
Mi convinco sempre più che il peccato non sia altro che una dimenticanza. Se, entrando in camera, il mio primo atto non è guardare il grande volto di Gesù, appoggiato alla parete in fondo, c’è qualcosa che non va. Dimenticare Dio è l’origine del male, come aveva capito Dostoevskij, e con lui i Padri della Chiesa. Ricordare è il frutto della grazia, il dono più importante: la memoria dell’amore.

Richiamare alla memoria i momenti di grazia, in cui si è ha avuto un incontro vivo con il Signore, aiuta a combattere i pensieri negativi.
Quando poi la debolezza vince, incrociare i Suo occhi è come rivivere l’esperienza di Pietro, nel cortile del Sinedrio, quella sera di duemila anni fa.
Penso proprio di si: ricordare e frutto della GRAZIA.Ogni volta che mi viene in mente l’immagine di GESU’ sento una immensa gratitudine, e prego per ringraziare.E’ sempre LUI l’artefice di ogni nostro pensiero positivo.Lode a LUI e alla sua smisurata misericordia.