Ossezia

Quando non c’è più nessuna ragione. Quando si è arrivati al punto in cui tutti i nodi vengono al pettine, e di tutti ne resta uno, il nodo scorsoio dell’odio per l’odio, del potere per il potere. Chiunque abbia voce può dire il suo basta.

(La foto è tratta da qui)

9 pensieri su “Ossezia

  1. Stella Maria

    oro nero …. sempre e solo danni, si combatte e si muore sempre per interessi economici e gli ideali sono solo la facciata dove ognuno si nasconde per darsi un alibi nella storia. oramai però nessuno può più nascondersi. un motivo in più per passare ad altre fonti energetiche.
    buona domenica .. anche se non c’è nulla di buono in tutto questo.
    Stella

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  2. sparz

    grazie di queste doverose parole, Fabry, come dice Stella, l’oro nero viene prima di tutto in questo mondo che va rotolando in giù. Dove stanno gli uomini di buona volontà? Cerchiamo di farli venir fuori, prima di tutto dentro di noi.

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  3. Emanuele

    Dinanzi a questa immagine rimango senza parole.
    E mi vengono alla mente alcuni miei versi scritti nel 1995 per la guerra di Bosnia:
    … l’estremo ritorno
    a lotte secolari
    si espande aspro e profondo.
    O orrenda distruzion,
    o orribile massacro,
    disperazione!

    Possiamo soltanto pregare che questo massacro cessi al più presto.

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  4. massimo

    per ora, nemmeno sul sito di Amnesty (.it e .org), se vedo bene, c’è qualcosa (ci sono però degli APPELLI URGENTI, da firmare, se si vuole: ma su altri argomenti, e comunque per la vita di PERSONE).

    il mondo si infiamma e si spacca – in nome di cose che non dovrebbero essere del mondo. in questo momento – che è solo uno dei momenti simili – “vivere solo di parole” è molto e poco, nello stesso tempo.

    si può scrivere una lettera, in inglese, ad una delle parti in causa. il cuore mi dice che le lettere dall’estero non sono cestinate al primo istante:

    http://president.kremlin.ru/eng/articles/send_letter_Eng1a.shtml

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  5. Giovanni Nuscis

    Un pensiero alle vittime, ai feriti, ai sofferenti di quest’ennesima guerra, a cui assistiamo impotenti, come sempre.

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  6. pasquale vitagliano

    Per amore del mio popolo non tacerò. Non “tacere” l’oscenità della violenza è l’imperativo di “me” uomo, persona, cristiano, intellettuale.
    Eppure, abbiamo il dovere di non “tacere” la complessità dell’oggi nelle cui pieghe ha facilità di nascondersi il potere.
    Ruanda? Silenzio. Darfour? Silenzio. Kossovo? In nome dell’indipendenza del Kossovo è stato “progressista” bombardare i civili di Belgrado. Il Kossovo ospita i santuari della fede ortodossa. Poco importa. Anche perché al folle nazionalismo di “certi” serbi faceva comodo per giustificare il sogno della Grande Serbia. Ma il Kossovo è un precedente. Perché non bombardare in nome dell’indipendenza dell’Ossezia del Sud? Domande scomode. La verità forse è che non esiste potere o bombardamento “progressista”. Il potere è uguale a se stesso, perpetua se stesso. Anche la dignità e il dolore umano sono uguali ovunque. Solo la “commozione” ci accomuna veramente.
    Grazie a Fabrizio per questa occasione di riflessione.
    Pasquale

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