Perché tanto zelo, Barack? Uno contro tutti, o quasi, come un giustiziere solitario alla John Wayne, alla Charles Bronson. Nemmeno il mondo intero ti ferma, coi suoi moniti, le sue paure; né le parole di Francesco, le minacce di Putin, il fatto di favorire Al Qaeda, col tuo intervento. Sei un uomo di successo, da anni a capo di una superpotenza, con una bella famiglia, una buona reputazione, fino ieri… La tua campagna elettorale è costata più di due miliardi di dollari. La lobby delle armi ha finanziato le ultime presidenziali americane con venticinque milioni di dollari, che sono molti ma non così tanti rispetto ai danni immani di una guerra, alla possibile, tragica estensione del conflitto in buona parte del pianeta, con armi potenti e devastanti.
Non mi è piaciuto il vago sorriso, tra l’ironico e il cinico, con cui spiegavi ai giornalisti del pianeta le ragioni della guerra, sostenendo che il governo di Assad, con l’uso delle armi chimiche utilizzate contro molti bambini (ma non si sa con certezza se dal governo siriano o da altri), costituisce un serio pericolo per il popolo americano e per la credibilità degli USA nel mondo.
Nessuna norma internazionale ti autorizza ad intervenire militarmente su un paese distante dal tuo migliaia di chilometri. Nessuna azione di autotutela sarebbe dunque legittima; non vale, per te, l’art. 51 della Carta delle Nazioni Unite, che mette come condizione un attacco diretto.
Che i potenti del mondo siano spesso i servi del mondo o, meglio, della sua parte più ricca ed influente -che corrompe uomini e istituzioni, finanziando e sostenendo la loro elezione- ce ne dai tristemente conferma. Per chi crede seriamente nella pace, questa tua posizione è davvero inaccettabile. Sei ancora in tempo per cambiare i tuoi piani, per tornare ad essere degno di quel premio conferitoti nel 2009, per il tuo « straordinario impegno per rafforzare la diplomazia internazionale e la collaborazione tra i popoli ». gn


Inoltre e con tutta probabilità unico vero motivo, sappiamo che una o più devastanti guerre farebbero ripartire l’economia delle grandi industrie, oltre che dimezzare la popolazione sul pianeta; annullando così disoccupazione e mantenimento sociale…. tanto a rimetterci la pelle sono solo gli indigenti….. vero Barack? Anna
In effetti finora Obama non si discostato molto dai suoi predecessori, e per lo più è stato un presidente alquanto grigio. Adesso ha la possibilità di diventare tra i peggiori.
purtroppo Obama è peggio di Bush, anche perché è molto più intelligente e preparato. Ascoltate questo: http://www.youtube.com/watch?v=8mA4HYTO790
Siamo messi molto male.
grazie a lei Giovanni Nuscis,
che ha scritto ciò che noi abbiamo nel cuore.
”Che i potenti del mondo siano spesso i servi del mondo o, meglio, della sua parte più ricca ed influente -che corrompe uomini e istituzioni”
Non è questo l’Obama che ci aspettiamo. Grazie per il post, Giovanni
http://youtu.be/kK0Z4jvsFaw
Caro Giovanni,
un grande economista, di cui ora mi sfugge il nome, tanti anni fa disse e soprattutto scrisse un libro dimostrando come l’America avesse bisogno di una guerra ogni 10 anni per mantenere florida la sua economia. Hai ragione, Obama si è rivelato una delusione e non solo per il popolo americano, anche lui è schiavo delle lobbies che lo hanno eletto. L’America che ha provato tante manovre per uscire dalla crisi, oggi sa che non è più il motore del mondo, lo è la Cina, e non si vuole arrendere. Una guerra, farebbe ben ripartire l’economia invece che lentamente come accade ma ormai a questi finti pericoli per gli Usa e ai loro principi umanitari non crede più nessuno neanche il popolo americano, per fortuna, considerato che in ogni guerra o contro ogni criminale politico del mondo si interviene solo per salvaguardare interessi Usa. Le popolazioni possono essere vessate, torturate, massacrate l’Occidente fa finta di non vedere fin quando la propria economia non richiede interventi. D’altra parte dall’alba dei secoli ogni guerra non ha mai avuto scopi umanitari ma solo forti interessi economici.
Papa Francesco si chiede se la guerra non sia la scusa per vendere armi, ma non è una domanda è una cruda realtà, un’affermazione.
E i pacifisti? Che fine hanno fatto? Ma è arrivato il momento di cambiare e far sentire la nostra voce perciò grazie Giovanni, la tua riflessione su un blog così seguito, è l’ennesimo campanello per svegliare i tanti struzzi. Solo un coro di voci mondiale può portare cambiamento e il discorso di Kerry e Damasco oggi, lo dimostrano, ciò che conta è però anche non dimenticare chi è Assad e i vari carnefici politici, cannibali del proprio popolo. Mi chiedo: quando avranno ucciso tutto il popolo e resteranno i soliti pochi a spartirsi la torta chi massacreranno? Bisogna fermarli, il popolo siriano soffre da anni come tanti altri in questo mondo, è ora di muoversi con il dialogo per far cessare tutto questo. La primavera araba è stata soffocata nel sangue, quando diverremo pacifisti, tutti? Se iniziassimo dai nostri condomini c’è già la speranza…
Grazie ancora.
L’ha ribloggato su Opinioni in… Movimento.
Grazie per la vostra lettura e per i vostri interventi.
Le cose cambiano in fretta, talvolta, fuori da ogni previsione. Speriano prevalga il buon senso.
Intanto da parte di Assad qualche segnale di speranza.
Un caro saluto
Giovanni