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Il vintage mortuario del Corriere della Sera

di Fabrizio Centofanti

Ormai da tempo il Corriere della Sera dedica uno spazio a un memoriale sui generis: la rievocazione del passato di personaggi, più o meno famosi, che presentano episodi salienti legati al loro vero o presunto successo. L’operazione è piuttosto deprimente, perché fa capo a figure  semisconosciute, il cui passato vincente interessa forse solo loro, e si risolve nel ricordo di un contatto fuggitivo con la star di turno. Altre volte, nel caso di “famosi di fatto”, mette in luce la natura effimera del successo stesso, che più è presentato come vivo più si percepisce come funebre: un necrologio di azioni e reazioni corrispondenti a ciò che nella Bibbia è definito havel, ossia vuoto. Vanità delle vanità, dice Qoelet, havel havelim, vuoto dei vuoti. Continua a leggere

DODICIDICEMBRE

di Antonio Sparzani

Scusate ma quando stamattina mi sono reso conto che oggi è il 12 dicembre, sono impallidito. Spavento, furore, rabbia. La strage fascista di 55 anni fa a piazza Fontana, Banca dell’Agricoltura, è qualcosa che chi, come me, a quella data era già in grado di intendere e di volere, non può dimenticare.
Chi non ne avesse mai viste guardi la foto della banca sul Corriere di oggi online, e/o legga qualcosa in proposito Io quel giorno ero in giro per Milano e non ho percepito niente, ma arrivato a casa ho saputo.
C’è stato poi l’arresto di un innocente, Pietro Valpreda, il cattivo trattamento di un altro innocente, Giuseppe Pinelli, eufemisticamente caduto da una finestra della questura milanese, mentre era illegalmente trattenuto, c’è stata tutta quella successiva strategia, detta “della tensione” che è andata avanti per anni.
Il peggio di tutto è constatare che siamo regolarmente governati dagli eredi di quel partito, che allora si chiamava MSI, che era fuori da quello che allora si chiamava “arco costituzionale”, perché era dichiaratamente fascista. Poca allegria, ma almeno tanta memoria, vi prego.

Attenzione

Gesù vuole essere ricordato, lungo il giorno: Lui è tutto, il resto è nulla. Raccomanda a Gabrielle di appassionarsi, perché è l’amore che unisce, e non la forza. Si paragona a un uomo che cammina in una città straniera, dove nessuno lo riconosce, nessuno lo saluta. Si potrebbe cominciare da qui: salutarlo con amore, farlo entrare con delicatezza nello spazio della propria attenzione.

L’oblio

Considera la terra come niente, dice il Cristo alla Bossis. Svalutazione della creazione da parte del Creatore? Logicamente impossibile. È piuttosto la valutazione corretta della dimora cui siamo destinati, che troppo spesso cade nell’oblio. 

Presenza

Un segreto della vita è la presenza: tu sei presente, e questo colma il vuoto, che ha sempre un pretesto per esistere. Se dimentico l’altro, dimentico la possibilità stessa di essere: sono un indefinito che soffre inutilmente. Con l’altro, ogni dolore è utile, porta in qualche luogo di bellezza misteriosa. Ricorda, dunque: la memoria autentica è presenza, e la presenza è vita.

La memoria dell’amore

Mi convinco sempre più che il peccato non sia altro che una dimenticanza. Se, entrando in camera, il mio primo atto non è guardare il grande volto di Gesù, appoggiato alla parete in fondo, c’è qualcosa che non va. Dimenticare Dio è l’origine del male, come aveva capito Dostoevskij, e con lui i Padri della Chiesa. Ricordare è il frutto della grazia, il dono più importante: la memoria dell’amore.

La Presenza

Se Dio ama, vuol dire che noi, suoi figli, dobbiamo essere sua memoria nel mondo. Le anime del purgatorio soffrono perché non vedono Dio: ciò significa che qui, sulla terra, è questa la cosa più importante. “Voglio vedere Dio”, diceva santa Teresa d’Avila, da bambina. “Vedere Dio in tutto”, raccomandavano i Padri. Ecco il segreto: rinnovare la presenza di Dio, ogni momento, al ritmo del respiro.

“Colonia Alpina Ferranti Aporti Nava”, di Marino Magliani

Recensione di Giovanni Agnoloni

Marino Magliani
Colonia Alpina Ferranti Aporti Nava
Ed. Senzapatria – € 7
(prefazione di Giulio Mozzi, copertina di Mario Bianco)

In attesa della presentazione di Asti, domani 5 giugno, alle ore 17,30, nell’ambito di A Sud di nessun Nord, il festival multidisciplinare sul tema del viaggio, presso la Locanda del Pellegrino, ecco una descrizione dei contenuti di questa nuova opera di Marino Magliani.

Colonia Alpina Ferranti Aporti Nava è la storia di un viaggio nella memoria. Marino Magliani scende nel territorio a volte fluido, altre limaccioso, del passato, incrociando con grande sensibilità itinerari reali e percorsi onirici. Parte dal tempo dell’infanzia, dai rituali di vita di paese nell’entroterra ligure e dalle messe servite come chierichetto, con le percezioni olfattive e tattili di quegli antri di chiese povere, e ci porta con sé in un viaggio che interseca il presente della sua ricerca con le fasi della sua vita di bambino, e poi di adolescente e di giovane, segnate da allontanamenti da casa dapprima voluti, quindi sempre più venati da tinte di distacco, lacerazione e struggente nostalgia. Continua a leggere

Vivalascuola. Scuola – memoria – 25 Aprile

Semplicemente non c’è. Nei nuovi programmi di storia che si studieranno dal prossimo anno nei licei non si parla di Resistenza. Così come antifascismo e Liberazione non sono neanche citati. Il buco è al quinto anno, dedicato allo studio dell’epoca contemporanea, dall’analisi delle premesse della I guerra mondiale fino ai nostri giorni. La nuova articolazione, spiegano dal dicastero di viale Trastevere, è stata dettata dalla necessità di evitare che succedesse, come spesso è successo, che non si arrivasse neanche a fare la II guerra mondiale… A differenza dei vecchi programmi, parole come antifascismo, Resistenza, Liberazione sono sparite (vedi qui).

La tessera dell’ANPI
di Donato Salzarulo

Da oltre vent’anni rinnovo la tessera dell’ANPI.
Prima me la portava un simpatico vecchietto in abito, cravatta e cappello di quelli classici, schiacciato su una testa ben fatta. Continua a leggere