di Antonio Sparzani e Kika Bohr
Milano pullula di mendicanti, dipende un po’ dai quartieri e dal tipo di zona, ma qualcuno spunta sempre fuori. Mendicanti. Persone che cercano di sopravvivere contando sulla pietà/generosità della gente. Sento molte teorie al proposito, che sono falsi poveri, perché alle loro spalle c’è un’organizzazione che li costringe a portare “a casa” ogni sera una cifra fissata, oppure falsi invalidi, che fingono di zoppicare e che invece, quando non visti, camminano bellamente, oppure semplicemente gente “che non ha voglia di lavorare”.
E allora? Non dò loro niente e li guardo con disprezzo? Faccio finta di niente e tiro dritto?
Mi pare che i testi evangelici non diano questi suggerimenti, dicano invece di prestare loro grande attenzione e cura e, in qualche testo, di dar loro tutto quello che hai, che tu sarai ricompensato altrove. Allora? Gli dò tutto quello che ho, e poi? Mi faccio mantenere da amici e parenti? Vado anch’io in giro a chiedere l’elemosina? Col che si sostituisce un mendicante con un altro (che comunque dura poco, perché se io non posso comprare le mie medicine sopravvivo poco).
Gli dò un euro, due euro, cinque euro? Gli basteranno per sopravvivere, mah! Continua a leggere















