Archivi tag: povertà

Mendicanti

di Antonio Sparzani e Kika Bohr

Milano pullula di mendicanti, dipende un po’ dai quartieri e dal tipo di zona, ma qualcuno spunta sempre fuori. Mendicanti. Persone che cercano di sopravvivere contando sulla pietà/generosità della gente. Sento molte teorie al proposito, che sono falsi poveri, perché alle loro spalle c’è un’organizzazione che li costringe a portare “a casa” ogni sera una cifra fissata, oppure falsi invalidi, che fingono di zoppicare e che invece, quando non visti, camminano bellamente, oppure semplicemente gente “che non ha voglia di lavorare”.
E allora? Non dò loro niente e li guardo con disprezzo? Faccio finta di niente e tiro dritto?
Mi pare che i testi evangelici non diano questi suggerimenti, dicano invece di prestare loro grande attenzione e cura e, in qualche testo, di dar loro tutto quello che hai, che tu sarai ricompensato altrove. Allora? Gli dò tutto quello che ho, e poi? Mi faccio mantenere da amici e parenti? Vado anch’io in giro a chiedere l’elemosina? Col che si sostituisce un mendicante con un altro (che comunque dura poco, perché se io non posso comprare le mie medicine sopravvivo poco).
Gli dò un euro, due euro, cinque euro? Gli basteranno per sopravvivere, mah! Continua a leggere

Beati

Neanche la dimora dove ha istituito l’Eucaristia era di Gesù. Anche la tunica tessuta dalla Madre ha lasciato in mani altrui. La povertà del Figlio di Dio ha qualcosa da insegnarci. Beati i poveri, ha detto. Ci sarà un motivo. 

Vivalascuola. Crescere nel tempo della crisi

In tre anni sono stati persi un milione di posti di lavoro. E sono un milione i disoccupati esclusi da qualsiasi sussidio. Ben oltre i 65.000 i lavoratori che rischiano di rimanere senza stipendio e senza pensione per effetto del cambiamento dei requisiti pensionistici dovuto al governo Monti. E cresce il numero degli italiani in situazione di povertà relativa: secondo l’ultimo rapporto Caritas sono 8 milioni e 272.000, il 13,8% dell’intera popolazione. In crescita rispetto all’anno precedente, quando il dato si fermava al 13,1%. Al Sud i numeri raggiungono il 74%. I più colpiti dalla crisi sono i giovani e i bambini. (vedi qui)

Chi, come Gramellini ha tacciato di fascismo la maglietta con la scritta, provi a riflettere – il vero fascismo è togliere speranza e giuste aspettative ad altri esseri umani, che poi, lesi a fatti, non possono nemmeno reagire a parole. (Giovanna Lo Presti)

Crescere nel tempo della crisi
di Stefano Laffi

Se da giovani si è figli del proprio tempo almeno quanto dei propri genitori, se c’è un’orizzontalità che taglia e crea un effetto generazione in questo momento, questa è la crisi. Materiale, a questo punto più che educativa, morale, istituzionale, ecc. Continua a leggere

Quasi sempre

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da qui

Sono serbi, senegalesi, rumeni; vengono da tutto il mondo, ma la fisionomia è comune: il dolore, le privazioni, la rabbia, solcano il viso con linee omogenee, segni inferti dall’ingiustizia umana. Chiedo loro il nome, il paese d’origine, le peripezie dell’ultimo periodo; qualche notizia sui parenti, l’abitazione, se ce l’hanno: molti dormono in pineta, o all’ostello della Caritas. Li sostengo come è possibile a una parrocchia di periferia. Siamo sempre in cerca di un lavoro, ma spesso la gente è diffidente: rumeni e albanesi incutono timore, per gli africani si ha paura dell’igiene. Procediamo disperatamente, a tentoni, fiutando l’aria, informandoci nei modi più inconsueti. Anche un titolo di articolo può attirare l’attenzione, salvo accorgersi che non serve a nulla, come spesso, anzi, quasi sempre accade.

Duflo, pensieri anti-miseria

La studiosa non crede ai teorici della «mano invisibile» del mercato.
36enne, è la più giovane docente del Collège de France e oggi inaugura la cattedra «Saperi contro la povertà»

36enne

IL CASO. È ritenuta una dei 100 intellettuali più influenti del mondo: l’appello dell’economista dello sviluppo per un mercato equo

DA PARIGI
DANIELE ZAPPALÀ

« Voglio raccontarvi una storia, la storia di Abu, contadino del Bangladesh negli anni Settanta » . Ogni anno, cominciano così i corsi di una giovane docente di ruolo d’economia al Mit ( Massachussetts Institute of Technology), la più celebre università di scienze e tecnologia al mondo. « Abu è malato perché è povero ed è povero perché è troppo malato per lavorare », narra con forte accento francese la giovane insegnante. Prima di aggiungere ogni volta, senza nascondere l’emozione, qualcosa del genere: « Ma c’è di peggio. Abu aveva un albero del pane che avrebbe potuto garantirgli centinaia di rupie l’anno. L’ha tagliato prima che desse dei frutti, vendendo il legno per pochi spiccioli. Ha dovuto farlo perché la sua famiglia era affamata. Abu ha distrutto il suo capitale. Perché Abu ha agito così? Per un economista, questo gesto è incomprensibile » . Continua a leggere

Niente Gesù nel presepe: «Non siete pronti ad accoglierlo»

presepio20082

Un parroco di Bergamo decide il gesto clamoroso per protestare contro chi non è capace di accogliere gli immigrati

Frida Nacinovich
Pronto? Dall’altra parte del telefono c’è monsignor Attilio Bianchi, parroco della chiesa di Santa Lucia, il Tempio votivo di Bergamo. Padre, è diventato famoso, lo sa? «Il telefono squilla in continuazione, colpa di voi giornalisti…». Noi giornalisti? Abbiamo solo raccontato che lei non ha messo il Bambinello nel presepe. Una culla vuota, per segnalare al mondo il gran vuoto delle discriminazioni, della mancata accoglienza. Oggi come duemila anni fa, a Betlemme. Le sembra che non sia una notizia? «Mi sembra che sia una notizia sbagliata, perché nella mia chiesa il Bambinello c’è». Continua a leggere

Vietata povertà

Provvedimento valido in un raggio di 500 metri da piazze e monumenti. Blindata la città di San Francesco. D’accordo i frati del convento. Assisi vieta le chiese ai mendicanti. Il sindaco: “Tutelo i luoghi di culto”.
(da la Repubblica, 27 aprile)

Ma perch’io non proceda troppo chiuso,
Francesco e Povertà per questi amanti
prendi oramai nel mio parlar diffuso.
La lor concordia e i lor lieti sembianti,
amore e maraviglia e dolce sguardo
facieno esser cagion di pensier santi;
tanto che ‘l venerabile Bernardo
si scalzò prima, e dietro a tanta pace
corse e, correndo, li parve esser tardo.
Oh ignota ricchezza! oh ben ferace!
Scalzasi Egidio, scalzasi Silvestro
dietro a lo sposo, sì la sposa piace.
(Dante Alighieri, Divina Commedia, Paradiso, Canto, XI, vv. 73-87) Continua a leggere