[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=KM-YsasxsLc]
da qui
In fondo c’è il muro: una massa bianca e beige con macchie grigie e verdi, ciuffi d’erba che nascono dalla pietra chissà come. I blocchi sono in forme e misure eterogenee, più larghe verso il basso, fino a ridursi a piccoli mattoni nella parte che lascia intravedere chiome rotonde o appuntite di alberi al di là. Il movimento della gente si può dividere in tre fasce: nella zona più esterna c’è un viavai veloce di persone, qualcuno corre, addirittura, facendo attenzione a non urtare nei passanti; la fascia successiva si distende oltre il muretto di separazione, a scorrimento lento, forse perché prelude all’immobilità di chi sta davanti al muro, con le mani appoggiate alle pietre o impegnate a infilare un biglietto nelle crepe o fessure secolari. Dagli archi, in fondo alla piazza, emerge una figura femminile che in breve attira l’attenzione: è alta, ha una maglietta color ruggine, hot pants in jeans con cintura sottile di color marrone; il viso è un ovale perfetto incorniciato da capelli biondi raccolti sulla nuca, occhi azzurri e labbra pronunciate, gambe affusolate che terminano in un paio di mocassini beige. Avanza con passo elegante, spingendo leggermente il ginocchio e nello stesso tempo il braccio destro, che finisce col raggiungere l’addome. Gli occhi abbassati e il sorriso accennato tradiscono la consapevolezza di chi sa di attrarre fatalmente. La piazza sembra essersi fermata: ora, la parte più mossa è quella confluita intorno al muro, con gli uomini in abito lungo fino ai piedi che pregano a voce alta dondolandosi coi cappelli neri, le donne con le mani giunte e la borsa a tracolla, un vecchio con la pelle rugosa, le sopracciglia folte e gli occhi fissi da cui sgorga una lacrima che deposita una scia umida e grigia sulla guancia, come le crepe invase d’erba selvatica e di ortica, le chiome dei pini che s’intravedono lontano, sullo sfondo.

Un muro, il muro del pianto. Una deflagrazione e un muro, un buon inizio se fosse un romanzo pronto a spiazzare Dan Brown. Il ritrovo di uno scritto capace di stravolgere il mondo definitivamente, un qualcosa che ci convincerebbe più della morte sulla croce che c’è un’unica e sola verità. Ma muri infiniti ci sono dentro noi, altissimi e in rovina ma che resistono al tempo e alle esperienze, e allora si, che ci si meraviglia di ciuffi d’erba che nonostante tutto riescono a crescere dove tutto sembra impossibile, come il seme gettato ovunque dal contadino sapiente che è sicuro che almeno un chicco troverà terreno fertile per morire e portare frutto. Muri da abbattere con violente deflagrazioni perchè solo in questo modo qualcosa di rivoluzionario, come un messaggio d’amore, può colpire e mai essere dimenticato essere l’unica immagine impressa sulla retina in questa vita e nell’altra.
E allora, nel deserto della volontà di non aprire gli occhi, nell’aridità di uomini vestiti di nero, appare un punto di luce, come una bella e avvenente turista con i capelli biondi e pantaloni troppo corti e attillati perchè la verità deve attrarre consapevole di farlo.
SM
Sembrerebbe il Muro occidentale (o Muro del pianto), il Muro santo degli ebrei.
“È situato su un piazzale che può accogliere ben 250.000 fedeli. È qui che avvenne il sacrificio di Isacco e che Salomone fece costruire il Tempio nel quale pose l’arca dell’Alleanza. Distrutto da Nabucodonosor, esso venne ricostruito dal re Erode (verso il 20 a.C.), poi nuovamente distrutto da Tito (nel 70 d.C.). Il Muro occidentale costituisce l’unico resto di questo Secondo Tempio.
I giudei che pregano recitando le Sacre Scritture, ma anche i laici della diaspora, si ritrovano su queste rovine, simbolo della nazione ebraica. Sei grandi fiamme conservano il ricordo dei sei milioni di ebrei sterminati dai nazisti.”
E chi sarà questa “figura femminile che in breve attira l’attenzione”?
Cara Maria Cristina
a me sembra la descrizione di Viola, saltata da un romanzo all’altro, se così fosse altro che esplosioni! :-))))
tu che ne dici?
Se così fosse speriamo che le gerarchie non leggano, altrimenti non dobbiamo perdere un attimo del prete che presto sarà esiliato in qualche anfratto sperduto della Sila:-)))
un bacio
SM
Ciao Stella Maria, gli occhi azzurri sono quelli di Jessica Hamby, che però ha i capelli rossi; Viola mi sembra avesse gli occhi verdi.
Non essendoci i presupposti, speriamo non ci sia nessun esilio: in caso contrario, si che sentiremmo un bel botto, tutta la parrocchia ed il Centro insorgerebbero, altro che esplosione!
E al limite, possiamo sempre trasferirci tutti sulla Sila…
http://www.youtube.com/watch?v=5f9iKAILeAI
Un abbraccio.
“In fondo c’è il muro”…. del dolore,della solitudine, dell’indifferenza…
Hey you (Ehi tu)
Ehi tu! Là fuori al freddo
Che diventi solo e vecchio
Puoi sentirmi?
Ehi tu! Che stai in piedi tra le file
Con piedi che prudono e sorrisi che scompaiono
Puoi sentirmi?
Ehi tu! Non aiutarli a seppellire la luce
Non mollare senza combattere
Ehi tu! Là fuori da solo
Seduto nudo accanto al telefono
Mi toccheresti?
Ehi tu! Con l’orecchio contro il muro
Che aspetti che qualcuno chiami
Mi toccheresti?
Ehi tu! Mi aiuteresti a portare la pietra?
Apri il tuo cuore, sto venendo a casa.
Ma era solo una fantasia
Il muro era troppo alto, come puoi vedere
Per quanto ci abbia provato, non ha potuto liberarsi
E i vermi scavarono nel suo cervello [*]
Ehi tu! Là sulla strada
Che fai sempre quel che ti viene detto
Mi puoi aiutare?
Ehi tu! Là fuori dietro al muro
Che rompi bottiglie nel salone
Mi puoi aiutare?
Ehi tu! Non dire che non c’è più speranza!
Insieme restiamo in piedi, divisi cadiamo.
(The Wall -Pink Floyd)
…ma guardando più in là si può scorgere la vita….”Dagli archi, in fondo alla piazza, emerge una figura femminile… il braccio destro, che finisce col raggiungere l’addome”…dagli occhi fissi sgorga una lacrima di speranza.
E te ne vai, Maria, fra l’altra gente
che si raccoglie intorno al tuo passare,
siepe di sguardi che non fanno male
nella stagione di essere madre.
……………………………….
F.De Andrè
Ancora il triste e malinconico, ma dolcissimo poeta, Luigi Tenco:
Ho capito che ti amo
quando ho visto che bastava
un tuo ritardo
per sentir svanire in me
l’indifferenza
per temere che tu
non venissi più
Ho capito che ti amo
quando ho visto che bastava
una tua frase
per far sì che una serata
come un’altra
cominciasse per incanto
a illuminarsi
E pensare
che poco tempo prima
parlando con qualcuno
mi ero messo a dire
che oramai
non sarei più tornato
a credere all’amore
a illudermi a sognare
Ed ecco che poi
Ho capito che ti amo
e già era troppo tardi
per tornare
per un po’ ho cercato in me
l’indifferenza
poi mi son lasciato andare
nell’amore.
(Ho capito che ti amo)
Outside the Wall
Fuori dal muro
Soli, o a coppie
Quelli che davvero ti amano
Camminano su e giù fuori dal il muro
Qualcuno mano nella mano
Qualcuno si riunisce in band
I cuori sanguinanti e gli artisti
Resistono
E quando hanno dato tutto ciò che potevano
Alcuni barcollano e cadono
Dopo tutto non è facile
Sbattere il tuo cuore contro uno stupido fottuto
Muro.
(The Wall-Pink Floyd)
ciao Cristina,
opss, mi ero fermata ai capelli biondi, gli occhi non li ricordo, chissà magari è un mix, vedremo nelle prossime puntate.
Il trasferimento sulla Sila, perchè no? fondiamo la comunità Centofanti:-)))) magari è un’idea.
e se lanciassimo il toto-prossimo post? scherzo, oggi sono in vena di sciocchezze:-)
SM
Sul muro grafito (Eugenio Montale)
Sul muro grafito
che adombra i sedili rari
l’arco del cielo appare
finito.
Chi si ricorda più del fuoco ch’arse
impetuoso
nelle vene del mondo; – in un riposo
freddo le forme, opache, sono sparse.
Rivedrò domani le banchine
e la muraglia e l’usata strada.
Nel futuro che s’apre le mattine
sono ancorate come barche in rada.
in ogni caso, la Sila mi piace molto, soprattutto Camigliatello e San Giovanni in Fiore.
no, niente a che fare con Cloe.
grazie!
Chi non ha nel proprio animo un Muro, sul quale ha versato lacrime, ha preso a pugni la vita, ha vomitato rabbia, dolore, ingiustizia, ha pregato per avere qualcosa! Quella pelle rugosa, dove la lacrima fatica a trovare il suo persorso, racconta tanto, magari conserva una chiave per abbattere un pò la grandezza del Muro
sì, abbattere i muri è il solo ideale valido, per me.
” una lacrima che deposita una scia umida e grigia sulla guancia”
Per asciugare questa lacrima bisogna recuperare il fazzoletto…nella basilica!
è una parola!
1989, MURI ANTICHI (Fabio Cogolato)
Un ricordo
il sibilo del vento
sotto il muro di Berlino.
La sua ombra lunga
verso sera
oscurava la terra
come un manto gelido.
Ma scorrono ancora
nell’umanità
antichi muri,
vivi più che mai
come l’odio che li compone.
Così,
se sembra a volte infranta
ogni speranza
e le preghiere rimbalzano
nella coscienza del male
che divide
ognuno
gonfi il suo petto
della gioia di Dio
e soffi sul suo muro antico
ridendo della sua rovina.
I muri più difficili da abbattere “non” sono quelli di mattoni.
SO FAR AWAY (Dire Straits)
Here I am again in this mean old town
And you’re so far away from me
And where are you when the sun goes down
You’re so far away from me
So far away from me
So far I just can’t see
So far away from me
You’re so far away from me
I’m tired of being in love and being all alone
When you’re so far away from me
I’m tired of making out on the telephone
And you’re so far away from me
So far away from me
So far I just can’t see
So far away from me
You’re so far away from me
I get so tired when I have to explain
When you’re so far away from me
See you been in the sun and I’ve been in the rain
And you’re so far away from me
So far away from me
So far I just can’t see
So far away from me
You’re so far away from me
QUANDO SI VUOLE BENE
Quando si vuole bene
bene veramente
bene fino in fondo
bene solamente
tutto il resto è poco
tutto il resto è niente
quando si vuole bene.
Quando si vuole bene
bene solamente
non si è più banali
non si e più comuni
e anche una parola
se soltanto è mia
sfiora le tue labbra
e diventa una poesia
Si può camminare
gli occhi dentro agli occhi
attraverso i muri delle nostre case
camminare dritti sopra le campagne
sopra a un mare caldo
sopra le montagne
sopra una tempesta fino a chissà dove
dove il tempo è bello
pure quando piove
dove il tempo è tutto
e dove tutto è niente
vivere nel vento mente nella mente.
Si può immaginare
d’essere bambini
anche quando il tempo
scappa dalle mani
continuare insieme tutta un’altra vita
anche quando questa poi sarà finita.
Quando si vuole bene
bene fino in fondo
è perfino bello
anche questo mondo
anche questo mondo
anche questo mondo.
R.Cocciante
grazie!