Archivi tag: Alida Airaghi

Decalogo. Omaggio a K.Kieslowski, di Alida Airaghi

IX. Non desiderare la donna d’altri

di Alida Airaghi

Cerbiatta veloce e leggera
agnella dal manto di ovatta.
Pantera rapace flessuosa
sinuosa anguilla di fiume.
Merla di piume nera
colomba bianca di ali.
Seppia celata in fondali
ape ronzante all’aperto.
Canto di upupa stanca
lince screziata del deserto.
Farfalla colorata di allegria:
sei di un altro, ma ti voglio mia.

L’amante giovane gode
dell’amore imprudente proibito:
la pelle profumata i capelli
sottili di una moglie non sua.
Smanioso e accanito, azzarda
incontri febbrili, segreti
appuntamenti, noncurante
del dolore di un noioso marito
che ascolta e guarda, impotente
custode del passato. Continua a leggere

Un cardinale e la lingua della poesia

 

di Alida Airaghi

José Tolentino de Mendonça (Funchal,1965), cardinale, teologo, docente universitario, dal settembre 2022 è Prefetto del Dicastero per la cultura e l’educazione. Recentemente vincitore del Premio Lerici Pea, nel 2014 ha rappresentato il Portogallo nella Giornata Mondiale della Poesia.
Tra i temi principali delle sue numerose raccolte di versi, oltre a un rapporto intimamente vissuto con la natura, troviamo la riflessione filosofica sulla libertà e sul tempo come eventi dell’umano e del sovrumano, inseriti in un ambito di pensiero cristiano apertamente ecumenico. Continua a leggere

Pietro De Marchi, il lavoro del poeta

di Alida Airaghi

PIETRO DE MARCHI, ALLA GIUSTA STAGIONE – CASAGRANDE, BELLINZONA 2026

Pietro De Marchi (Seregno 1958) ha insegnato Letteratura Italiana all’Università di Zurigo ed è alla quarta pubblicazione di poesia e prose poetichr per le edizioni ticinesi Casagrande.
Alla giusta stagione è un titolo che rimanda alla terminologia agricola (secondo la citazione da Esiodo in esergo: “… se alla giusta stagione tu vuoi tutti compiere i lavori…”), laddove si consiglia quando sia necessario seminare, raccogliere, potare, sottintendendo metaforicamente il tempo dovuto all’inventario, letterario ed esistenziale, a cui applicarsi negli anni più maturi. Continua a leggere

Poesia dell’incontro in Alessandro Fo

di Alida Airaghi

Come si fa a non voler bene ad Alessandro Fo, poeta che concepisce la poesia come “bene”?
Nato e Legnano nel 1955, figlio dell’impresario Fulvio Fo (fratello del premio Nobel Dario), ha respirato cultura dalla nascita, e ha prodotto cultura per tutta la sua esistenza: come insigne latinista – docente all’Università di Siena e innovativo traduttore dell’Eneide di recente riproposta nei Millenni einaudiani, di Rutilio Namaziano, Catullo, Apuleio –, come critico letterario e autore di versi, pubblicati prevalentemente nella collana bianca di Einaudi. Continua a leggere

Poesia, arte e bellezza aiutano a sopravvivere

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di Alida Airaghi

“Forse siamo prima di tutto animali poetici, dal momento che gli esseri umani creano opere d’arte da più di 40.000 anni, molto prima di inventare la moneta o l’agricoltura”, afferma l’antropologa Michèle Petit introducendo il suo libro Siamo animali poetici. Arte, libri e bellezza in tempi di crisi, edito da AnimaMundi.
Già nel paleolitico si trovano infatti tracce di pitture rupestri con descrizione di scene di caccia, piante, animali, astri, quasi che l’homo sapiens volesse esprimere qualcosa di sé aldilà della pura sussistenza materiale. Continua a leggere

Paolo Rodari, Il Mantello di Rut

TRA OBBEDIENZA E LIBERTÀ

di Alida Airaghi

Paolo Rodari (Milano 1973), scrittore e giornalista, ha lavorato per Il Riformista, Il Foglio e La Repubblica; attualmente si occupa di trasmissioni culturali per la Radiotelevisione della Svizzera italiana. Dopo aver pubblicato diversi saggi, biografie e memorie, ha firmato per Feltrinelli il suo primo libro compiutamente narrativo, Il mantello di Rut, ambientato negli anni tra l’anteguerra fascista e l’occupazione nazista, in una Roma affamata e impaurita in cui un cattolicesimo retrivo viene percorso da desideri di libertà, riscatto sociale e slanci di generoso altruismo. Si tratta di una storia ispirata a fatti realmente avvenuti durante la Shoah, quando venti bambine ebree riuscirono a salvarsi dalla deportazione grazie all’aiuto di un prete e di alcune suore che le nascosero in una stanza segreta – ancora oggi visitabile – ricavata sotto la cupola della chiesa della Madonna dei Monti. Continua a leggere

Un Natale al femminile

di Alida Airaghi

Mi chiedo se oggi le bambine e le adolescenti tra i sette e i dodici anni leggano ancora la quadrilogia di Louisa May Alcott: Piccole donne, Piccole donne crescono, Piccoli uomini, I ragazzi di Jo, un classico della letteratura dell’infanzia, presente in tutte le librerie delle famiglie con figlie femmine. Noi eravamo tre sorelle, e ci passavamo le storie di Meg, Jo, Beth e Amy litigando sulle loro affinità con i nostri caratteri. Io, sessant’anni fa (ma come è possibile sia passato tanto tempo, senza che in pratica me ne sia accorta?) non ho mai fatto segreto delle mie preferenze. Jo, ovviamente, era la più amata, per la sua indipendenza, l’insofferenza dei ruoli, il desiderio di avventura. E poi Beth, così dolce e mite da palesare subito il suo destino di soccombente. Le altre due protagoniste mi sembravano più scontate e tradizionali, prevedibili nei comportamenti, nei desideri, nelle scelte di vita. Continua a leggere

Considerazioni sulla parabola del figliol prodigo

di Alida Airaghi

La parabola del figliol prodigo, narrata nel Vangelo di Luca (15:11-32), appartiene di fatto al patrimonio culturale dell’occidente, così come altre figure letterarie quali Ulisse, Amleto, Faust, riconosciuti simboli universali della natura umana, nella sua ricerca di un significato che oltrepassi il puro accadere dell’esistenza mortale.

Il sacerdote salesiano Mario Steri (Cagliari, 1952) ha dedicato ad essa un corposo volume (Il padre lontano?, edito da Ignazio Pappalardo), che propone non tanto un commento esegetico, quanto una riflessione teologica intesa a coglierne il valore sapienziale, come rappresentazione simbolica delle vicende umane attraversate dai temi della colpa, del tradimento, del perdono.  Continua a leggere

Affrontare a mani nude il buio della storia

di  Alida Airaghi

 

L’ultimo romanzo di Elena Pigozzi, Le sarte della Villarey, edito da Mondadori, presenta una struttura meditata e compiuta sia nella parte storica che in quella di invenzione. 

Ambientato ad Ancona nel 1943, prende spunto da una vicenda realmente accaduta, che vide come eroica protagonista una sarta semianalfabeta, Alda Renzi Lausdei, la quale con la collaborazione di molti coraggiosi volontari, riuscì a mettere in salvo dalla deportazione nazista 400 soldati, tra gli oltre 3000 imprigionati nella caserma di Villarey. Continua a leggere

Simone Weil in dialogo con San Francesco

di Alida Airaghi

Sabina Moser (1961), di formazione filosofica e teologica, studia da tempo la figura di Simone Weil, su cui ha pubblicato diversi saggi e volumi. Questo suo ultimo testo, uscito da Le Lettere con prefazione di Marco Vannini, esplora in maniera finora inedita il legame che ha unito la filosofa ebrea francese (1911-1934) a San Francesco, accostando la ricerca severamente razionale di lei, originale pensatrice laica novecentesca, alla fede immediata e limpida del frate di Assisi vissuto sette secoli prima: in entrambi ritroviamo infatti la stessa volontà di adesione alla parola di Gesù e la scelta di un cammino esistenziale di purificazione e riduzione all’essenzialità della vita.  Continua a leggere

Cardinale, Santo e Poeta: John Henry Newman

di Alida Airaghi

 

Di John Henry Newman (Londra 1801-Birmingham, 1890), cardinale, teologo e apologista cattolico, si mantiene oggi sensibile memoria non solo nel mondo ecclesiastico per la sua autorità dottrinale, ma più in generale in ambito letterario come raffinato poeta e saggista.
Presbitero anglicano e docente universitario, in gioventù fu figura trainante del Movimento di Oxford, che intendeva spiegare razionalmente i dogmi e la fede cristiana. In seguito a una profonda crisi personale e dopo gravi lutti familiari, si convertì al cattolicesimo e venne ordinato sacerdote nel 1845, quindi elevato al cardinalato nel 1879, beatificato nel 2010 da papa Benedetto XVI, e infine proclamato santo il 13 ottobre 2019 da papa Francesco. Continua a leggere

POESIA E POLITICA. 4. Alida AIRAGHI

26 aprile 1986

 

Aprile è un mese crudele, se nel buio

esplosioni boati laceranti sirene

bucano il sonno di martiri futuri

un occhio spalancato sul tetto scoppiato

del quarto reattore fondendo

acciaio cemento sbriciolando

pareti finestre infrangibili Continua a leggere

Symbolum, di Alida Airaghi

Dipinto di Luigi Salvatori

 

Symbolum

                                                  lo diede ai suoi discepoli Matteo 26,26

Nella notte, le strade dell’addio:
strade che portano a tacere
nel buio; al nascosto mistero.
Al dio vero e abbandonato,
a un amore lasciato cadere. All’altare
nei campi, appena schiarito
da fari di auto veloci
come lampi di luce,
o raggi pietosi penetranti.
Ma l’ostia spezzata chiude il gesto
per sempre, e tutto è compiuto
nella notte senza voci,
senza aiuto. Continua a leggere

Sulle orme dei poeti

di Alida Airaghi

“Accendere una lampada e sparire, / questo fanno i poeti. / Ma le scintille che hanno ravvivato, / se vivida è la luce durano come i soli”. Questa limpida e delicata citazione di Emily Dickinson viene posta da Angelo Gaccione a esergo del suo ultimo volume, Poeti. Ventinove cavalieri e una dama, che raccoglie trenta recenti composizioni, ciascuna delle quali trae spunto e ispirazione da uno o più versi di famosi poeti italiani del ‘900, tutti ormai (e ahimè) scomparsi.  Continua a leggere

Don Angelo Casati, poeta gentile

di Alida Airaghi

“Don Angelo è un flauto, si lascia suonare da tutto e da tutti e si ascoltano racconti meravigliosi da quel vuoto di sé che è il suo cuore. Ha frasi incandescenti eppure miti, fuochi di sdegno eppure luminosi, ha ombre che fanno più vera la luce. Come fa? Con la compassione…”. 
Così Chandra Candiani nella lunga e affettuosa prefazione al libro di poesie di don Angelo Casati esprime la sua stima di poeta ai versi di un religioso come lei poeta.
Angelo Casati (Milano 1931) è presbitero della diocesi milanese, e ancora oggi ultranovantenne scrive e pubblica toccanti omelie settimanali nel suo blog Sulla soglia. Ha al suo attivo molte pubblicazioni che spaziano dalla poesia a commenti evangelici, da riflessioni spirituali su vari eventi della vita a veri e propri saggi, usciti per diverse case editrici (Cittadella, Romena, Paoline, Servitium, Àncora, Il Saggiatore…). Continua a leggere

Piccole luci che illuminano un futuro di speranza per l’umanità

di Alida Airaghi

Sabino Chialà, Priore di Bose dal 2022, ha pubblicato presso le edizioni Qiqajon della Comunità “Donne generative che aprono un futuro”, testo di una trentina di pagine compreso nella collana Sentieri di senso.
Sei sono le figure femminili prese in considerazione dall’autore, protagoniste dei primi capitoli dell’Esodo, che si apre in realtà con l’elenco dei dodici nomi maschili dei figli di Giacobbe, evocanti le dodici tribù di Israele. Una storia, quella patriarcale qui narrata, segnata da “complessità e drammaticità, fatta di migrazioni causate dalla carestia, di accoglienza e poi di asservimento”.  Continua a leggere

Le cattive parole, di Francesco Maria Marino

di Alida Airaghi

Due noti docenti universitari, i Monsignori Stefano Guarinelli e Dario Viganò, si sono occupati nel 2014 e nel 2016 della maldicenza come piaga devastante del vivere civile, in due volumi dal titolo molto espressivo: La gente mormora e Il brusio del pettegolo, rispettivamente per le edizioni San Paolo e Dehoniane.
Qualche mese fa anche Tau, altra casa editrice cattolica con sede a Todi, ha pubblicato un agile libro di Padre Francesco Maria Marino, dal titolo ancora più esplicito dei due citati: La lingua non ha ossa ma le rompe, e con un sottotitolo più ponderato (I peccati di lingua tra spiritualità e psicologia). Continua a leggere

Il corpo a corpo  con la poesia di Vanna Carlucci

di Alida Airaghi

In un intervento pubblicato il 24 gennaio di quest’anno su La Poesia e lo Spirito, Vanna Carlucci così si esprimeva riguardo al suo rapporto con la parola poetica: “Come è possibile allora, per me, spiegare che esiste un animale selvatico che vive al centro del mio petto. È – come direbbe Milowsz – il daimon della poesia ‘come se fosse balzata fuori una tigre’. L’artiglio della parola è tra le sue zampe e dilania, ferisce e svela un linguaggio che è una forma che sanguina, una ferita. La poesia, quindi, è azione, movimento felino, contatto tra corpi”. Continua a leggere