3 pensieri su “Luigi Maria Corsanico legge Ugo Foscolo. 1

  1. Ema

    A volte la felicità e’ così grande che gli occhi non riescono a trattenerla.
    Grande interpretazione, come sempre.
    Grazie

    Rispondi
  2. Luigi Maria Corsanico

    Ugo Foscolo
    Perché taccia il rumor di mia catena
    Lettura di Luigi Maria Corsanico

    “Perché taccia il rumor di mia catena” è un sonetto composto da Ugo Foscolo in giovane età: fu pubblicato nel “Nuovo Giornale dei Letterati di Pisa” nella serie degli otto sonetti. Confluirà poi nelle “Poesie di Ugo Foscolo”, pubblicate prima presso Destefanis a Milano nell’aprile 1803, e poi per Agnello Nobile, sempre nella città lombarda, in agosto.
    Isabella Roncioni è nota per essere stata uno degli amori più fervidi del poeta Ugo Foscolo, oltre ad essere stata ispiratrice del personaggio di “Teresa” nell’opera Ultime lettere di Jacopo Ortis. A lei sono ispirati alcuni sonetti di argomento amoroso, come “Perché taccia il rumor di mia catena”.
    Isabella Roncioni incontrò per la prima volta il poeta tra il 1799 e il 1800 quando quest’ultimo a causa di incarichi militari dovette recarsi in Toscana. Probabilmente si conobbero per caso durante un viaggio in diligenza da Firenze a Pisa. Per Foscolo non fu difficile avvicinarsi ad Isabella a Firenze, dove egli aveva il supporto e l’aiuto di due conoscenti: Giovanni Battista Niccolini e Eleonora Nencini.
    L’amore tra i due fu ardente, ma anche abbastanza breve: infatti è proprio la Nencini a comunicare a Foscolo tramite una lettera datata 1801, che il padre di Isabella l’aveva fatta fidanzare ad un uomo “agli occhi suoi noioso”.
    In calce Isabella aggiunse a quella lettera cinque righe di sua mano, con la confessione:
    «Siate persuaso che non siete il solo infelice.»
    Ultime lettere di Jacopo Ortis del 1802 riproduce le ultime parole e nell’autografo, che è alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, non soltanto solo e infelice sono sottolineate, ma anche macchiate, come se due lacrime fossero cadute con precisione sopra ognuna delle due parole quando l’inchiostro era ancora fresco.

    Edizione di riferimento:
    Ugo Foscolo, Opere I, Poesie e tragedie
    Sonetti
    Edizione diretta da Franco Gavazzeni
    con la collaborazione di Maria Maddalena Lombardi e Franco Longoni
    Einaudi-Gallimard,Biblioteca della Pleiade, 1994

    Giuseppe Tartini – dal : Cello Concerto in D major
    Jozef Podhoransky Violoncello
    Slovak Chamber Orchestra
    Bohdan Warchal Violin / Conductor

    Ritratto di Ugo Foscolo (1813) di François-Xavier Fabre, Biblioteca Nazionale di Firenze.

    *** *** *** *** *** ***

    [IV]
    Perché taccia il rumor di mia catena
    di lagrime, di speme, e di amor vivo,
    e di silenzio; ché pietà mi affrena
    se con lei parlo, o di lei penso e scrivo.

    Tu sol mi ascolti, o solitario rivo,
    ove ogni notte amor seco mi mena,
    qui affido il pianto e i miei danni descrivo,
    qui tutta verso del dolor la piena.

    E narro come i grandi occhi ridenti
    arsero d’immortal raggio il mio core,
    come la rosea bocca, e i rilucenti

    odorati capelli, ed il candore
    delle divine membra, e i cari accenti
    m’insegnarono alfin pianger d’amore.

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