Dove ha trovato, Maria, la forza di sopportare la morte in croce del Figlio? Nell’abbraccio scambiato con Gesù durante la Via Crucis.
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Sinonimi
Le parole della scienza 4: che forza!
di Antonio Sparzani

Ercole Farnese
La terza puntata qui, dove sono indicate anche le prime due. Ricordo che un’altra parola importante, “energia”, l’avevo già esaminata qui.
Vorrei ora invece parlarvi della parola “forza”, che tanto posto occupa sia nel linguaggio naturale che nella scienza, fisica e non solo, anche chimica, biologia, ingegneria, ecc. Ripeto per l’ennesima volta che la scienza, e la fisica in particolare, su cui mi vorrei concentrare, pesca nel linguaggio naturale le parole che più le aggradano, bloccandone però inevitabilmente il significato ad una denotazione precisa.
Non vorrei risalire troppo indietro nell’etimologia della parola (ma il lettore curioso e appassionato di linguistica può sempre guardare qui)
Vorrei invece citare uno dei primissimi usi nella nostra lingua, che risale, guarda caso, a Dante che nel Convivio, terzo capitolo, parla, tra le molte cose, della nostra terra e del potere che essa ha di comunicare un forte e nuovo potere a chi le si affida, sentite: Continua a leggere
Un sole
Riparazioni
Energia
di Antonio Sparzani

Diogene Laerzio
[mi permetto di ripetere qui, con opportuni aggiornamenti e aggiunte, un post che avevo pubblicato su Nazione Indiana 15 anni fa, dato che di questi tempi il termine “energia” mi pare essere fortemente tornato alla ribalta, date le varie vicende del petrolio, del gas e tutte le altre fonti, rinnovabili e non, di questa cosa che chiamiamo energia: ma che cos’è esattamente?]
Come ci riferisce Diogene Laerzio (III sec. d.C.), allorché nelle sue Vite dei Filosofi parla del grande Epicuro (IV-III sec. a.C.), nell’antichità, ma anche – aggiungerei – poi nel Medioevo, si dibatteva del singolare tema se il piacere fosse connesso necessariamente col movimento o se consistesse semplicemente nell’assenza di dolore (piacere catastematico, ovvero calmo e stabile). Diogene osserva che, a differenza dei Cirenaici che “non ammettono il piacere catastematico, bensì soltanto quello che consiste in un movimento”, Epicuro li “ammette entrambi, quello della mente e quello del corpo”. E infatti, entrando poi nel merito della dottrina epicurea, Diogene cita esplicitamente la seguente affermazione di Epicuro:
“Infatti, l’imperturbabilità e l’assenza di dolore sono piaceri catastematici, mentre la gioia e la letizia sono viste come piaceri in movimento e in azione” (1)
Questa locuzione “in azione” è, nell’originale,
(energeìa), dove la parola vale ‘attività’, qualcosa comunque di dinamico. Continua a leggere
Le forze
Sorrisi
Energia
di Antonio Sparzani

il Sole
Come ci riferisce Diogene Laerzio (che scrive in greco nel III sec. d.C.), allorché nelle sue Vite dei Filosofi parla del grande Epicuro (IV-III sec. a.C.), nell’antichità, ma anche – aggiungerei – poi nel Medioevo, si dibatteva del singolare tema se il piacere fosse connesso necessariamente col movimento o se consistesse semplicemente nell’assenza di dolore (piacere catastematico, ovvero calmo e stabile). Diogene osserva che, a differenza dei Cirenaici che “non ammettono il piacere catastematico, bensì soltanto quello che consiste in un movimento”, Epicuro li “ammette entrambi, quello della mente e quello del corpo”. E infatti, entrando poi nel merito della dottrina epicurea, Diogene cita esplicitamente la seguente affermazione di Epicuro: “Infatti, l’imperturbabilità e l’assenza di dolore sono piaceri catastematici, mentre la gioia e la letizia sono viste come piaceri in movimento e in azione”. ((cito dall’ottima edizione curata da Ilaria Ramelli, Epicurea (Bompiani 2002); si tratta del frammento 2 dell’edizione Usener, p. 227 del volume curato dalla Ramelli.)) Questa locuzione “in azione” è, nell’originale, energeìa(i), dove la parola vale ‘attività’, ((i curiosi possono andare a vedere qui.)) qualcosa comunque di dinamico. Deriva ovviamente da érgon, opera, impresa, dalla stessa radice indoeuropea [w?g] che ha dato luogo al tedesco Werk e all’inglese work, ma anche all’italiano organo, tanto per dire. Continua a leggere





