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Tutte le carezze del mondo – ricordando Plinio Perilli di Luca Benassi

 

– Che ne dici di iniziare con alcune interviste?
– Mi sembra un’ottima idea
– Pensavo ad alcune domande sul rapporto fra poesia e luce, dunque fra atto creativo e possibilità di aprire squarci su una realtà sempre più complessa e inafferrabile, sulla relazione fra poesia e speranza, versi e sacro.

È stato più o meno questo il dialogo con Don Fabrizio Centofanti quando ci siamo confrontati su questa nuova rubrica – immeritatamente affidata al sottoscritto – dal titolo forse troppo pretenzioso La Luce nella Stanza. Deciso l’argomento, la discussione si è spostata sui poeti da intervistare. Plinio Perilli è stato fra i primi nomi venuti in mente. La ragione non risiedeva solo nello straordinario acume critico e nella profondità del pensiero, o nella bellezza della sua poesia, quanto nell’atteggiamento di un uomo che, con gioia ed umiltà, è sempre in cammino alla ricerca della luce che l’arte e la letteratura possono dare. Continua a leggere

Per Plinio Perilli

 

di Gian Piero Stefanoni

Petalo in luce

Ma della mia animalità fanne avversione
e terra e corona dei conquistati
nel silenzio degli indicibili.

Laddove è ancora terreno la parola
trasparendo per ciò che è.

Senza preghiera nel bruciore
dimenticato del mondo,
senza ventilazione nella rottura
che converte a una morte mai improvvisa.

Fulmineo all’amore non all’idea
quella poesia che ti ha tradito
non hai tradito.

Te lo ha insegnato Roma,
lo hai insegnato tu: l’uomo
è un bisogno nel suo desiderio.

Un ascolto, una paura. Mai letteratura.

Roma, 2 giugno 2026

ITALIA INSULARE, I POETI. Angelo Mundula e i luoghi dell’anima.

 

 

ITALIA INSULARE. I POETI. Volume secondo

Angelo Mundula e i luoghi dell’anima

A cura di Bonifacio Vincenzi

Macabor (2021)

*

Pochi giorni fa ricorreva il sesto anniversario della morte del poeta Angelo Mundula, avvenuta il 28 luglio 2015 a Sassari, dove era nato e vissuto. Mi sono sempre sentito in debito verso di lui, pur senza avere mai avuto con lui alcun reale debito, ma solo una sincera stima e gratitudine per la sua straordinaria poesia, per il suo essere testimone e modello di un’idea di umanità e di letteratura rigorosa e coerente, e per la sua affettuosa amicizia.

Il mio primo incontro con lui è stato grazie all’amico scrittore Antonio Strinna, nei primi anni novanta; il secondo, intorno al 2000, grazie all’amico e poeta Antonio Fiori. Un legame e una fiducia che sono andate rafforzandosi nel tempo, e la sua dipartita, come avviene per le persone care, ha lasciato un vuoto e un silenzio solo in parte compensati dalle sue opere.

Così quando l’editore Bonifacio Vincenzi (Macabor) mi chiese di collaborare per dedicare una monografia ad Angelo Mundula non potevo che accettare di buon grado la sua proposta. Con Antonio Fiori cominciammo così a prendere contatto coi poeti e gli scrittori che potevano offrire su di lui una testimonianza umana e critica.  E le testimonianze sono arrivate, in breve tempo, da poeti, scrittori e critici sardi che lo hanno apprezzato negli anni; ma anche da parte di altrettanti scrittori della penisola ai quali l’editore aveva richiesto un loro intervento.

Così la monografia è uscita, qualche mese fa, all’interno dell’ambiziosa collana di Macabor, Volume secondo, dedicato ai poeti dell’Italia insulare, col titolo: Angelo Mundula e i luoghi dell’anima. Il volume contiene anche un’antologia che raccoglie poesie di autori scomparsi (Voci dal Silenzio) e di autori viventi (Antologia dei poeti delle isole).

Vi hanno collaborato Franca Alaimo, Sandro Angelucci, Efisio Cadoni, Tito Cauchi, Marta Celio, Maria Pina Ciancio, Pietro Civitareale, Mariapia L. Crisafulli, Antonio Fiori, Franco Fresi, Gianni Mazzei, Pasquale Montalto, Giovanni Nuscis, Plinio Perilli, Antonio Spagnuolo, Antonio Strinna, Silvano Trevisani.

La monografia contiene un’ampia bibliografia, compresa quella essenziale della critica, preziosa per conoscere e approfondire l’opera di Angelo Mundula.

Il volume contiene anche una ricca selezione delle sue poesie tratte dai libri pubblicati, e se ne consiglia pertanto la lettura a tutti i lettori di poesia, che resteranno conquistati da questo autore importante quanto, ancora, non sufficientemente conosciuto.

Giovanni Nuscis

Ornithology 13. Farabbi e Bellintani

ANNA_farabbi

Maternità del rosso

Rosso che è il rosso viscerale
nella gola secca del gallo
tragico, lì
che canta che canta che canta
lì, sull’aia sterminata e deserta
sotto le mappe celesti.

Lui non è uccello ma è il rosso terrestre,
la prima sentinella,
dritta dalle sue zampe alla cresta,
cresta che spartisce il vento il vento il vento.

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