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«L’UOMO È BUONO» (2)

L'uomo è buonoLeonhard Frank, L’uomo è buono, Del Vecchio Editore (traduzione e cura di Paola Del Zoppo)

Nel ciclo di cinque novelle L’uomo è buono, Frank mette in scena una lenta e inesorabile presa di coscienza del popolo della necessità della pace. Nel primo racconto, Il padre, un cameriere d’albergo con una avviata carriera si annichilisce nella disperazione per la morte dell’unico amato figlio finché non trova la forza di reagire e di trascinare con sé, a manifestare per strada, donne e vecchi rimasti a casa a vivere la difficoltà della solitudine e dell’abbandono derivanti dalle molte morti sul fronte. Di racconto in racconto – in ognuno una figura centrale che focalizza il dolore e la forza di chiedere la pace – frotte di persone si riversano in strada Continua a leggere

LEONHARD FRANK, “L’UOMO È BUONO” (1)

Leonhard Frank, L’uomo è buono, Del Vecchio Editore (traduzione e cura di Paola Del Zoppo)

L'uomo è buonoNel ciclo di cinque novelle L’uomo è buono, Frank mette in scena una lenta e inesorabile presa di coscienza del popolo della necessità della pace. Nel primo racconto, Il padre, un cameriere d’albergo con una avviata carriera si annichilisce nella disperazione per la morte dell’unico amato figlio, finché non trova la forza di reagire e di trascinare con sé, a manifestare per strada, donne e vecchi rimasti a casa a vivere la difficoltà della solitudine e dell’abbandono derivanti dalle molte morti sul fronte. Di racconto in racconto – in ognuno una figura centrale che focalizza il dolore e la forza di chiedere la pace – frotte di persone si riversano in strada fino a formare un enorme corteo che comprende idealmente tutti coloro che ritengono di dover gridare a gran voce che la guerra è utile solo a conservare lo stato delle cose e ad aumentare la disperazione. La sciagura e il dolore, mascherati da onore e sacrificio, vengono qui svelati in tutta la loro indigesta oggettività. La narrazione scoperchia il vaso di Pandora per affrontare la realtà dei mali uno a uno, in un energico slancio verso la reazione, verso l’ottimismo e la presa di coscienza della forza del singolo, perché “l’uomo potrà essere e sarà umano quando non sarà più costretto all’inumanità”. Continua a leggere