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Si vis pacem, para pacem. Accogliamo con razzismo

Straordinaria mobilitazione dell’Europa per accogliere i profughi ucraini, che sono più di 4 milioni da quando è iniziata l’invasione russa. La Commissione europea ha presentato un piano per loro. La Repubblica titola: “La svolta solidale dell’Europa: ‘Mille euro per ogni profugo e mezzi gratis per spostarsi'”. L’Italia non è da meno, sono arrivati 74 mila profughi ucraini e c’è un piano per aiutarli: 30 euro al giorno, più contributi ai centri d’accoglienza. I rifugiati non sono più un problema, si potrebbe pensare, è così semplice, basta predisporre l’accoglienza. Si potrebbe pensare a una vera svolta dell’Italia e dell’Europa e, perché no?, degli Stati Uniti. Senonché le notizie dicono anche che: africani residenti in Ucraina al momento dell’invasione non hanno lo stesso trattamento da parte di autorità di frontiera, di politici italiani, di persone che avevano dato disponibilità ad accogliere. “Che differenza c’è tra un ragazzo ucraino e un ragazzo nigeriano che vive in Ucraina? Sono entrambi esseri umani in fuga dalla stessa guerra”. (vedi qui) Continua a leggere

L’Ospite


Il Cristo consiglia alla Bossis questa preghiera: Signore, liberami dalle cose di poco conto”. Dio è tutto per noi, e di là ci stupiremo di quanto abbiamo potuto trascurarlo. Lui sta alla porta, in piedi, perché sa che lo possiamo minacciare: qui non entrerai! Ma se qualcuno gli apre, scoprirà la vera dolcezza della vita, la possibilità di gioire anche soffrendo.

Trovare un posto


Quando parliamo con Gesù, se ci parliamo, gli chiediamo conforto, aiuto, orientamento. Lo cerchiamo, dunque. Siamo come quei discepoli che, incontrandolo per la prima volta, gli chiedono: maestro, dove abiti?
Lo immaginiamo, mettiamo il Volto santo davanti al posto di lavoro, lo guardiamo negli occhi; a volte piangiamo, o ridiamo, sempre con l’idea che Lui ci accolga e, per così dire, ci riceva.
E se fosse Lui a chiedere asilo, rifugio, o addirittura – adesso la sparo grossa – conforto? Se, non essendoci chi gli apra quando bussa alla porta delle anime; se, ancora oggi, non trovasse posto nell’albergo, e venisse da noi – sì, proprio da noi -, e ci chiedesse di ospitarlo? Non so a voi, a me vengono i brividi. Se capissimo davvero che cos’è la fede, forse crederemmo tutti.

Niente Gesù nel presepe: «Non siete pronti ad accoglierlo»

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Un parroco di Bergamo decide il gesto clamoroso per protestare contro chi non è capace di accogliere gli immigrati

Frida Nacinovich
Pronto? Dall’altra parte del telefono c’è monsignor Attilio Bianchi, parroco della chiesa di Santa Lucia, il Tempio votivo di Bergamo. Padre, è diventato famoso, lo sa? «Il telefono squilla in continuazione, colpa di voi giornalisti…». Noi giornalisti? Abbiamo solo raccontato che lei non ha messo il Bambinello nel presepe. Una culla vuota, per segnalare al mondo il gran vuoto delle discriminazioni, della mancata accoglienza. Oggi come duemila anni fa, a Betlemme. Le sembra che non sia una notizia? «Mi sembra che sia una notizia sbagliata, perché nella mia chiesa il Bambinello c’è». Continua a leggere