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Festival della letteratura di Milano, prima edizione ma forse già un po’ vecchia

di: Guido Tedoldi

Il 1° Festival della letteratura di Milano è stato presentato ufficialmente lunedì 4 giugno, alla presenza dell’assessore alla «Cultura, moda e design» del Comune, Stefano Boeri (che ha promesso di finanziare almeno un pochino il Festival con soldi pubblici… ma a partire dall’edizione dell’anno prossimo: questa qua cammina finanziariamente con le proprie gambe) e dell’assessore alle «Politiche sociali e cultura della salute» del medesimo Comune, Pier Francesco Majorino.

Per spiegare il senso dell’operazione c’erano Daniela Padoan e Cristiana Zamparo, e soprattutto l’ideatore Milton Fernández, che parla di sé come di un «milanese nato altrove» visto che la sua origine anagrafica è uruguagia ma vive da un quarto di secolo in città. La kermesse si articola in una novantina di eventi sparpagliati in diversi luoghi della città e della durata di 5 giorni (da mercoledì 6 a domenica 10 giugno – il calendario è spiegato nei dettagli sul sito web attivato per l’occasione).

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La fiera «Più libri più liberi» 2010, qualche dato certo e qualche idea stravolta

di: Guido Tedoldi

La Fiera della piccola e media editoria «Più libri più liberi», che si è tenuta a Roma dal 4 all’8 dicembre scorsi, è servita a chiarire alcune idee (almeno 3, ma forse anche di più) che molti hanno intorno all’editoria e alla letteratura contemporanee.

Per esempio risulta, dai dati pubblicati sul sito web della manifestazione e avallati da ricerche effettuate dall’Aie, l’Associazione italiana degli editori, che in Italia i libri elettronici hanno mercato, e che in pochi mesi questo mercato è cresciuto a velocità sensazionale. Dal sito risulta che i libri digitali venduti nell’ultimo anno sono stati 665?000, i titoli disponibili nella nostra lingua sono 5?900 (erano 1?619 a gennaio 2010, 2?567 a giugno) e che tutto questo genera un giro d’affari di quasi 3,5 milioni di euro, che è un millesimo del fatturato globale dell’editoria italiana.
Tutto ciò potrebbe sembrare poco significativo, ma si accompagna a un altro dato ben più consistente: oltre 1 milione di italiani (1?091?000 per la precisione) ha dichiarato di aver letto almeno un e-book nella vita, e oltre 2 milioni con età superiore ai 14 anni percepiscono se stessi come lettori anche se abitualmente non leggono libri in formato cartaceo. Non sembra neanche di essere nell’Italia «che non è un Paese per lettori».
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Di cosa parliamo quando parliamo di libri (elettronici) (a milioni)

di: Guido Tedoldi

Nello scorso mese di maggio, in concomitanza con la Fiera del libro di Torino, sono stati annunciati i lanci di 3 piattaforme diverse per la distribuzione di libri elettronici, altrimenti detti e-book. I gruppi editoriali Gems, Rcs e Feltrinelli hanno annunciato Edigita, la Mondadori si è immediatamente accodata dicendo di star lavorando da tempo a una propria libreria in internet e Ibs, negozio che in internet già da anni vende libri di carta seguendo il modello dell’americana Amazon, si è detta pronta a far concorrenza ai primi 2 gruppi nello stesso mercato. Ognuna di queste aziende si è detta pronta a rendere disponibili migliaia di libri.
Poi ad agosto si è saputo che in tutto il mondo ci sono quasi 130 milioni di libri, per la precisione 129?864?880. Li ha contati Google, privilegiando il numero di titoli più che quello delle copie o delle versioni (i criteri con cui li ha contati sono spiegati in internet al seguente link: http://booksearch.blogspot.com/2010/08/books-of-world-stand-up-and-be-counted.html). Il conto lo ha fatto Google perché ha in progetto di digitalizzare tutti i libri del mondo, trasformando i tomi di carta custoditi in tutte le biblioteche (e magari anche nelle librerie e nelle edicole) in file digitali scaricabili da internet.
Cioè, 130 milioni era il numero di libri aggiornato allo scorso 1 agosto. Poi c’è stato un aumento, la cui misura hanno tentato di calcolare Francesco Cataluccio e Andrea Di Stefano sul Domenicale del Sole24ore (il loro articolo è anche leggibile nel web sul Fatto Quotidiano, al link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/30/ebook-la-sfida-della-qualita/45849/). Cataluccio e Di Stefano riportano una notizia diffusa dal Dipartimento di Fisica dell’università di Stanford, la cui direzione ha deliberato di costruire una nuova biblioteca. Nell’edificio però non ci sarà nemmeno un libro di carta – soltanto computer ed e-reader sui quali gli studenti potranno consultare tutti i libri in formato elettronico. Le edizioni cartacee verranno immagazzinate in un altro edificio, posto a 60 chilometri di distanza, il quale dovrà essere bello grosso, perché ogni anno vi entreranno circa 100?000 nuovi libri e riviste… e stiamo parlando soltanto dei libri interessanti per un Dipartimento di Fisica!
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Barack Obama, il premio Nobel per la Pace e la sfiducia nei cambiamenti positivi

di: Guido Tedoldi

Il premio Nobel per la Pace è stato assegnato quest’anno a Barack Obama, presidente degli Usa. La notizia è sembrata sorprendente a molti, che si sono domandati per quale motivo un riconoscimento così prestigioso sia stato assegnato a un personaggio salito alla ribalta internazionale soltanto da pochi mesi, e che per questo motivo ha avuto finora soltanto il tempo di fare tante promesse senza avere la possibilità materiale di concretizzarle. Lo stesso Obama, in una nota rilasciata dopo aver ricevuto il premio, si è detto «sorpreso e stupito» di essere stato accomunato alle personalità di assoluta qualità che hanno ricevuto il Nobel in passato.
Geir Lundestad, segretario del Comitato per l’assegnazione del Nobel per la Pace, ha fornito la sua spiegazione: «Vogliamo sottolineare che Obama ha già portato dei cambiamenti significativi».
Ed è proprio qui il senso di questo evento. Il mondo si stava abituando a una situazione di negatività e contrapposizione, mentre il presidente Usa ha mostrato un orizzonte luminoso. Continua a leggere→

La piccola editoria italiana, o del coma

di: Guido Tedoldi

Dopo la visita alla 19ª edizione di «Parole nel tempo», piccoli editori in mostra al Castello di Belgioioso (PV)

La piccola editoria italiana sta morendo. O magari stanno morendo soltanto i piccoli editori che da 19 anni hanno fatto di Belgioioso un appuntamento fisso di fine estate – e che per questa edizione hanno scelto di non esserci. Alcuni di loro, probabilmente, erano a Torino per i «Portici di carta», altra fiera della piccola editoria programmata negli stessi giorni, sabato 26 e domenica 27 settembre. Se hai un’azienda formata da poche persone e con un magazzino minimo, o sei di qua o sei di là. Sta di fatto che qua c’erano visibilmente parecchi stand in meno rispetto al passato.
Quest’anno, però, a Belgioioso è mancato anche il pubblico. Io ho assistito in prima persona a una decina di «Parole nel tempo» e ricordo edizioni (anche quella dell’anno scorso, 2008) in cui il pubblico era tanto che non c’era verso di spostarsi con efficacia tra i vari stand e le varie stanze del castello. Ci si pestava i piedi, ci si doveva contorcere tra braccia/gambe/teste per vedere bene un libro o anche leggere un certo titolo potenzialmente interessante. E non c’era verso di scegliere un orario migliore di un altro (tipo: vado la domenica all’ora di pranzo così i primi visitatori se ne sono già andati e gli ultimi verranno dopo mangiato) perché c’era sempre pieno. Continua a leggere→

La bambina che nacque sbagliata e poi (italianamente) lo rimase

di Guido Tedoldi

Recensione di Una bambina sbagliata, romanzo di Cynthia Collu, Mondadori, 2009, pp. 349, € 19,00

Questo romanzo è un’opera prima. L’autrice è una donna matura, che a un certo punto della sua vita ha deciso di verificare se la sua personale passione per la scrittura potesse diventare anche un modo per incontrare il gusto letterario del nostro tempo. Così si è iscritta a un corso di scrittura creativa, ha partecipato con risultati lusinghieri a concorsi letterari per racconti, e si è cimentata nella costruzione di un’opera narrativa più vasta. Poi, è come non è, quell’opera si è aperta la strada fino alla pubblicazione: con Mondadori, l’editore più grosso d’Italia. Continua a leggere→

Guido Catalano e l’importanza della recitazione nella costruzione della poesia

di: Guido Tedoldi

Recensione di «I cani hanno sempre ragione 3.0», poesie di Guido Catalano, SEEd, 2007, pp. 137, € 10

Alcune delle poesie di questo libro le avevo lette mesi fa – d’altronde è facile quando si bazzica il web e l’autore ha un account in Facebook (le forme sempre più normali del marketing letterario contemporaneo). E non mi avevano impressionato.
Poi il 4 giugno sono andato all’Arci del quartiere Turro di Milano, dove Guido Catalano ha tenuto un recital delle sue poesie. E lì si è accesa la luce. Catalano riporta la poesia indietro di qualche secolo, e contemporaneamente la proietta avanti nel tempo garantendole un futuro. Indietro, quando la poesia era recitata e magari anche cantata su accompagnamenti musicali, e avanti, prendendo atto che il XXI secolo è quello della performance. Continua a leggere→

La città non è più la città

di: Kommando McDonald’s

Il Kommando McDonald’s è il frutto di un’ispirazione respiratoria nata all’incrocio tra il libro Generazione McDonald’s di Francesca Mazzucato (Marlin Editore), una cena in un McDonald’s milanese a quattro passi dalla Stazione Centrale (o Gotham City) dopo la presentazione del libro medesimo presso la Libreria Mursia, e una conversazione tra (in ordine sparso) Guido Tedoldi, Francesca Mazzucato, Paolo Melissi, Dimitri Fulignati, Franz Krauspenhaar, Barbara Caputo, Alice Cimini e Raffaele Niro.
Il Kommando McDonald’s si propone di esplorare lo spazio urbano, quello milanese prima di tutto, con l’idea di fondo che la città non sia mai finita, conosciuta, e che sia necessario (detto in modo molto sbrigativo) un rimodulare il nostro rapporto con le sue pietre e il suo cemento. Anche per continuare ad abitarla. È così nato il primo «raid», nel quartiere meneghino detto Chinatown. Qui proponiamo i resoconti del raid, a cui hanno partecipato Paolo Melissi, Guido Tedoldi, Dimitri Fulignati e Domenico Aliperto.
Oltre a questi testi, il raid è stato il pretesto per scattare diverse decine di fotografie. Le potete trovare su Facebook, dove il kommando come entità e ognuno dei singoli partecipanti hanno una pagina.
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«Duma Key», ovvero la riflessione di Stephen King su di sé in quanto artista

di: Guido Tedoldi

Recensione di «Duma Key», romanzo di Stephen King, 2008, Sperling & Kupfer, pp. 741, € 19,90

In «Duma Key» ci sono alcune persone che muoiono in circostanze tragiche, provocate perlopiù da un potere sovrannaturale che cerca di tornare nel nostro mondo dopo essere stato confinato in una cisterna d’acqua dolce (alla quale è allergico) e tenuto a bada con bracciali d’argento.
Poi c’è un pittore che di mestiere ha fatto per decenni il costruttore edile, fino a che un tragico incidente con una gru lo ha privato del braccio destro. Mentre lavorava nell’edilizia quel pittore non sapeva di essere un pittore – al massimo produceva scarabocchi inoffensivi nel corso delle telefonate pallose. Peraltro i suoi quadri migliori li dipinge quasi in trance utilizzando proprio il braccio amputato (ne è sicuro, anche se razionalmente non sa bene come potrebbe succedere).
E poi c’è un’isola, Duma Key appunto, che si trova davanti alla Florida e da cui si gode una vista spettacolosa del Golfo del Messico. La parte nord dell’isola è l’unica abitata, perché quella sud è infestata da una giungla tossica in cui le donne non possono entrare senza dare di stomaco, e in cui si aggirano entità inquietanti come famiglie di rane giganti e nani da giardino.

Grazie a tutta questa esplosione di creatività, «Duma Key» è il romanzo in cui Stephen King riflette su di sé in quanto artista. Non scrittore o pittore o regista cinematografico: artista. La condizione esistenziale di chi è capace di raccontare. Continua a leggere→

Artisti che parlano tra di loro, finalmente

di: Guido Tedoldi

Appunti sulla mostra «Il rimedio perfetto», 35 artisti scelti da Marco Tagliafierro, alla galleria Riccardo Crespi di via Mellerio a Milano.

La vernice di questa mostra si è tenuta il 25 giugno, e l’ultimo giorno di apertura è stato il 26 luglio prima della chiusura estiva della galleria – per cui l’insieme delle opere dei 35 artisti non sarà più visibile. Perdipiù il modo in cui le opere erano disposte all’interno dello spazio della mostra non era indifferente, come dice il curatore dell’operazione, Marco Tagliafierro: «Sì, dipende assolutamente dall’opportunità congiunturale originata dalla mostra in questione. Abbiamo ordinato gli artisti selezionati in una lista e abbiamo chiesto al primo di confrontarsi con lo spazio nudo, al secondo artista con il lavoro del primo, al terzo di confrontarsi con il secondo e così via in un continuo aggiornamento del senso».
Perché allora parlare di un avvenimento del genere?
Perché, mi pare, da qui prenderà il via un discorso. Non un movimento o un’avanguardia, come nel secolo scorso sembrava imprescindibile per ogni nuovo gruppo di artisti che si affacciava sulla scena, bensì un’affermazione di esistenza. Una poetica per cui è semplicemente venuto il tempo di mostrarsi, e non ha più voglia di chiedere il permesso a nessuno. Continua a leggere→

Lucia Tilde Ingrosso, strategia per la costruzione di una carriera nel mondo della scrittura

di: Guido Tedoldi

Recensione di «A nozze col delitto», romanzo di Lucia Tilde Ingrosso, 2007, Kowalski, pp. 303, € 14,00

Alcuni amano pensare che non sia possibile costruirsi una solida carriera nel mondo delle lettere – oggi come oggi nell’Italia che è la terra delle mafie, delle raccomandazioni e degli imprenditori che hanno paura di intraprendere qualsiasi impresa. Lucia Tilde Ingrosso è la dimostrazione che, invece, si può. L’ingrediente di base da usare è la forza della scrittura, maturata nel tempo, curata, sperimentata, perfino reimparata giorno per giorno per adattarla a nuovi progetti.
E poi bisogna lavorare molto, lavorare sempre, per sé prima che per chi si dice disposto a pubblicarti. Cosa che la Ingrosso ha fatto, scrivendo «A nozze col delitto» e poi mandandolo a diversi editori e poi vedendoselo rifiutato. E allora sotto con un’altra storia. Quell’altra storia, «La morte fa notizia», ha trovato un editore nel 2006 in Pendragon ed è arrivata in finale al premio Scerbanenco. Dopodiché Kowalski ha accettato di pubblicare «A nozze col delitto» nel 2007. Continua a leggere→

Lee Child e il suo soldato perfetto senza paura (e perfino senza macchia)

di: Guido Tedoldi

Recensione de «La prova decisiva», romanzo di Lee Child, Longanesi, 2008, pp. 427, € 18,60.

Lee Child, secondo coloro che detestano la letteratura di genere, non entrerà nella storia dell’arte mondiale. D’altra parte è soltanto un autore di best seller polizieschi, ha scritto 12 romanzi tutti con lo stesso protagonista (alla cadenza implacabile di 1 all’anno a partire dal 1997) ed è tradotto in almeno una dozzina di lingue.
Tuttavia il suo personaggio, l’ex soldato della polizia militare statunitense Jack Reacher, va a toccare corde profonde dei desideri umani. È implacabile e perfetto, sembra conoscere qualcosa dei meccanismi che regolano le segrete cose del mondo tale da consentirgli di affrontare qualsiasi avversario, e di uscirne vincitore. Non è esattamente un amicone, ma non è questo che gli si chiede. Da lui ci si attende che risolva i problemi, e che magari non si tenga tutti i segreti per sé in maniera che anche noi impariamo come si fa. Continua a leggere→

E FRANZ KRAUSPENHAAR POSE LA QUESTIONE GENERAZIONALE

di: Guido Tedoldi

Recensione a «Era mio padre», romanzo di Franz Krauspenhaar, Fazi Editore, 2008, pp. 281, € 16,50.

Di questo romanzo si sta parlando molto nel web in questo periodo. Lo ha fatto anche qui in Lpels, appena lo scorso 6 luglio, Giovanni Nuscis. Sui mass media tradizionali, invece, quasi non sono state pubblicate recensioni. Quasi niente sui quotidiani, niente del tutto nelle trasmissioni tv.
Il motivo potrebbe essere banale: la scarsa potenza dell’ufficio stampa di Fazi e la blogosfera letteraria italiana che si raggruma intorno a una delle sue voci più rilevanti.
Ma a me pare ci sia dell’altro, ed è il motivo per cui ne parlo ancora qui – in Lpels, in rete. «Era mio padre» porta per la prima volta all’attenzione generale la questione generazionale dei quarantenni. Coloro che sono nati negli anni ’60 (Krauspenhaar è del 1960) e che quindi erano troppo giovani per «fare il ’68» e hanno pagato questa circostanza anagrafica con una durezza mai vista. Al sistema era scivolata di mano una generazione di giovani, e non voleva rischiare che anche la successiva crescesse con chissà quali grilli per la testa; il metodo usato è stato brutale, e di tappa in tappa è sfociato nella flessibilizzazione delle carriere lavorative, ovvero nel precariato di massa. Continua a leggere→

L’OGGETTO DELL’ARTE? MA L’UOMO, NO?

di: Guido Tedoldi

Appunti su una mostra di Nasan Tur, alla Riccardo Galleria Crespi di Milano di via Mellerio 1, fino al 31/5/2008 (dal lunedì al sabato h. 11÷13 e 15÷19:30)

L’inaugurazione di questa mostra è stata il 16 aprile scorso, preceduta da una presentazione avvenuta una settimana prima, il 9 aprile. Ne parlo adesso perché… ok, lo ammetto: non l’ho mica capita bene. Forse, se fossi andato alla presentazione, avrei capito di più, invece ho soltanto assistito alla vernice. Nei giorni successivi ho fatto qualche ricerca, senza venire a capo di granché. Continua a leggere→

IBRID@PROSA, BAGLIORI DAL WEB LETTERARIO ITALIANO

di: Guido Tedoldi

Il racconto che segue è stato uno dei partecipanti al «non concorso» Ibrid@Prosa organizzato dai blogger di Ibrid@Menti (li trovate all’indirizzo web http://ibridamenti.splinder.com). L’ho definito «non concorso» perché funziona tutto come se fosse una normale competizione letteraria, con tanto di giuria che seleziona i lavori migliori arrivati – ma alla fine non c’è un vincitore: ci sono delle opere segnalate e pubblicate su Ibrid@Menti e qui da noi su Lpels. Ma se non vince nessuno, che scopo c’è allora?
Per permettere di capire meglio, devo dare qualche altra informazione. Ibrid@Prosa si sviluppa in 6 parti, ognuna delle quali caratterizzata da un tema. Andrà quindi avanti per un po’ di mesi. Inoltre procede parallelamente a un altro «non concorso», Ibrid@Poesia, che ha scansione temporale e temi coincidenti. Se tutto va come nelle intenzioni iniziali, i testi pubblicati daranno un quadro dello stato delle scritture del web italiano. E, forse, anche lo stato degli scrittori (e scrittrici naturalmente) che utilizzano il web come mezzo elettivo di espressione della propria arte.

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ANCHE GLI ITALIANI SONO CAPACI DI SCRIVERE STORIE

di: Guido Tedoldi

Recensione a «I nomi sacri», romanzo di Riccardo Ferrazzi, edito in internet da Vibrisse Libri, 2007, pp. 127 (nel file pdf), scaricabile gratuitamente dal sito web www.vibrisselibri.net.

Nei confronti di questo romanzo per me c’è stato un prima, in parte composto da pregiudizi, e un dopo, in cui ho dovuto passare qualche giorno a respirare forte per ritrovare il mio ritmo personale di fiato.
Nel mezzo, mentre era in corso la lettura, ero in apnea e tutto preso a capire come sarebbe andata a finire la vicenda di questo funzionario che fa avanti e indietro tra l’Italia e la Mitteleuropa, che incontra donne che hanno quasi sempre nomi di 5 lettere e guidano quasi sempre macchine dalla targa probabilmente tedesca (ma non si capisce bene perché a coglierla è sempre la coda dell’occhio, con tutte le sue imprecisioni). Per non parlare di tutte quelle persone potenti, tra cui l’erede dell’impero romano d’oriente e capitani d’industria che credono in altre forze oltre a quella del denaro. Continua a leggere→

BABBO NATALE E LA BABY GANG

Racconto di
Guido Tedoldi

Quell’anno a Poffolo il Natale non fu una festa spensierata. La gente non aveva la voglia né i soldi per inseguire le solite nuove compere imposte dal consumismo, c’era in giro un’aria un po’ depressa. D’altra parte Poffolo era in Italia, nazione dove i cervelli erano in fuga, gli istituti di statistica scoprivano che eravamo immersi in una mucillagine e i mass media stranieri dicevano che eravamo in pieno declino.
Neanche nella redazione dell’Araldo le cose andavano bene. Per dirla tutta facevamo fatica a trovare di numero in numero dei titoli decenti con cui aprire la prima pagina. Per nostra fortuna, qualche giorno prima del 25 dicembre, Babbo Natale scomparve. Anche se in un primo tempo, nella concitazione, sembrò una storia del tutto diversa: il rapimento di un uomo politico
Mi fiondai alla caserma dei carabinieri per avere notizie. Continua a leggere→