Archivi tag: Thich Nhat Hanh

Persecuzione a Bat Nha. In Vietnam violati i diritti umani.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=6zgOV_BqiJw&color1=0xb1b1b1&color2=0xcfcfcf&hl=en_US&feature=player_embedded&fs=1]

400 discepoli di Thich Nhat Hanh richiedono urgentemente asilo temporaneo .

16 dicembre 2009
Dichiarazione di Thich Trung Hai,
a nome di 400 monaci e monache vietnamiti del Monastero di Bat Nha
Patrocinata da Heidi Hautala, presidente della Sottocommissione sui diritti umani, Parlamento Europeo, Strasburgo, Francia.

Il nostro governo sta uccidendo la nostra aspirazione spirituale. Sono uno dei 400 monaci e monache Vietnamiti di Bat. Dal 2005 ci siamo riuniti insieme per praticare la pace e la nonviolenza come una comunità.

16 mesi fa il nostro governo ha cominciato a molestaci e a perseguitarci. Nel giugno 2009 hanno tagliato l’elettricità e l’acqua. Nel mese di settembre ci hanno espulso con la violenza dal nostro monastero di Bat Nha. Dopo questa espulsione abbiamo preso rifugio nel tempio di Phuoc Hue e la persecuzione ha continuato ad aumentare fino alla settimana scorsa. Continua a leggere

Obama e il Dalai Lama, il Nobel a chi non ha voluto incontrare un Nobel.

obama

(Obama. Manifesto)

[ Alll’articolo di Marco Del Corona segue una intervista sulla pace e la non violenza al maestro Thich Nhat Hanh.]

09/10/2009 Corriere della Sera

Marco Del Corona

C’è uno stridore – o un apparente stridore – che può colpire la pubblica opinione occidentale. A ricevere il Nobel per la Pace è quel Barack Obama che pochi giorni fa non ha voluto incontrare un altro Nobel per la Pace, il Dalai Lama, in visita a Washinghton. Che invece si è visto con Nancy Pelosi, deocratica, figura comunque di prestigio dell’estabilishment obamiano.

INCONTRO A DICEMBRE Sembra una beffa. In realtà, si sa, Barack Obama ha posposto il faccia a faccia con il leader tibetano a dicembre, dopo la visita che il presidente compirà in Cina dal 15 al 18 novembre prossimi. Gli incontri fra i leader dell’Occidente libero e il Dalai Lama hanno un che di rituale, ma nella scelta di Obama sembra leggersi in controluce un preciso disegno, un’accortezza che sembra rispecchiare le motivazioni del Nobel: la capacità di dare un’accelerazione innovativa alle pratiche della diplomazia. Continua a leggere