Oggi è il primo maggio del duemilaundici e non mi piace quello che ho visto e che vedo intorno a me. Adesso vi faccio l’elenco, così magari mi confortate.
1. Questa mattina sono andato alla “grande tradizionale manifestazione” del primo maggio per le vie di Milano. Eravamo pochi e il corteo, partito, come da manuale, dai bastioni di Porta Venezia, ha percorso corso Venezia, ma poi, invece di percorrere corso Vittorio Emanuele per sfociare in piazza Duomo, quando è arrivato in piazza San Babila ha girato a destra in corso Matteotti arrivando così in piazza Scala dove ci sono stati i comizi. Non riempivamo neppure piazza Scala, e i comizi erano sottotono. Perché non siamo andati in Duomo? La domanda ci porta al punto seguente.
2. In piazza Duomo ? come ho poi visto al telegiornale della Lombardia delle 14.00, ci stava lo schermo gigante supertecnologico che trasmetteva in diretta da piazza San Pietro in Roma la cerimonia di beatificazione di Karol Wojty?a, in arte papa Giovanni Paolo II. Bisogna dire che questo Benedetto papa, attualmente regnante, sta imparando rapidamente la lezione del suo beatificato predecessore, la scelta della data della cerimonia di beatificazione è straordinaria, degna di lui: il primo maggio, una data del tutto casuale, una domenica come tante, complice la combinazione astrale che ha voluto che nel 2011 il primo maggio cadesse (si noti il non casuale verbo) di domenica. La Chiesa Romana ottiene così il duplice scopo di svuotare per un anno la festa, troppo laica, del lavoro, e di rendere onore al papa che è entrato così pesantemente nella politica del suo tempo, nei modi e coi tempi che tutti ben ricordiamo.
Detto tra parentesi, i giovani rampolli della tedesca casa reale del Regno Unito ? sì, di ascendenza tedesca che ha poi scelto, sempre per convenienza mediatica, di chiamarsi Windsor anziché Sassonia-Coburgo-Gotha, che non suonava bene ad orecchie britanniche ?, hanno avuto il buon gusto di scegliere il sabato 30 aprile per il loro altrettanto superpubblicizzato evento mediatico.
All’evento di piazza San Pietro partecipa anche, leggo oggi sul Manifesto, tale signor Porfirio Lobo ? un nome una garanzia (lobo vale lupo in spagnolo)? presidente golpista dell’Honduras, eletto, si fa per dire, nelle elezioni farsa seguite al colpo di stato del 28 giugno 2009 che depose il presidente legittimo Manuel Zelaya. Perché lo stato della Città del Vaticano non ha invitato alla solenne cerimonia del primo maggio, invece del presidente golpista il padre Andrés Tamayo, che in Honduras si batte senza risparmio contro gli orrori del regime e a favore dei poveri e degli oppressi? Perché perdere un’altra, ennesima occasione? Dichiara al Manifesto padre Tamayo, portavoce del «Fronte di resistenza popolare al colpo di stato» (e che forse d’altra parte non avrebbe tempo da perdere con le beatificazioni) “L’Honduras è un paradiso in cui le multinazionali hanno allungato le mani facendo profitti senza dare nulla in cambio alle popolazioni”.
Ma tra la folla in delirio in piazza San Pietro ci stavano anche ? tra deliranti ci s’intende facilmente ? il nostro presidente della repubblica e il nostro presidente del consiglio, evento assai raro, tanto che sembra abbiano colto l’occasione per fare anche due chiacchiere, chissà, per concordare la formula migliore con la quale giustificare l’ignobile impresa libica, che mi porta al punto seguente.
3. Dev’essere la sindrome dell’anniversario: chissà se l’allora primo ministro italiano Giovanni Giolitti, iniziò la conquista della Tripolitania e della Cirenaica ? il 4 ottobre 1911, inviando a Tripoli contro l’Impero Ottomano 1732 marinai al comando del capitano Umberto Cagni ? per celebrare i cinquant’anni dall’unificazione del Regno. Naturalmente non lo so. Ma guarda caso adesso, nel fausto centocinquantesimo, il sovrano regnante decide di rinnovare, con i mezzi e con le modalità dell’oggi, la stessa politica di aggressione e di violenza. Non contenti che i nostri Tornado, che mica possono stare ad arrugginire troppo a lungo, perbacco, sorvolino, spiino e fotografino, dando quindi comunque una mano ad ammazzamenti e violenze, dobbiamo farli sparare per davvero, gliel’ha suggerito Sarkozy, simpatico compagno di alcoliche rimpatriate, e poi gliel’ha ribadito con una certa insistenza Obama, il grande democratico che doveva chiudere Guantanamo appena giunto al potere. E così ecco qua. Tanto la strada per eludere l’articolo 11 della Costituzione della nostra Repubblica l’aveva già spianata e spiegata il poco onorevole Giuliano Amato, ex presidente del consiglio di parte cosiddetta sinistra, con una sinistra argomentazione di cui già mi sono lamentato qui.
4. Last but not least, ieri, 30 aprile, è morto un grande, un grande scrittore, Ernesto Sábato, vedi qui.
Adesso provate a consolarmi.


Mannaggia, Antonello, quanta ragione hai! E non è finita qui:
– i sindacati che litigano anche il 1° maggio
– quello del Pdl che vuole che l’Italia non sia più una repubblica fondata sul lavoro…
– è aumentata ancora la disoccupazione giovanile
– …
Io ci proverei anche a cercare di consolarti Sparz, ma prima qualcuno dovrebbe riuscire a consolare me.
… il sindaco di Firenze (un democratico, mica un reazionario!) che litiga con i sindacati perché praticamente vorrebbe abolire la festività…
Ciao Antonello,
Io credo che possa trattarsi di una coincidenza per ciò che concerne la chiesa, non penso che essa abbia voluto togliere importanza e significato al primo maggio. Quest’anno il primo maggio cade nella domenica in cui si festeggia la Divina misericordia. Questa festività fu istituita da Giovanni Paolo II come il giorno del perdono e lui ci teneva tanto, era importante quanto la sua devozione per Maria. La festa e la proclamazione di beato in questo giorno, inteso come festa e non come data, era stato deciso da tempo. Quindi secondo me non c’era nessun intento particolare, ma e’ solo una coincidenza, il prosimo anno lo ricorderemo nella prima domenica successiva alla Pasqua che ahimè non so dire in quale data cade.
Relativamente agli altri personaggi e fatti evidenziati, onestamente non dico nulla sulle loro intenzioni, d’altra parte ci sono realtà inconfutabili:-)
Concordo con Stella Maria e, per dipanare i dubbi, a conferma riporto stralcio di un articolo letto sul web:
“La scelta della data risponde ad una precisa motivazione liturgica. Il 1° maggio cade infatti la Domenica in Albis, cioè la prima domenica successiva alla Pasqua, nella quale lo stesso Papa Wojtyla aveva istituito la Festa della Divina Misericordia. Ma il primo maggio è anche la festa internazionale dei lavoratori, “festa cristiana” dal 1955, da quando Pio XII, proprio ricevendo le Acli, istituì per questo giorno la festa liturgica di S. Giuseppe artigiano.
Per un’associazione di lavoratori cristiani non può che essere una coincidenza bellissima. Una coincidenza ancora più significativa perché capita nel trentennale della “Laborem exercens”, l’enciclica scritta da Giovanni Paolo II nel 1981, vera pietra miliare per la dottrina sociale della Chiesa rispetto alla tematica del lavoro, in cui viene solennemente affermato che è l’uomo il metro della dignità del lavoro, subordinando il capitale e la logica del mercato alla dignità della persona.”
Il sindaco di Firenze Renzi qualche tempo fa si recò in pellegrinaggio ad Arcore, dal futuro Presidente della Repubblica e tra cento anni, Beato San Santo. Poi se ne esce con la brillante idea dell’apertura dei negozi il Primo Maggio. Le due cose, sicuramente, non sono, strettamente, collegate. Macchè! Anzi, che bravo. Sicuramente è uno che farà carriera, avendo come sponsor Veltroni, il democratico a 28 carati.
Il quale, quando era sindaco di Roma(ladrona in cui si abboffano i verdi cattolicissimi ricattatori leghisti. i quali avranno avuto dal divino la fortuna di essere sempre intelligenti e furbi rispetto agli altri partiti e all’intero popolo italiano: sicuramente c’è la bendizione del pastore tedesco)venne fatto letteralmente una schifezza per come governava la città eterna, da un altro campione politicamente imparziale, cioè l’attuale papa Ratzi. Il quale spesso va a fare scampagnate a Frascati con l’attuale sindaco Alemanno che sta facendo cose straordinarie per Roma caput mundi, elogiandolo a spron battuto, per esempio sul clientelismo nelle varie municipalizzate. Veltroni, potrebbe anche togliersi i sassolini dalle scarpe sia con Alemanno che con l’arbitro Ratzi. Invece, spesso non fa che ripetere che non bisogna fare accordi elettorali con i comunisti. Anche perchè lui ama dire che non è mai stato comunista. Che faccia di bronzo. Tra l’altro, in parlamento, non c’è nessun comunista. Anche a pagarlo.
@Giorgio,
chi dice che un “democratico” non sia anche un reazionario?
In fondo il Pd, rispetto alla Libia, si è schierato con il governo,citando la risoluzione dell’Onu. E lo stesso Napolitano si è espresso per la dei bombardamenti in terra di Libia per “naturale conseguenza”. Per non citare altri episodi a livello parlamentare in cui il Pd è stato complice nel far passare leggi e altro. Per non parlare del tipo di opposizione che mette che il Pd stesso lascia fuori campo, o sulle panchine dei parchi pubblici.
L’Onu ha espresso altre risoluzioni, per esempio rispetto alle terre espropiate(mica è vecchio famigerato esproprio proletario di quattro rivoluzionari violentissimi,scalcagnati e antisemiti?)e occupate dai coloni ebrei, cioè da Israele. E Napolitano e lo stesso Vaticano e i campioni della libertà, ossia gli Usa, hanno forse proposto una coalizione armata per riportare all’ordine Israele?
Forse, dico forse, i potenti della terra, dietro la maschera dell’Onu, adottano due pesi e due misure? E se così fosse, perchè mai. Per quanti giorni, mesi e anni a venire, i bambini palestinesi dovranno esser uccisi nelle loro culle o mentre le mamme li allattano?
Chi è dio e di quale dio stimao parlando? “le colpe” dei bambini palestinesi sono le colpe di chi ha genitori palestinesi? e dio ai bambini palestinesi ha donato o no la possibilità di dissentire dai propri genitori(siamo in democrazia non è vero?) e semmai esercitare il libero arbitrio?
o il re è nudo e la verità è semplice.
la politica è decisa, tramite il denaro, dai Paesi più forti.
lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo; i confini di “nuovi” stati; le lobby nei vari campi dal nucleare ai farmaci e scosì via; la libera circolazione delle merci e non degli esseri umani; l’emigrazione da giocare sul piano elettoralistico; le banche e le varie mafie nel mondo, non sono altro che le facce dello stesso prisma, il prisma del potere a ogni latitudine.
care Stella Maria e Maria Cristina, apprezzo il particolare tecnico della scelta della domenica in Albis come speciale ricorrenza liturgica da parte di Wojtyla, ma non v’è dubbio che vista dall’esterno, cioè da chi non è edotto dei dettagli dei riti cattolici, una tale scelta appare assai maliziosa e trovo in realtà difficile ritenere che non vi si sia pensato. L’anno prossimo la Pasqua sarà l’8 aprile e dunque la domenica in Albis sarà il 15, nessuna coincidenza. Che poi la chiesa si sia appropriata di una festa già esistente e con un preciso significato, non attinente alla sfera religiosa, non fa che dimostrare una volta di più l’invasività spesso imbarazzante dell’istituzione ecclesiastica.
Quello che dice transit è spesso condivisibile, solo lo/la pregherei di rileggere i suoi commenti prima di schiacciare il tastino “invia il commento”, perché davvero i refusi, i salti di parola e simili errori sono molti e spesso rendono impervio il contenuto.
A chi non ci abbia fatto caso, occorre far presente che Giovanni Paolo II è mancato alla vigilia della domenica in albis del 2005, alle 21,37 di sabato 2 aprile, in quelli che per la liturgia sono i “primi vespri” della domenica. Con che attaccamento Giovanni Paolo II tenesse alla spiritualità della Misericordia, è ben noto tra tutti quelli che “masticano” di cose cattoliche. La seconda enciclica di Wojtyla era stata integralmente dedicata a questo tema, che ha un innegabile radicamento biblico (l’enciclica si intitola “Dives in misericordia”, la lessi tanti anni fa, ed è veramente un documento ricco di pensiero e di implicazioni pratiche). Wojtyla era stato arcivescovo di Cracovia; proprio alla periferia di Cracovia, a Lagiewniki (mi scuso per l’ortografia polacca alquanto approssimativa), operava suor Faustina Kowalska, che a buon diritto può definirsi l’apostola della divina Misericordia. Giovanni Paolo II l’ha canonizzata nel 2000, dopo aver sbloccato (all’epoca in cui era cardinale) la sua causa di beatificazione arenatasi per l’intransigenza del Santo Uffizio. Spero che queste circostanze possano aiutare a comprendere la scelta della data, che mi pare effettuata senza secondi fini ma solo per onorare la spiritualità peculiare di Karol Wojtyla.
La gerarchia ecclesiastica è sempre così attenta alle faccende politiche, alla diplomazia, alle mediazioni col braccio secolare (chiamiamole “mediazioni”, non calchiamo la mano per una volta). Vuoi che proprio questa volta non abbia valutato la sovrapposizione con la festa del 1° maggio e le implicazioni che essa comporta (l’Unità d’Italia, l’attacco alla costituzione ecc.)? Proprio questa volta si attiene così fedelmente alla lettera?
Com’era la procedura di lotta dei controllori di volo, qualcuno la ricorda? Era: applichiamo il regolamento alla lettera. Vedrete che tutto va in tilt…
Del resto anche la vicenda che racconti, Sparz, sul mancato invito di padre Tamayo, contro l’invito del golpista Porfirio Lobo, sembrerebbe conforme alla lettera con un certo comportamento del beato, che abbandonò al suo destino mons. Romero, assassinato da un cecchino per le sue denunce del governo del Salvador, e considerato vicino ai teologi della liberazione, costretti al silenzio per l’opposizione dei settori più conservatori della curia, e soprattutto del beato.
Ma tant’è, quello che conta è lo spirito, no?
Sparz,
farò tesoro del tuo consiglio.
grazie,
ciao.