Recensione di Francesco Improta
Rita Pacilio, Quasi madre, peQuod edizioni
Rita Pacilio, poetessa, sociologa, mediatrice familiare, responsabile della casa editrice RPlibri, con Quasi madre, pubblicato da peQuod, ci ha lasciato, a mio avviso, un’opera per molti versi definitiva e imprescindibile. Non vorrei essere frainteso, Rita Pacilio non smetterà certo di scrivere e di farci dono della sua sensibilità, della sua lucida intelligenza e della sua personalissima vena poetica, così differente da quella dei tanti facitori di versi. Nel pieno, però, della sua maturità di donna e di artista, la poetessa, originaria di Benevento, ha sentito l’urgenza di fare i conti con il passato, in una sorta di consuntivo della propria vita, e di portare chiarezza in un rapporto complesso, problematico e fin troppo doloroso qual è quello con la madre e sotto questo profilo più che eloquente risulta il titolo (… e mi guarda // quasi madre // disabitata con la testa curva, aspra // disperata). È un corpo a corpo con chi l’ha messa al mondo ma pure con sé stessa e la poesia, passione di tutta la vita. Un corpo a corpo materiato di rimproveri, di silenzi glaciali ma anche di carezze e di baci sia pure solo vagheggiati:
Potessi ricordare una carezza // quel poco amore che era tutto // per raggiungerti. // Potessi smettere di sentire l’odio // che agiti nella testa vecchia, // mi chiami tre volte, mai con il mio nome. Continua a leggere


