Archivi categoria: Editoria

portosepolto, collana di poesia di peQuod


Vi arriva il poeta

e poi torna alla luce con i suoi canti

e li disperde

Di questa poesia

mi resta

quel nulla

d’inesauribile segreto

(G. Ungaretti, Il Porto Sepolto)

portosepolto è stata, anni or sono, una rivista cartacea che ha girato parecchio per Torino, nel primo decennio degli anni 2000.

Oggi, dopo più di quindici anni da quel tempo, diventa una collana di poesia, all’interno della casa editrice peQuod.

portosepolto vuole essere una sorta di piccola bottega artigiana, uno spazio in cui prende forma la lentezza del lavoro poetico vissuto e condiviso tra il curatore della collana e l’autore: da qui la scelta di far uscire massimo 5 titoli ogni anno, usare materiali di pregio e una grafica minimale che caratterizzi sia la collana che il singolo libro prodotto.

portosepolto pone al centro della propria ricerca poetica la parola che, seguendo il pensiero di Bonnefoy, è una parola capace di essere civitas, luogo, dimora; una parola che definisce l’esperienza quotidiana del vivere, che si fa tensione e ricerca e, per questo, non ci sta a ridursi, a chiudersi in geometrico recinto privo di orizzonte.

Una parola che è cura verso l’intima natura delle cose, attenzione per ciò che è, agli occhi dei più, infinitamente piccolo, quotidianamente trascurabile.

I libri della collana (così come tutti i libri peQuod) sono distribuiti, a livello nazionale, da Messaggerie Libri.

Per qualsiasi informazione, necessità di chiarimenti potete contattare Luca Pizzolitto (il direttore di collana) scrivendo a [email protected]

ITALIA INSULARE, I POETI. Angelo Mundula e i luoghi dell’anima.

 

 

ITALIA INSULARE. I POETI. Volume secondo

Angelo Mundula e i luoghi dell’anima

A cura di Bonifacio Vincenzi

Macabor (2021)

*

Pochi giorni fa ricorreva il sesto anniversario della morte del poeta Angelo Mundula, avvenuta il 28 luglio 2015 a Sassari, dove era nato e vissuto. Mi sono sempre sentito in debito verso di lui, pur senza avere mai avuto con lui alcun reale debito, ma solo una sincera stima e gratitudine per la sua straordinaria poesia, per il suo essere testimone e modello di un’idea di umanità e di letteratura rigorosa e coerente, e per la sua affettuosa amicizia.

Il mio primo incontro con lui è stato grazie all’amico scrittore Antonio Strinna, nei primi anni novanta; il secondo, intorno al 2000, grazie all’amico e poeta Antonio Fiori. Un legame e una fiducia che sono andate rafforzandosi nel tempo, e la sua dipartita, come avviene per le persone care, ha lasciato un vuoto e un silenzio solo in parte compensati dalle sue opere.

Così quando l’editore Bonifacio Vincenzi (Macabor) mi chiese di collaborare per dedicare una monografia ad Angelo Mundula non potevo che accettare di buon grado la sua proposta. Con Antonio Fiori cominciammo così a prendere contatto coi poeti e gli scrittori che potevano offrire su di lui una testimonianza umana e critica.  E le testimonianze sono arrivate, in breve tempo, da poeti, scrittori e critici sardi che lo hanno apprezzato negli anni; ma anche da parte di altrettanti scrittori della penisola ai quali l’editore aveva richiesto un loro intervento.

Così la monografia è uscita, qualche mese fa, all’interno dell’ambiziosa collana di Macabor, Volume secondo, dedicato ai poeti dell’Italia insulare, col titolo: Angelo Mundula e i luoghi dell’anima. Il volume contiene anche un’antologia che raccoglie poesie di autori scomparsi (Voci dal Silenzio) e di autori viventi (Antologia dei poeti delle isole).

Vi hanno collaborato Franca Alaimo, Sandro Angelucci, Efisio Cadoni, Tito Cauchi, Marta Celio, Maria Pina Ciancio, Pietro Civitareale, Mariapia L. Crisafulli, Antonio Fiori, Franco Fresi, Gianni Mazzei, Pasquale Montalto, Giovanni Nuscis, Plinio Perilli, Antonio Spagnuolo, Antonio Strinna, Silvano Trevisani.

La monografia contiene un’ampia bibliografia, compresa quella essenziale della critica, preziosa per conoscere e approfondire l’opera di Angelo Mundula.

Il volume contiene anche una ricca selezione delle sue poesie tratte dai libri pubblicati, e se ne consiglia pertanto la lettura a tutti i lettori di poesia, che resteranno conquistati da questo autore importante quanto, ancora, non sufficientemente conosciuto.

Giovanni Nuscis

Per Roberto Calasso

di Giovanna Menegùs – pubblicato su Avamposto. Rivista di poesia

Siano resi onori e grazie e memoria, in lettura, a Roberto Calasso e a «quel libro di libri che è la casa editrice Adelphi», «un insieme di libri autonomi tra loro ma che possono essere letti ‘come un unico libro’: un’esplorazione che chiede una sorta di libertinaggio mentale che ignori le barriere, un viaggio conoscitivo sregolatamente regolato, e la cui sopravvivenza, in un Paese come questo, sembra a volte semplicemente un regalo». Continua a leggere

Educazione sentimentale #11

di: Guido Tedoldi

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Ormai parecchio tempo fa (il 1° articolo fu pubblicato il 21 gennaio 2018) Antonio Sparzani chiese ai redattori deLaPoesiaELoSpirito di raccontare la loro «educazione sentimentale» attraverso il libro o i libri che hanno contribuito a formarli come le persone che sono. Io accolgo l’invito in clamoroso ritardo, spero di essere ancora in tempo.

I libri che mi hanno educato sono stati, in effetti, 4. Cioè, almeno 4…

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“I LEONI D’ORO”, CLASSICI PER RAGAZZI

I leoni d’oro

Classici della letteratura per ragazzi da tutto il mondo

Carroll, Goethe, Tolstoj e Vivanti i primi quattro autori della nuova collana

diretta da Livio Sossi per la casa editrice Lisciani

 

Teramo, 20 giugno 2017. Nasce I leoni d’oro, una nuova collana di classici della letteratura per ragazzi. Lewis Carroll, Wolfgang Goethe, Lev Tolstoj e Annie Vivanti sono i primi quattro autori della collezione di libri illustrati diretta da Livio Sossi per la casa editrice Lisciani.

La collana. Classici della letteratura celebri, sconosciuti, dimenticati o mai tradotti in Italia danno vita a una collana di libri per ragazzi pensata per far scoprire ai più giovani l’incantesimo della lettura: è questo l’obiettivo dei Leoni d’oro, la collana varata dalla casa editrice Lisciani con la direzione di Livio Sossi, fra i massimi esperti in Italia di letteratura per l’infanzia.

Si parte con un quartetto d’assi che racchiude in sé il senso dell’intera collezione: sono infatti Lewis Carroll con Alice dei piccoli, Wolfgang Goethe con La fiaba del serpente, Lev Tolstoj con Il tonto alla ventura e altri racconti e Annie Vivanti con Il viaggio incantato a inaugurare una biblioteca che spazia tra epoche e paesi per offrire ai giovani lettori (a scuola come in famiglia) un viaggio nella fantasia, lungo un itinerario capace di raccontare i grandi temi della vita tra scenari favolistici e fiabeschi. Continua a leggere

La graphic novel o della vera poesia

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Venti libri tra parole e immagini dal messaggio artistico universale

 

di Guido Michelone

 

La graphic novel è un’espressione angloamericana che risale alla fine degli anni Settanta e che indica ciò che in Italia è tradotto (senza particolare successo, al punto che prevale ancor oggi la dicitura straniera) come romanzo grafico o come romanzo a fumetti. Continua a leggere

Lettera a un’agente editoriale

di
Roberto Plevano

Caro Luca P.,
… il libro è il grande investimento di tempo ed energia dell’autore… non ne farà altri per chissà quanto…
… I lavoratori della filiera del libro, invece, sono dentro il meccanismo del mercato (ahimè, ci devono vivere) che richiede novità continue, e hanno sempre meno tempo…
… Giornate intere davanti al PC a sbrigare corrispondenza…
… non mollare la scuola! Più produttiva e incisiva di un libro…

Anna G.
Agente editoriale in Milano

Sabato è stato giorno di ricreazione, mi do al passatempo preferito. Verso sera scambio due parole con il mitico campione italiano – siamo pochetti, alcune scarse migliaia, ci si conosce un po’ tutti. Gli chiedo se dopo tanti anni – siamo sullo stagionato, il suo record è del 2001 – si diverte ancora a venire sui monti, a passarci tanto tempo, a curare l’attrezzatura, a pianificare, ecc. ecc. Al che mi ha guardato un po’ stupito, ha alzato la testa – secondo abitudine, non distoglierebbe gli occhi da quello che ha per le mani. Non è il genere di domande che si sente fare, di solito si sta più sul tecnico.
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La sfida più stimolante

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Ne avevo già parlato, della necessità e del dovere e della bellezza di un ‘leggere’ liberato da quell’alone d’intellettuale elitarismo che soprattutto dalle nostre parti è diventato col tempo allergia nazionale e cronica disabitudine alla lettura.
Poi, nel supplemento domenicale del Corriere della Sera, ecco alcune pagine dedicate a #ioleggoperché, un’iniziativa nazionale per la promozione del libro e della lettura organizzata dall’Aie (Associazione Italiana Editori) con la partnership del Corriere, di Repubblica, di Mondadori e di Raitre.
Veniamo così a conoscere i Summer readings statunitensi e la filosofia open source di Peter Brantley – per cui occorre “leggere dappertutto, qualunque cosa e su qualunque supporto” – per poi andare in Sudafrica a confrontarsi con programmi e progetti educativi portati avanti da Neville Alexander (compagno di lotta di Nelson Mandela) fino a tornare in Continua a leggere

Creare nuovi librai a Napoli

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di Giorgio Gizzi

Kraus sosteneva che la Vienna del suo tempo era la ‘stazione meteorologica della fine del mondo’.
Da quella città d’inizio secolo scorso si poteva prevedere con maggior agevolezza il futuro, vedere gli abissi che il futuro prossimo avrebbe riservato a una società occidentale in disfacimento. Continua a leggere

“TERRA IGNOTA”, FANTASY E DINTORNI. INTERVISTA A VANNI SANTONI

di Giovanni Agnoloni

L’anno scorso intervistai Vanni Santoni su Postpopuli in occasione dell’uscita del primo volume della sua trilogia fantasy, Terra ignota – Risveglio.

Dopo la pubblicazione, sempre per Mondadori, del secondo atto della serie, Le figlie del rito, ci ritroviamo qua a parlare di fantasy e non solo.

Col secondo atto di Terra ignota, prosegue la tua saga fantasy. Quali le note salienti del tuo approccio al genere, in particolare in questo sequel?

1-TI2cover_bigQuando mi sono approcciato al fantasy, avevo ben chiara l’idea di quello che intendevo fare: da un lato un grande romanzo postmoderno che includesse quanti più possibili riferimenti al “canone” fantastico occidentale (sia alto che basso); dall’altro, un romanzo popolare, avventuroso, di intrattenimento, che rispettasse le regole proprie del genere. Di Terra ignota è già stato scritto molto, e molte sono le definizioni che ne sono state date: “fantasy puro”, “action fantasy”, “fantasy postmoderno”, “shonen”; alcuni hanno parlato di “fantasy classico” e altri di “fantasy atipico” (definizioni apparentemente opposte), e anche di “fantasy per letterati”, o di “ponte tra fantastico colto e fantastico popolare”. In realtà credo che siano tutte etichette sensate, a seconda della prospettiva da cui si guarda al testo. Continua a leggere

LEONHARD FRANK, “L’UOMO È BUONO” (1)

Leonhard Frank, L’uomo è buono, Del Vecchio Editore (traduzione e cura di Paola Del Zoppo)

L'uomo è buonoNel ciclo di cinque novelle L’uomo è buono, Frank mette in scena una lenta e inesorabile presa di coscienza del popolo della necessità della pace. Nel primo racconto, Il padre, un cameriere d’albergo con una avviata carriera si annichilisce nella disperazione per la morte dell’unico amato figlio, finché non trova la forza di reagire e di trascinare con sé, a manifestare per strada, donne e vecchi rimasti a casa a vivere la difficoltà della solitudine e dell’abbandono derivanti dalle molte morti sul fronte. Di racconto in racconto – in ognuno una figura centrale che focalizza il dolore e la forza di chiedere la pace – frotte di persone si riversano in strada fino a formare un enorme corteo che comprende idealmente tutti coloro che ritengono di dover gridare a gran voce che la guerra è utile solo a conservare lo stato delle cose e ad aumentare la disperazione. La sciagura e il dolore, mascherati da onore e sacrificio, vengono qui svelati in tutta la loro indigesta oggettività. La narrazione scoperchia il vaso di Pandora per affrontare la realtà dei mali uno a uno, in un energico slancio verso la reazione, verso l’ottimismo e la presa di coscienza della forza del singolo, perché “l’uomo potrà essere e sarà umano quando non sarà più costretto all’inumanità”. Continua a leggere

I destini del libro e della lettura

Arcadia
di Giorgio Gizzi

Una domenica di mezza estate, un gruppo di persone raggiunge il Pizzo Cefalone, un monte di 2533 metri che permette la vista piena del Corno Grande e della Val Maone e che scopriranno caro a Fosco Maraini: partiti dalla Libreria Arcadia di Roma di buon mattino hanno messo nei loro zaini borracce, pomodori e formaggio e poesie da liberare in alta quota, al vento. Non hanno pagato biglietto, non c’era altro ad unirli se non la condivisione di un’esperienza e la voglia di godere insieme di qualche ora del loro tempo. Riprendendo una tradizione che accomuna i viandanti delle alture del Neghev ai frequentatori dell’arco alpino, hanno letto versi in uno scenario impareggiabile, respirato bene, fatto delle scoperte, spezzato insieme il pane e le pagine. Continua a leggere

Cordelli, l’anno zero e la Coppa del Mondo di Letteratura.

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Succede alle volte nella storia di un paese che tutti gli articoli, le critiche, le polemiche, le repliche, la tendenza a trovare scuse o a negare i problemi, o semplicemente a direzionarli altrove, trovino un momento di verità in qualcosa di lampante e incontrovertibile, che fa emergere nella chiarezza evidente di un fatto quello che altrimenti avrebbe rischiato di trascinarsi per chissà quanti altri anni in altrettanti articoli, critiche, polemiche, repliche e tendenza a trovare scuse o a negare problemi.
Avviene così che quanti avevano in precedenza scritto di Continua a leggere

Il pharmacon della poesia contro l’inciviltà. L’impegno di Giamario Lucini

Gianmario Lucini

Gianmario Lucini

Giamario Lucini è un instancabile testimone di cultura ed impegno civile. In giro per l’Italia promuove attraverso i suoi libri valori smarriti o logorati dalla retorica. Lo fa da editore innovativo e da poeta sapienziale. La persona fisica di Lucini combacia perfettamente con quello che lui rappresenta. Porta la barba ieratica che lo fa assomigliare a Whitman e veste come un missionario “di pace” tanto da richiamare la figura di Alex Zanotelli. Il suo universo etico e letterario sta tutta dentro questa personalità, che non è immagine ma bandiera. Continua a leggere

ALGRA

di Massimo Maugeri

In Italia si legge poco. Lo ha confermato anche l’Istat, qualche giorno fa, nel rapporto “Noi Italia”. Nel 2013 solo il 43% della popolazione (tra le persone dai 6 anni in su) ha letto almeno un libro nel corso dell’anno. Non è tutto. Si legge molto di più al Nord (50,6%), mentre la regione dove si legge meno è la Sicilia (27,6%). Eppure, anche in Sicilia, continuano a nascere nuove realtà editoriali. Coraggio o incoscienza? L’ho chiesto ad Alfio Grasso, responsabile e direttore editoriale, di Algra Editore (casa editrice nata da pochissimo). «Che sia più coraggio o incoscienza me lo sono sempre chiesto, ma ho sempre evitato di darmi una risposta, sarebbe potuta non piacermi. In verità, ho sempre creduto che aspettare la fine dei momenti difficili senza fare nulla o, molto spesso, piegando la testa, sia semplicemente l’alibi dei pigri o il coraggio dei disperati. Io non sono un pigro e, soprattutto, sono troppo giovane per parlare di disperazione. Vivo ancora la fase delle speranze, dei sogni e delle ambizioni, e la mia più grande ambizione è sempre stata quella di diventare un editore, sin da quando, più di dieci anni fa, ho cominciato a lavorare nel settore. Perché oggi? Semplicemente perché era il momento giusto per me, per la mia vita privata e professionale. Oggi sono nel pieno delle mie energie, ho ancora tutto il mio entusiasmo e quel tanto di esperienza necessaria per partire».
Entusiasmo e ambizione. Continua a leggere

Le avventure di Bellatrix. I racconti di Annaraffaella Farao

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di Max Ponte

Ricordo di aver passato il periodo delle Olimpiadi a Torino nel 2006 a tradurre “La planète Bleu Myosotis” il racconto francese di Annaraffaella Farao pubblicato in versione bilingue nel 2009 col titolo “Il pianeta Blu Myosotis” da una piccola casa editrice bolognese (pubblicazione sofferta e con vari problemi di promozione e distribuzione).
Tradurre, come sappiamo, è una grande responsabilità e per me è stato impegnativo e allo stesso tempo gratificante lavorare a questo libro. Un testo di prosa poetica ricco di neologismi, onomatopee e colpi di scena, invenzioni e particolari sospesi tra il reale e il fantastico. Per cui ho deciso di tradurre anche la suite che si intitola “L’Isola della Sorpresa”, tutt’ora inedita.
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GIOVANNI PAPINI, “CENTO PAGINE DI POESIA”

Recensione e intervista di Giovanni Agnoloni

Giovanni PapiniGiovanni Papini, Cento pagine di poesia, Quodlibet 2013 (a cura di Raoul Bruni)

Giovanni Papini per me era soprattutto il futurista dell’invettiva contro Firenze, pronunciata in occasione della serata organizzata da Marinetti e dai suoi al Teatro Verdi il 12 dicembre 1913 – della quale mi sono occupato in occasione di una recente intervista allo storico dell’arte Corrado Marsan (su Postpopuli.it). Un autore sanguigno, protagonista centrale della battagliera stagione delle riviste “La Voce” e “Lacerba”.

Leggendo Cento pagine di poesia, opera riproposta in e-book da Quodlibet (collana “Note azzurre”) nella versione originaria del 1915 (edita dalla Libreria della Voce), guidato dell’ottima introduzione del curatore Raoul Bruni – che qui di seguito ho il piacere di intervistare –, sono sceso molto più vicino al cuore dell’ispirazione di uno scrittore capace di fondere, in queste sue prose poetiche, realtà e immaginazione – Borges lo definì un autore “immeritatamente dimenticato” e lo accolse, unico italiano, nell’Antología de la literatura fantástica da lui curata con Silvina Ocampo e Adolfo Bioy Casares (1940). Non solo, ma Papini riesce anche a conciliare paesaggio esteriore e flusso di coscienza, visione soggettiva della vita e liberazione dagli aspetti più soffocanti dell’antropocentrismo, avvicinandosi all’intuitività del mondo animale e alla vibrazioni più sottili delle profondità cosmiche. Continua a leggere

“SELEZIONE NATURALE”: GIOVANI SCRITTORI E CONCORSI LETTERARI

di Giovanni Agnoloni

copertina-selezione-naturaleSelezione Naturale è una raccolta di racconti a cura di Gabriele Merlini da poco uscita per la casa editrice Effequ. Si tratta di un’interessante proposta antologica, con contributi di autori giovani della scena fiorentina e del resto della Toscana, quali lo stesso Merlini, Vanni Santoni, Gregorio Magini, Alessandro Raveggi, senza dimenticare il poeta Marco Simonelli – qui presente in veste narrativa, come anche l’artista visuale Francesco D’Isa –, il critico e traduttore Valerio Nardoni e Collettivo Mensa, che è un gruppo di tre autori lucani che hanno anche dato vita a un’omonima rivista.

Filo conduttore dei racconti, i concorsi letterari, con le loro illusioni e i loro inganni, e le vite che si srotolano loro attorno, fotografando in un’istantanea spesso malinconica, ma a volte dai tratti comici e paradossali, le vite di scrittori che cercano di entrare nel difficile mondo delle Lettere.

La lettura, vivace e divertente, è infatti intrisa di un senso di amarezza latente, che serve quasi da monito per chi cerca di ritagliarsi degli spazi attraverso iniziative che, purtroppo, spesso si rivelano più aleatorie che altro.

Ho avuto il piacere di intervistare il curatore Gabriele Merlini. Continua a leggere

“DOMANDA AL VENTO CHE PASSA”, DI PAOLO GIARDELLI

Tratto da
Paolo Giardelli, Domanda al vento che passa: Malocchio e guaritori tradizionali, Pentàgora, Savona-Milano 2012: pp. 118-123.

domanda al vento

L’UOMO DI GLORI

A Glori [piccola frazione di mezza costa della Valle Argentina, (1)] si ricorda la guarigione da parte di nonna Teresa di una donna, mancata una decina di anni fa, sofferente di crisi depressive. Pare che una domenica Teresa, la guaritrice, si sia presentata a casa di questa persona per curarla, dicendole di andare a comprare una pentola nuova di terra.
Ha fatto uccidere il coniglio più grasso che avevano, ha prelevato il fegato ancora caldo del coniglio e lo ha buttato nella pentola di terra, che era stata messa sul fuoco. Il fegato ovviamente si è messo a scoppiettare a contatto con la pentola calda e lei ha sentenziato che erano le bàggiue, le streghe, che se ne andavano dal corpo dell’ammalata. Ha detto però che il resto del rito doveva compierlo a casa sua, a Glori, si è fatta incartare il coniglio e se lo è portato via. Cosa sia successo dopo non è dato sapere … Continua a leggere