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da qui
Ho vissuto in questa casa dalla seconda media all’assistentato universitario. Ora si sentono solo le voci dei nipoti e di mia madre, che cerca di intrattenerli come può. Mio padre non c’è più; le generazioni nuove richiedono attenzioni ed energie. Sulla sinistra, un deposito di libri: ogni tanto mi affaccio, per vedere se ne trovo uno da portare via. Molti sono miei, non so più dove lasciarli, perché da me c’è sempre meno posto. Dal salone, si sente la TV: si riferisce di un convento, spaccio di droga e falsi pellegrini. Tutto è cambiato, non sono mai stato più di passaggio di così. Penso sia un bene, vista l’aria che tira. Si avvicina mia madre, per dirmi che il nipotino è buono: così piccolo, non disturba mai. Aggiunge qualcosa sui falsi monaci, con saio e cocaina. Accende la radio, c’è una cronaca da Fatima, per il viaggio del papa. Arriva mia sorella, con l’altra nipote, fa le feste al piccolo, mentre mia madre le assicura che ha mangiato a sufficienza: la pasta, e molto melone. Racconta: lui dice che sono tutti brutti, tranne Gesù. E zio Fabri, com’è? gli chiede mia sorella; e il bambino: è brutto pure lui. Spengo il computer, me ne torno a casa, dall’unico bello della compagnia.