Nel giro di poche settimane escono dalla scena politica due figure-chiave della Storia contemporanea e della realtà internazionale, Barack Obama e Fidel Castro, ai quali l’editore Rizzoli dedica subito due biografie molto interessanti, sebbene tra loro assai diverse per metodo, svolgimento, contenuto. Continua a leggere
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Lo zelo di Barack
Perché tanto zelo, Barack? Uno contro tutti, o quasi, come un giustiziere solitario alla John Wayne, alla Charles Bronson. Nemmeno il mondo intero ti ferma, coi suoi moniti, le sue paure; né le parole di Francesco, le minacce di Putin, il fatto di favorire Al Qaeda, col tuo intervento. Sei un uomo di successo, da anni a capo di una superpotenza, con una bella famiglia, una buona reputazione, fino ieri… La tua campagna elettorale è costata più di due miliardi di dollari. La lobby delle armi ha finanziato le ultime presidenziali americane con venticinque milioni di dollari, che sono molti ma non così tanti rispetto ai danni immani di una guerra, alla possibile, tragica estensione del conflitto in buona parte del pianeta, con armi potenti e devastanti. Continua a leggere
Il ché mi ha portato a trarre due conclusioni
Due notizie, quasi contemporanee, ma che paiono provenire da galassie temporalmente e culturalmente incompatibili, hanno tenuto banco sui quotidiani dei giorni scorsi.
La prima viene dagli Stati Uniti dove in seguito a una serie di suicidi di giovani adolescenti gay (causati da atti a cui erano stati sottoposti per via della loro omeosessualità) Barack Obama ha tenuto un discorso alla nazione, lanciando un appello contro il bullismo e la discriminazione sessuale, e cogliendo l’occasione per ribadire il valore della diversità e l’importanza che questa assume nel progresso e nel benessere di una nazione. Continua a leggere
Barack Obama, il premio Nobel per la Pace e la sfiducia nei cambiamenti positivi
di: Guido Tedoldi
Il premio Nobel per la Pace è stato assegnato quest’anno a Barack Obama, presidente degli Usa. La notizia è sembrata sorprendente a molti, che si sono domandati per quale motivo un riconoscimento così prestigioso sia stato assegnato a un personaggio salito alla ribalta internazionale soltanto da pochi mesi, e che per questo motivo ha avuto finora soltanto il tempo di fare tante promesse senza avere la possibilità materiale di concretizzarle. Lo stesso Obama, in una nota rilasciata dopo aver ricevuto il premio, si è detto «sorpreso e stupito» di essere stato accomunato alle personalità di assoluta qualità che hanno ricevuto il Nobel in passato.
Geir Lundestad, segretario del Comitato per l’assegnazione del Nobel per la Pace, ha fornito la sua spiegazione: «Vogliamo sottolineare che Obama ha già portato dei cambiamenti significativi».
Ed è proprio qui il senso di questo evento. Il mondo si stava abituando a una situazione di negatività e contrapposizione, mentre il presidente Usa ha mostrato un orizzonte luminoso. Continua a leggere
Obama e il Dalai Lama, il Nobel a chi non ha voluto incontrare un Nobel.

[ Alll’articolo di Marco Del Corona segue una intervista sulla pace e la non violenza al maestro Thich Nhat Hanh.]
09/10/2009 Corriere della Sera
Marco Del Corona
C’è uno stridore – o un apparente stridore – che può colpire la pubblica opinione occidentale. A ricevere il Nobel per la Pace è quel Barack Obama che pochi giorni fa non ha voluto incontrare un altro Nobel per la Pace, il Dalai Lama, in visita a Washinghton. Che invece si è visto con Nancy Pelosi, deocratica, figura comunque di prestigio dell’estabilishment obamiano.
INCONTRO A DICEMBRE Sembra una beffa. In realtà, si sa, Barack Obama ha posposto il faccia a faccia con il leader tibetano a dicembre, dopo la visita che il presidente compirà in Cina dal 15 al 18 novembre prossimi. Gli incontri fra i leader dell’Occidente libero e il Dalai Lama hanno un che di rituale, ma nella scelta di Obama sembra leggersi in controluce un preciso disegno, un’accortezza che sembra rispecchiare le motivazioni del Nobel: la capacità di dare un’accelerazione innovativa alle pratiche della diplomazia. Continua a leggere



