sara Fruner è autrice di due romanzi ed ha scritto poesia in lingua inglese e lingua italiana (Lucciole in palmo alla notte, Supernova, 2019); insegna Italiano presso la New York University e si occupa di cinema e altre arti su riviste statunitensi. È traduttrice di letteratura anglosassone e postcoloniale.
