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SUL TAMBURO n.35: Alberto Casiraghy – Luciano Ragozzino, “Le emozioni delle mosche. Aforismi incisi”

Cover Ragozzino:Layout 1Alberto Casiraghy – Luciano Ragozzino, Le emozioni delle mosche. Aforismi incisi, Bologna, Pendragon, 2016

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di Giuseppe Panella

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Le illustrazioni di Luciano Ragozzino sono bellissime, gli aforismi di Alberto Casiraghy sono intriganti e densi di un umore nero pensoso e rassicurante nello stesso tempo. Il pessimismo che le contraddistingue, infatti, non è mai aspro o amaro come un limone maturato troppo in fretta, ma raddolcito dalla bonomia di una bontà programmatica e forse congenita, incapace di nuocere. Molti di essi meritano un approfondimento, però, una ri-lettura che le ripoerti alla loro dimensione originaria:

«Le emozioni delle mosche non interessano proprio nessuno» (p. 56).

se non le mosche stesse, animali fastidiosi e incalzanti, che non sembrano suscitare negli altri esseri viventi sensazioni che non siano di dispetto uggia o fastidiosa caccia mortale per loro.

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Alberto Casiraghy e le edizioni Pulcinoelefante in mostra a Milano

564272_355810851139695_1716613522_ndi Max Ponte

Alberto Casiraghy è un protagonista assoluto dell’editoria d’arte e della cultura italiana, creatore della piccola casa editrice Pulcinoelefante è attivo da 30 anni in un mondo in cui i materiali la poesia il sogno e la carta si incontrano. Le sue opere saranno in mostra fino al 10 gennaio presso la galleria Eroici Furori di Milano assieme ai lavori delle artiste Patrizia Novello e Katia Dilella. Casiraghy è un protagonista anche in rete, dove la pagina Facebook di PulcinoElefante (curata da Roberto Bernasconi) arriva a 16 mila likes e molte sono le condivisioni di aforismi che fanno il tour della rete distinguendosi per l’incisività del contenuto e la nobiltà dell’impressione tipografica. Le frasi di Alda Merini ad esempio o veri e propri lavori di poesia visiva che parrebbero stampe per pochi eletti lasciano un segno forte anche nel mondo telematico. Infine Casiraghy, editore poeta artista, è una persona aperta al dialogo e il suo laboratorio di Osnago in questi anni è diventato un punto di riferimento. La generosità dell’essere del fare e del poetare è la cifra di Casiraghy. Da non perdere la mostra milanese curata da Silvia Agliotti. Forse avrei dedicato l’intero spazio espositivo a Pulcinoelefante, rimandando le pur brave artiste compresenti ad una esposizione ulteriore. In ogni caso si tratta di un’ottima iniziativa, calata in un piacevole angolo della città.

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QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.71: Aforismi per tutto quello che resta. Alberto Casiraghy,” Gli occhi non sanno tacere. Aforismi per vivere meglio”

Aforismi per tutto quello che resta. Alberto Casiraghy, Gli occhi non sanno tacere. Aforismi per vivere meglio, con un testo di Sebastiano Vassalli, Novara, Interlinea, 2010

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di  Giuseppe Panella*

Alberto Casiraghi (che preferisce, però, la più esotica versione Casiraghy) non scrive poesia (anche se ne pubblica parecchia e di altissima qualità nelle sue ormai mitiche Edizioni PulcinoElefante). I suoi “aforismi per vivere meglio”, tuttavia, ricordano la poesia più di quanto degli aforismi tradizionali dovrebbero fare. Essi, infatti, sono intrisi della “sostanza di cui sono fatti” i versi proprio perché la loro scansione lirica non ha nessuna funzione analitica o “didattica” come, invece, gli aforismi filosofici o politici (o scientifici – come insegna la storia della scienza stessa) avrebbero da dichiarare. Casiraghy preferisce stupire o illuminare o almeno inquietare i suoi lettori piuttosto che insegnare qualcosa. Preferisce mostrare tutto e dare da conoscere tutto quello che pensa o in cui crede. Scrive Sebastiano Vassalli nella sua Presentazione al libro:

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Alberto Casiraghy. Gli occhi non sanno tacere. Aforismi per vivere meglio.

di Nadia Agustoni

Alberto Casiraghy con i suoi aforismi, raccolti nel suo ultimo libro Gli occhi non sanno tacere. Aforismi per vivere meglio Interlinea 2010, sembra voglia instillarci un dubbio su come viviamo. Nella prefazione Sebastiano Vassalli scrive di questi detti: “ Non appartengono al genere sapienziale, non aspirano a insegnarci niente, o quasi niente, e non hanno nemmeno lo scopo di corrodere, con la satira, i luoghi comuni annidati nel nostro cervello e nelle nostre abitudini. Sono aforismi esplorativi: ragionamenti che si protendono nella realtà in cui viviamo come le antenne delle chiocciole, e che ci aiutano a vedere in quella realtà qualche significato nascosto.” (1) Dissento solo sul “significato nascosto”, perché nella bellezza di questi piccoli aforismi c’è tutta la profondità di cose che ci appartengono e non sono nascoste, ma piuttosto le rimuoviamo per comodità. Continua a leggere