
Sorridere a Gesù, qualunque cosa accada, in qualunque stato d’animo: è questo che guarisce, che libera da ogni residuo di negatività. Sì, perché Gesù ricambia il tuo sorriso, e non c’è niente di più potente, in tutto l’universo.
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Il segreto
“Il Cristo zen” – Intervista a Raul Montanari
Recensione e intervista di Giovanni Agnoloni
Il Cristo zen è un saggio di Raul Montanari edito da Indiana, di grande profondità e originalità. Segue qui la mia recensione, precedentemente uscita su La Poesia e lo Spirito, unita poi, per Postpopuli.it, a un’intervista all’autore, che ringrazio per la disponibilità.
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Certi libri sono perle di saggezza, e ti fanno chiedere se l’autore, che si professa ateo, non abbia invece scoperto l’essenza stessa della fede. Penso a Il Cristo zen, di Raul Montanari (Indiana Editore, 2011), opera che accosta temi e passi della tradizione cristiana e di quella del buddhismo zen, dopo un’illuminante introduzione sulle varie scuole della spiritualità orientale. Continua a leggere
Il Corpo
Il Corpo
Di Guglielmo Pispisa – Kai Zen G
Il corpo martoriato me lo ricordo alla sera, quando venne deposto. Senza più dolore, ormai, inerte. Una bisaccia vuota, un calzare dal cuoio rovinato. Non sembrava più ciò che era stato.
Non voglio memoria della giornata che precedette quel momento, ma sono condannata a conservarla. La bisaccia vuota è solo una povera cosa, priva di significato perché svuotata del suo contenuto, arresa alla volontà di chi ha disposto per essa.
Eppure quella cosa povera e vuota, deposta dalla croce innanzi a me, non provava più dolore né paura. Non soffriva, perché aveva abbandonato l’essenza umana. E non ricordo d’aver provato un desiderio più forte di quello; mai ho voluto niente più di ciò che chiesi allora: fa’ che non abbia paura, fa’ che non provi dolore. Continua a leggere
Gesù e l’infinito: Riflessione all’interno del festival di Cuneo “Scrittori in città”
di Mauro Pesce
Quando sono uscito dall’albergo stamattina ho visto subito le montagne innevate intorno a Cuneo e mi sono ricordato del gran tempo che ho passato in questi luoghi. Seguivo il lavoro di un’antropologa sulle zone montane del Cuneese, le frazioni di Demonte e il santuario di Castelmagno. L’antropologa era mia moglie, Adriana Destro, e con lei abbiamo scritto il libro l’Uomo Gesù (Mondadori, 2008). A questo libro, m’ispirerò per parlare di Gesù e dell’infinito.
Leopardi ci ha spiegato che possiamo pensare all’infinito, solo a partire da un limite, dalla siepe aldiqua della quale noi stiamo. Concepire l’infinito in se stesso ci è precluso, ma i nostri limiti ci permettono di immaginarne l’esistenza. Abbiamo una percezione dell’infinito semplicemente perché abbiamo il concetto di limite e l’infinito è sempre quel qualcosa che sta oltre il limite che vorremmo valicare, ma che non possiamo concepire. La filosofia di E. Kant ci ha insegnato che il nostro cervello ragiona con categorie di spazio e di tempo. Tutto quello che noi percepiamo è dentro uno spazio particolare, un tempo particolare. Continua a leggere


