La studiosa non crede ai teorici della «mano invisibile» del mercato.
36enne, è la più giovane docente del Collège de France e oggi inaugura la cattedra «Saperi contro la povertà»

IL CASO. È ritenuta una dei 100 intellettuali più influenti del mondo: l’appello dell’economista dello sviluppo per un mercato equo
DA PARIGI
DANIELE ZAPPALÀ
« Voglio raccontarvi una storia, la storia di Abu, contadino del Bangladesh negli anni Settanta » . Ogni anno, cominciano così i corsi di una giovane docente di ruolo d’economia al Mit ( Massachussetts Institute of Technology), la più celebre università di scienze e tecnologia al mondo. « Abu è malato perché è povero ed è povero perché è troppo malato per lavorare », narra con forte accento francese la giovane insegnante. Prima di aggiungere ogni volta, senza nascondere l’emozione, qualcosa del genere: « Ma c’è di peggio. Abu aveva un albero del pane che avrebbe potuto garantirgli centinaia di rupie l’anno. L’ha tagliato prima che desse dei frutti, vendendo il legno per pochi spiccioli. Ha dovuto farlo perché la sua famiglia era affamata. Abu ha distrutto il suo capitale. Perché Abu ha agito così? Per un economista, questo gesto è incomprensibile » . Continua a leggere
