Gioire di Gesù: è così difficile? È bello pensare che, in Paradiso, ci volteremo indietro compatendo le nostre lacune. Ma tutto sarà travolto dalla gioia di stare con il Cristo.
Donare gioia è la nostra vocazione. In un tempo in cui tutto è relativo, la gioia è il punto di attrazione, il segno di una verità perduta e ritrovata.
Anche nella gioia c’è sofferenza, diceva Gesù a Gabrielle Bossis: si riferiva ai misteri gaudiosi che ricordavano gli eventi della vita di sua Madre. Teniamocela stretta questa gioia, per quanto precaria e minacciata.
Il Vangelo ha a che fare con la gioia. È una bella notizia, in questi tempi tristi. Al punto che è facile non crederci. Ma se lasciassimo fare al Dio delle sorprese, scopriremmo che a Lui nulla è impossibile, neanche regalarci una gioia da far circolare in mezzo agli altri.
A volte temiamo di traspirare pace, gioia, come se dubitassimo del potere del Cristo. Piacere più a Lui che al mondo: una vecchia questione, sempre attuale.
Ci ricordiamo di tutto, eccetto della gioia. Come fosse qualcosa di accessorio. Quando manca la gioia non scatta l’allarme di quando manca l’olio, o la benzina. Eppure è il carburante della vita.
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