Il mondo è in guerra: ci chiediamo quale sia la relazione di Gesù con questi eventi. Lui guarda poco a vittorie e sconfitte, gli interessa la salvezza eterna.
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Le conseguenze
da qui
Facciamo finta di ignorare le cause della guerra. L’America di John F. Kennedy voleva la pace: per questo è stato assassinato. Vogliamo dar credito a narrazioni incompatibili con questa verità? Ogni scelta è possibile: sono le conseguenze a pesare sulla storia.
Don Tonino Bello. In piedi, costruttori di pace.
Il paradosso del Nobel a Handke

Premetto che trovo tutti i premi letterari, in se stessi, profondamente ridicoli. E se il Nobel resta pur sempre il Nobel, la sensazione comune è che oggi, in una scala di valori laica e critica, vincerlo importi all’incirca quanto vincere il Festival di Sanremo o Miss Italia. In quanto istituzioni e riti sociali i premi sono soggetti a noia e invecchiamento, a logorio e scetticismo. Per questo forse, dopo lo scandalo sessuale che lo aveva fatto sospendere nel 2018, l’Accademia di Svezia ha deciso quest’anno di assegnare il proprio prestigioso riconoscimento a uno scrittore controverso e politicamente, storicamente scorretto come Peter Handke – con il preciso scopo di tenere desta l’attenzione di pubblico e media.
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Ornithology 46. Apollinaire
Contro ogni guerra
di Antonio Sparzani

Sono sempre e dovunque contrario alla guerra: La guerra dei condomini tra loro, la guerra degli scrittori tra loro, la guerra degli imprenditori, della concorrenza spietata e tutte quelle che vi potete immaginare, ma, sopra tutte queste, la guerra organizzata tra popoli, la guerra guerreggiata, con i cannoni le bombe i gas e chissà quali altre diavolerie (proprio!) gli esseri umani sono riusciti ad inventare.
Sono contrario alla guerra per principio, così come sono contrario alla pena di morte, alla tortura, ecc.
E sono contento di vivere in un paese dove la pena di morte non vige e dove la guerra è bandita dall’articolo 11 della Costituzione. O meglio, dovrei dire sarei contento, Continua a leggere
primo maggio
Oggi è il primo maggio del duemilaundici e non mi piace quello che ho visto e che vedo intorno a me. Adesso vi faccio l’elenco, così magari mi confortate.
1. Questa mattina sono andato alla “grande tradizionale manifestazione” del primo maggio per le vie di Milano. Eravamo pochi e il corteo, partito, come da manuale, dai bastioni di Porta Venezia, ha percorso corso Venezia, ma poi, invece di percorrere corso Vittorio Emanuele per sfociare in piazza Duomo, quando è arrivato in piazza San Babila ha girato a destra in corso Matteotti arrivando così in piazza Scala dove ci sono stati i comizi. Non riempivamo neppure piazza Scala, e i comizi erano sottotono. Perché non siamo andati in Duomo? La domanda ci porta al punto seguente.
2. In piazza Duomo ? come ho poi visto al telegiornale della Lombardia delle 14.00, ci stava lo schermo gigante supertecnologico che trasmetteva in diretta da piazza San Pietro in Roma la cerimonia di beatificazione di Karol Wojty?a, in arte papa Giovanni Paolo II. Bisogna dire che questo Benedetto papa, attualmente regnante, sta imparando rapidamente la lezione del suo beatificato predecessore, la scelta della data della cerimonia di beatificazione è straordinaria, degna di lui: il primo maggio, una data del tutto casuale, una domenica come tante, complice la combinazione astrale che ha voluto che nel 2011 il primo maggio cadesse (si noti il non casuale verbo) di domenica. Continua a leggere
I padri
Articolo di Marino Magliani
Due uomini, due padri, uno tedesco, uno italiano, ma di un’Italia lontana, di confine. Non oserei dire di frontiera.
Dal saggio Confine o frontiera? di Giorgio Bertone, sulla Liguria di Biamonti, il confine è una «situazione geoculturale ben delimitata da una linea che marca più o meno nettamente la divisione tra “dentro” e “fuori” , e con “frontiera” una fascia mobile che pulsa…» Le cose nette, dentro o fuori, sono le cose del padre italiano. Continua a leggere
Lettere a una sconosciuta
Articolo di Alberto Pezzini
C’est difficile, la vie. Mais moi je connais bien le perils de mer. E’ difficile la vita. Ma io conosco bene i pericoli del mare. Questo, a pag. 23 de Lettres à l’inconnue (Lettere a una sconosciuta), Bompiani 2009, pagg. 29 (nella traduzione di Sergio Claudio Perroni) Antoine De Saint – Exupéry rivela a una ragazza di ventitré anni di cui si era innamorato. L’ultimo anno della sua vita. Quello appena prima di scomparire. Il carteggio, con i disegni dell’autore, anticipa ciò che sarebbe occorso a De Saint. In quel volo misterioso conclusosi all’incirca sopra la Baia degli Angeli, al largo di Marsiglia. Continua a leggere
Marino Magliani, Elio Lanteri: un dibattito al Gabinetto Vieusseux
Testo introduttivo e filmati di Giovanni Agnoloni
Foto di Mauro Baldrati

Il 29 aprile, al Gabinetto Vieusseux, presso Palazzo Strozzi (Firenze), si è tenuto un incontro sul tema “Viaggio tra il paesaggio e la memoria”, incentrato sui due romanzi “La tana degli Alberibelli” di Marino Magliani (ed. Longanesi) e “La ballata della piccola piazza” di Elio Lanteri (ed. Transeuropa). Continua a leggere
Due poesie sull’Iraq e non soltanto – di Tiziano Fratus
[youtube=http://it.youtube.com/watch?v=GkZe39sbaww&NR=1]
[Pubblico qui due poesie in anticipazione di Tiziano Fratus che credo siano oggi come non mai attuali. FK]
PICTA I
[58193 e 4142]
interpretare cifre dici
per penetrare qualcosa che non è mai penetrato a fondo nella tua vita
dici che qua la gente non conosce
si occupa di schemi delle partite di basket
di come risparmiare sul tragitto per andare al lavoro
di come pagare il mutuo della casa nuova a tre piani
di votare contro l’aborto e l’unione in matrimonio degli omosessuali
di portare i figli a disneyland e alla fiera annuale
di mettere la mano sul petto ogni volta che in televisione c’è un accenno di inno nazionale Continua a leggere
Raccogli le mie lacrime nel tuo sacco di pelle
Ossezia
Quando non c’è più nessuna ragione. Quando si è arrivati al punto in cui tutti i nodi vengono al pettine, e di tutti ne resta uno, il nodo scorsoio dell’odio per l’odio, del potere per il potere. Chiunque abbia voce può dire il suo basta.
(La foto è tratta da qui)
Operazione Magliani #3 – Quella notte a Dolcedo – recensione di Bartolomeo di Monaco
Marino Magliani: “Quella notte a Dolcedo“, Longanesi, 2008
Magliani è uno scrittore a cui sono molto affezionato. Affacciatosi timidamente sulla scena letteraria, va a poco a poco affermando una personalità già matura e coinvolgente. Vive in Olanda da molti anni, da cui si allontana per tornare a far visita alla sua terra di origine, la Liguria.
Il romanzo è ambientato alla fine del Novecento con forti riferimenti all’ultima guerra mondiale. Continua a leggere





