2. Un muro

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=KM-YsasxsLc]

da qui

In fondo c’è il muro: una massa bianca e beige con macchie grigie e verdi, ciuffi d’erba che nascono dalla pietra chissà come. I blocchi sono in forme e misure eterogenee, più larghe verso il basso, fino a ridursi a piccoli mattoni nella parte che lascia intravedere chiome rotonde o appuntite di alberi al di là. Il movimento della gente si può dividere in tre fasce: nella zona più esterna c’è un viavai veloce di persone, qualcuno corre, addirittura, facendo attenzione a non urtare nei passanti; la fascia successiva si distende oltre il muretto di separazione, a scorrimento lento, forse perché prelude all’immobilità di chi sta davanti al muro, con le mani appoggiate alle pietre o impegnate a infilare un biglietto nelle crepe o fessure secolari. Dagli archi, in fondo alla piazza, emerge una figura femminile che in breve attira l’attenzione: è alta, ha una maglietta color ruggine, hot pants in jeans con cintura sottile di color marrone; il viso è un ovale perfetto incorniciato da capelli biondi raccolti sulla nuca, occhi azzurri e labbra pronunciate, gambe affusolate che terminano in un paio di mocassini beige. Avanza con passo elegante, spingendo leggermente il ginocchio e nello stesso tempo il braccio destro, che finisce col raggiungere l’addome. Gli occhi abbassati e il sorriso accennato tradiscono la consapevolezza di chi sa di attrarre fatalmente. La piazza sembra essersi fermata: ora, la parte più mossa è quella confluita intorno al muro, con gli uomini in abito lungo fino ai piedi che pregano a voce alta dondolandosi coi cappelli neri, le donne con le mani giunte e la borsa a tracolla, un vecchio con la pelle rugosa, le sopracciglia folte e gli occhi fissi da cui sgorga una lacrima che deposita una scia umida e grigia sulla guancia, come le crepe invase d’erba selvatica e di ortica, le chiome dei pini che s’intravedono lontano, sullo sfondo.

21 pensieri su “2. Un muro

  1. Stella Maria

    Un muro, il muro del pianto. Una deflagrazione e un muro, un buon inizio se fosse un romanzo pronto a spiazzare Dan Brown. Il ritrovo di uno scritto capace di stravolgere il mondo definitivamente, un qualcosa che ci convincerebbe più della morte sulla croce che c’è un’unica e sola verità. Ma muri infiniti ci sono dentro noi, altissimi e in rovina ma che resistono al tempo e alle esperienze, e allora si, che ci si meraviglia di ciuffi d’erba che nonostante tutto riescono a crescere dove tutto sembra impossibile, come il seme gettato ovunque dal contadino sapiente che è sicuro che almeno un chicco troverà terreno fertile per morire e portare frutto. Muri da abbattere con violente deflagrazioni perchè solo in questo modo qualcosa di rivoluzionario, come un messaggio d’amore, può colpire e mai essere dimenticato essere l’unica immagine impressa sulla retina in questa vita e nell’altra.
    E allora, nel deserto della volontà di non aprire gli occhi, nell’aridità di uomini vestiti di nero, appare un punto di luce, come una bella e avvenente turista con i capelli biondi e pantaloni troppo corti e attillati perchè la verità deve attrarre consapevole di farlo.
    SM

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  2. M&C

    Sembrerebbe il Muro occidentale (o Muro del pianto), il Muro santo degli ebrei.
    “È situato su un piazzale che può accogliere ben 250.000 fedeli. È qui che avvenne il sacrificio di Isacco e che Salomone fece costruire il Tempio nel quale pose l’arca dell’Alleanza. Distrutto da Nabucodonosor, esso venne ricostruito dal re Erode (verso il 20 a.C.), poi nuovamente distrutto da Tito (nel 70 d.C.). Il Muro occidentale costituisce l’unico resto di questo Secondo Tempio.
    I giudei che pregano recitando le Sacre Scritture, ma anche i laici della diaspora, si ritrovano su queste rovine, simbolo della nazione ebraica. Sei grandi fiamme conservano il ricordo dei sei milioni di ebrei sterminati dai nazisti.”

    E chi sarà questa “figura femminile che in breve attira l’attenzione”?

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  3. Stella Maria

    Cara Maria Cristina
    a me sembra la descrizione di Viola, saltata da un romanzo all’altro, se così fosse altro che esplosioni! :-))))
    tu che ne dici?
    Se così fosse speriamo che le gerarchie non leggano, altrimenti non dobbiamo perdere un attimo del prete che presto sarà esiliato in qualche anfratto sperduto della Sila:-)))
    un bacio
    SM

    Rispondi
  4. M&C

    Ciao Stella Maria, gli occhi azzurri sono quelli di Jessica Hamby, che però ha i capelli rossi; Viola mi sembra avesse gli occhi verdi.
    Non essendoci i presupposti, speriamo non ci sia nessun esilio: in caso contrario, si che sentiremmo un bel botto, tutta la parrocchia ed il Centro insorgerebbero, altro che esplosione!
    E al limite, possiamo sempre trasferirci tutti sulla Sila…

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  5. Ema

    “In fondo c’è il muro”…. del dolore,della solitudine, dell’indifferenza…

    Hey you (Ehi tu)

    Ehi tu! Là fuori al freddo
    Che diventi solo e vecchio
    Puoi sentirmi?
    Ehi tu! Che stai in piedi tra le file
    Con piedi che prudono e sorrisi che scompaiono
    Puoi sentirmi?
    Ehi tu! Non aiutarli a seppellire la luce
    Non mollare senza combattere

    Ehi tu! Là fuori da solo
    Seduto nudo accanto al telefono
    Mi toccheresti?
    Ehi tu! Con l’orecchio contro il muro
    Che aspetti che qualcuno chiami
    Mi toccheresti?
    Ehi tu! Mi aiuteresti a portare la pietra?
    Apri il tuo cuore, sto venendo a casa.

    Ma era solo una fantasia
    Il muro era troppo alto, come puoi vedere
    Per quanto ci abbia provato, non ha potuto liberarsi
    E i vermi scavarono nel suo cervello [*]

    Ehi tu! Là sulla strada
    Che fai sempre quel che ti viene detto
    Mi puoi aiutare?
    Ehi tu! Là fuori dietro al muro
    Che rompi bottiglie nel salone
    Mi puoi aiutare?
    Ehi tu! Non dire che non c’è più speranza!
    Insieme restiamo in piedi, divisi cadiamo.
    (The Wall -Pink Floyd)

    Rispondi
  6. Ema

    …ma guardando più in là si può scorgere la vita….”Dagli archi, in fondo alla piazza, emerge una figura femminile… il braccio destro, che finisce col raggiungere l’addome”…dagli occhi fissi sgorga una lacrima di speranza.

    E te ne vai, Maria, fra l’altra gente
    che si raccoglie intorno al tuo passare,
    siepe di sguardi che non fanno male
    nella stagione di essere madre.
    ……………………………….
    F.De Andrè

    Rispondi
  7. M&C

    Ancora il triste e malinconico, ma dolcissimo poeta, Luigi Tenco:

    Ho capito che ti amo
    quando ho visto che bastava
    un tuo ritardo
    per sentir svanire in me
    l’indifferenza
    per temere che tu
    non venissi più
    Ho capito che ti amo
    quando ho visto che bastava
    una tua frase
    per far sì che una serata
    come un’altra
    cominciasse per incanto
    a illuminarsi
    E pensare
    che poco tempo prima
    parlando con qualcuno
    mi ero messo a dire
    che oramai
    non sarei più tornato
    a credere all’amore
    a illudermi a sognare
    Ed ecco che poi
    Ho capito che ti amo
    e già era troppo tardi
    per tornare
    per un po’ ho cercato in me
    l’indifferenza
    poi mi son lasciato andare
    nell’amore.
    (Ho capito che ti amo)

    Rispondi
  8. Ema

    Outside the Wall
    Fuori dal muro

    Soli, o a coppie
    Quelli che davvero ti amano
    Camminano su e giù fuori dal il muro
    Qualcuno mano nella mano
    Qualcuno si riunisce in band
    I cuori sanguinanti e gli artisti
    Resistono
    E quando hanno dato tutto ciò che potevano
    Alcuni barcollano e cadono
    Dopo tutto non è facile
    Sbattere il tuo cuore contro uno stupido fottuto
    Muro.
    (The Wall-Pink Floyd)

    Rispondi
  9. Stella Maria

    ciao Cristina,
    opss, mi ero fermata ai capelli biondi, gli occhi non li ricordo, chissà magari è un mix, vedremo nelle prossime puntate.
    Il trasferimento sulla Sila, perchè no? fondiamo la comunità Centofanti:-)))) magari è un’idea.
    e se lanciassimo il toto-prossimo post? scherzo, oggi sono in vena di sciocchezze:-)
    SM

    Rispondi
  10. Ema

    Sul muro grafito (Eugenio Montale)

    Sul muro grafito
    che adombra i sedili rari
    l’arco del cielo appare
    finito.
    Chi si ricorda più del fuoco ch’arse
    impetuoso
    nelle vene del mondo; – in un riposo
    freddo le forme, opache, sono sparse.
    Rivedrò domani le banchine
    e la muraglia e l’usata strada.
    Nel futuro che s’apre le mattine
    sono ancorate come barche in rada.

    Rispondi
  11. Roby (s.d a.)

    Chi non ha nel proprio animo un Muro, sul quale ha versato lacrime, ha preso a pugni la vita, ha vomitato rabbia, dolore, ingiustizia, ha pregato per avere qualcosa! Quella pelle rugosa, dove la lacrima fatica a trovare il suo persorso, racconta tanto, magari conserva una chiave per abbattere un pò la grandezza del Muro

    Rispondi
  12. Ema

    ” una lacrima che deposita una scia umida e grigia sulla guancia”

    Per asciugare questa lacrima bisogna recuperare il fazzoletto…nella basilica!

    Rispondi
  13. M&C

    1989, MURI ANTICHI (Fabio Cogolato)

    Un ricordo
    il sibilo del vento
    sotto il muro di Berlino.

    La sua ombra lunga
    verso sera
    oscurava la terra
    come un manto gelido.

    Ma scorrono ancora
    nell’umanità
    antichi muri,
    vivi più che mai
    come l’odio che li compone.

    Così,
    se sembra a volte infranta
    ogni speranza
    e le preghiere rimbalzano
    nella coscienza del male
    che divide

    ognuno
    gonfi il suo petto
    della gioia di Dio
    e soffi sul suo muro antico
    ridendo della sua rovina.

    Rispondi
  14. M&C

    SO FAR AWAY (Dire Straits)

    Here I am again in this mean old town
    And you’re so far away from me
    And where are you when the sun goes down
    You’re so far away from me

    So far away from me
    So far I just can’t see
    So far away from me
    You’re so far away from me

    I’m tired of being in love and being all alone
    When you’re so far away from me
    I’m tired of making out on the telephone
    And you’re so far away from me

    So far away from me
    So far I just can’t see
    So far away from me
    You’re so far away from me

    I get so tired when I have to explain
    When you’re so far away from me
    See you been in the sun and I’ve been in the rain
    And you’re so far away from me

    So far away from me
    So far I just can’t see
    So far away from me
    You’re so far away from me

    Rispondi
  15. Ema

    QUANDO SI VUOLE BENE

    Quando si vuole bene
    bene veramente
    bene fino in fondo
    bene solamente
    tutto il resto è poco
    tutto il resto è niente
    quando si vuole bene.

    Quando si vuole bene
    bene solamente
    non si è più banali
    non si e più comuni
    e anche una parola
    se soltanto è mia
    sfiora le tue labbra
    e diventa una poesia

    Si può camminare
    gli occhi dentro agli occhi
    attraverso i muri delle nostre case
    camminare dritti sopra le campagne
    sopra a un mare caldo
    sopra le montagne
    sopra una tempesta fino a chissà dove
    dove il tempo è bello
    pure quando piove
    dove il tempo è tutto
    e dove tutto è niente
    vivere nel vento mente nella mente.

    Si può immaginare
    d’essere bambini
    anche quando il tempo
    scappa dalle mani
    continuare insieme tutta un’altra vita
    anche quando questa poi sarà finita.

    Quando si vuole bene
    bene fino in fondo
    è perfino bello
    anche questo mondo
    anche questo mondo
    anche questo mondo.

    R.Cocciante

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