Poggiare la testa sul petto di Gesù, come il discepolo amato quella sera: chi ci impedisce di farlo, visto che Lui è l’Emmanuele, il Dio che non ci perde di vista neanche un attimo? Osare è del cristiano, alla rassegnazione ci pensi qualcun altro.
Qualcuno ha paura di Gesù, non riesce ad affidarsi. A volte, Lui ci chiede di spingere gli incerti, di convincerli a osare, perché nulla è più importante del gesto di abbandono.
Dobbiamo allargare l’anima, dice il Cristo alla Bossis. Confidare in Lui ma anche saper attendere, sentirsi avvolti nella tenerezza ma anche avventurarsi con coraggio nei tempi lunghi dell’attesa. La Sua vita non è fluita tra i due poli della confidenza e del coraggio, della certezza e dell’attesa?
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