Decalogo. Omaggio a K.Kieslowski, di Alida Airaghi

IX. Non desiderare la donna d’altri

di Alida Airaghi

Cerbiatta veloce e leggera
agnella dal manto di ovatta.
Pantera rapace flessuosa
sinuosa anguilla di fiume.
Merla di piume nera
colomba bianca di ali.
Seppia celata in fondali
ape ronzante all’aperto.
Canto di upupa stanca
lince screziata del deserto.
Farfalla colorata di allegria:
sei di un altro, ma ti voglio mia.

L’amante giovane gode
dell’amore imprudente proibito:
la pelle profumata i capelli
sottili di una moglie non sua.
Smanioso e accanito, azzarda
incontri febbrili, segreti
appuntamenti, noncurante
del dolore di un noioso marito
che ascolta e guarda, impotente
custode del passato.

Se osservi una donna con brama
e la pensi vestita di niente,
se la inebri di parole mielate
e la segui serpente tentatore,
se l’adeschi con velate promesse
e la illudi con speranze di fama:
hai già commesso peccato
nel tuo cuore, prima ancora
di sfiorarla con le dita.
Il Signore ti avrà condannato,
astuto mercante d’amore.

“Non ho nessuno”, mente la donna
allo sposo geloso. Per non ferirlo
tace, non dice il suo fastidio
la stanchezza; lo accarezza
materna, e giura rassicura
pietosa, ma lui impazzisce
di rabbia di rancore, sapendola
felice con un altro: digiuno
oramai di passione,
tradisce disamore spiando
da una gabbia di tristezza.

Il corpo altrui diventa il proprio,
conosciuto nelle rughe della fronte,
nelle ciglia e nei piedi, esplorato
nel sesso, imparato a memoria.
Non suscita piacere o meraviglia,
forse solo annoiata confidenza.
Eredi di una storia di possesso
e appartenenza, in due si negano
reciproca pietà.

Alida Airaghi, Decalogo. Omaggio a Krzysztof Kie?lowski

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