di: Guido Tedoldi
Dopo la lettura di «La città dei libri sognanti» – di: Walter Moers – Salani, 2006, pp. 510, € 16,60 – 1ª edizione: Germania, 2004
Il succo di questo romanzo è la letteratura (amata, dileggiata, descritta, spiegata, incompresa, ecc.) e qualche suo rapporto, perlopiù conflittuale, con l’editoria. Il pubblico cui si rivolge è quello generalista composto da tutti i lettori possibili. Poi però qualche genio del marketing ha guardato la carriera dell’autore, Walter Moers, scoprendo che in Germania è diventato famoso con i fumetti… e allora deve «per forza» essere pubblicato da una etichetta «per ragazzi»… e quindi in Italia i diritti sono stati acquisiti da Salani, la casa editrice di Harry Potter.
Moers medesimo, a quel punto, si è adeguato. Ha preso materiale potenzialmente boriosissimo e l’ha trasformato in una narrazione seriale, di quelle da ziliardi di volumi che fanno pensare agli editori di poter spremere ziliardi di monete dalle tasche dei lettori. E un’occasione si è perduta. Forse, però, non del tutto.
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