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I mandala di luce, di Annelisa Addolorato

di Fabrizio Centofanti

Questo libro è un trasloco: dalla superficie alla profondità, dal contrasto all’armonia, dalla molteplicità all’unità. Parole e immagini si contendono il campo e finiscono con l’incontrarsi in unioni imprevedibili, come se il linguaggio funzionasse solo con ingredienti diversi, con stimoli inediti e sorprendenti. Prosa e poesia sono il bianco e nero: fanno sentire nostalgia di un passato che proprio nell’incontro con la parola-immagine diventa miracolosamente presente. Tutto converge, in questa unione degli opposti che si scoprono compatibili e perfino inseparabili. 

Questo libro è una casa, un posto dove stare, guardarsi intorno e scoprire uno spazio in cui potersi riconoscere, perché l’anima è uno spazio abitabile, nel momento in cui si ama, in cui si è. I monaci facevano il voto di stabilità, perché la casa-anima fosse un segnale dell’identità, dell’essere uguali a se stessi perché accolti da se stessi, abitanti del proprio io come Altro,  come Accoglienza primordiale, precedente a ogni passato e per questo Presente. 

Tutto questo è il mandala, che inseguiamo inconsciamente ma si trova solo se lasciamo che ci venga incontro. Entrare e uscire come respiro, ispirazione e inspirazione: poesia è trovare il centro, prosa diffondersi per moltiplicarsi e riconoscersi alla fine unità. L’amore può tutto, anche perdersi per ritrovarsi.

Forse è un sogno, ma qualcuno dice, a ragione, che i sogni sono più reali del reale.

Entrare e uscire è un figlio che fa parte e sconfina, perché l’amore è prendere il largo come unica modalità per approdare.

L’amore trasfigura, diventa immagine e parola che fecondano la realtà, rendendola così più reale, come il sogno. Cos’è la bellezza, se non l’arte dello sguardo?

Il mandala è una vita diversa perché armonica, figlia di un lasciare, perché chi vince è perduto e chi perde, invece, si ritrova.

Il cosmo, la casa sono un mandala di luce, un tutto che diventa parte e poi insegue di nuovo l’unità, senza mai darsi per definitivo. 

Amare è essere, e Annelisa Addolorato ci guida in esperienze che lo rendono visibile e tangibile.

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Annelisa Addolorato, I mandala di luce, I Quaderni del Bardo.

La Spagna in lettere, di Annelisa Addolorato. Clara Janés (terza parte)

di Annelisa Addolorato

Il post di novembre lo dedico, facendole anche gli auguri di buon compleanno (la scrittrice spagnola compia gli anni in novembre), di nuovo a Clara Janés (quest’anno per la terza volta). E do spazio anche alle parole di Youssef Bissani, che recentemente ha discusso a Barcellona la sua tesi di dottorato, intitolata Presencia del sufismo en la poesía española contemporánea (presso la Universitat de Barcelona), in cui ha dedicato un’ampia parte del testo all’opera della scrittrice, poetessa, traduttrice e intellettuale spagnola, da sempre versata riguardo a misticismi occidentali e orientali, sia come traduttrice che come scrittrice. Traduco dallo spagnolo le sue parole: “L’opera di Janés è un invito al dialogo tra le diverse tradizioni e culture. Attraverso le sue poesie, saggi o traduzioni, esiste la volontà di avvicinarsi all’altro e svelare i segreti delle altre culture. In  fondo, si tratta di uno modo di cercare questa unità nella molteplicità che caratterizza le esperienze mistiche, poetiche e amorose. Continua a leggere

La Spagna in lettere, di Annelisa Addolorato. Fanny Rubio

di Annelisa Addolorato

“Sin tinta no hay vida” 

 

Ottobre porta con sé questo mio post sulla figura della scrittrice, poetessa e cattedratica di Letteratura spagnola, specializzata in letteratura contemporanea, Fanny Rubio. Nata a Linares (Jaén), in Andalusia, alla fine degli anni Quaranta, ha al suo attivo moltissime pubblicazioni sia letterarie sia accademiche e ha insegnato Letteratura spagnola nelle Università di Granada e Fes, poi soprattutto è stata Cattedratica presso la Universidad Complutense di Madrid. Molto presente anche in radio, televisioni, oltre che ovviamente in Università spagnole e internazionali, e in innumerevoli eventi, mediatici e non.

Mi voglio concentrare su tre sue pubblicazioni, emblematiche e significative per parlarne. Continua a leggere

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La Spagna in lettere, di Annelisa Addolorato. Marta López Vilar


di Annelisa Addolorato

Questo intenso agosto mi porta a parlarvi della figura della poetessa, filologa e docente universitaria – prima presso la Università di Alcalá di Henares e ora presso la Complutense di Madrid – Marta López Vilar. Nata a Madrid negli anni Settanta, è da sempre interessata alla letteratura ed alla poesia contemporanea in primis: soprattutto quella spagnola, catalana, portoghese, greca.

Ecco alcuni versi, che ho tradotto, dedicati dalla autrice a quelli del poeta spagnolo F. Brines, uno dei componenti della Generazione poetica spagnola degli anni ’50. Per approfondimenti riguardanti la Generazione spagnola poetica degli anni ’50, consiglio il libro curato da me e da Gabriele Morelli Poesia spagnola del Novecento: la Generazione del ’50 (Firenze, Le Lettere):  Continua a leggere

La Spagna in lettere, di Annelisa Addolorato. Clara Janès

di Annelisa Addolorato

Questo post di luglio è nuovamente dedicato alla scrittrice Clara Janés, che ringrazio e che ha ispirato la mia ricerca poetica, in parte a partire da quella accademica: come già menzionato nel posto di aprile di LA SPAGNA IN LETTERE, nei miei libri in spagnolo Viaje entre palabras (Amargor, Madrid 2009) e Hacia el enigma (Printservice, Pavia 2008) si trova parte del mio lavoro sulla sua scrittura. 

Poetessa, romanziera, traduttrice, studiosa, viaggiatrice, saggista e conferenziera internazionale (nata a Barcellona nel 1940). Instancabile e grande, in tutti i casi e in tutte queste vesti e declinazioni, e di cui mi piace qui ricordare alcune delle tantissime opere, ricordando che ha scritto e scrive opere di ogni genere letterario, dalla poesia al romanzo (tra cui Los caballos del sueño), dal taccuino di viaggio (come Sendas de Rumania), alla raccolta di racconti brevi, alla pièce teatrale (come Voz de oscura llama, su Juan de la Cruz – S. Giovanni della Croce), e anche libri e spartiti musicali e libri poetici cantati, da lei stessa (tra tutti ricordo Kampa), e anche saggi (tra cui, dedicato al poeta catalano avanguardista Cirlot, e no mundo y la poesía imaginal) e curatele (come per esempio Las primeras poetisas en lengua castellana, cosposa antologia delle prime poetesse in lingua castigliana) e traduzioni poetiche e letterarie. Ecco altri suoi titoli tra le sue numerosissime sillogi poetiche, molte corredate anche da collage e poesie visuali, di cui ha realizzato anche varie mostre, anche in Italia, oltre che in altri paesi: Creciente fértil, Lapidario, Rosas de fuego, Peregrinaje, Los secretos del bosque, Diván del ópalo de fuego, Fractales, Paralajes, La voz de Ofelia, Poesis perennis e cito anche una delle tantissime traduzioni delle sue opere (in moltissime lingue del mondo), in questo caso poetiche, e a cui tengo molto, essendone anche stata cotraduttrice (con Cesare Greppi), cioè il libro curato dalla professoressa emerita e studiosa Mariarosa Scaramuzza Vidoni (Milano 2000, CUEM) In un punto di quiete (Fractales), che scrive dell’opera di Clara Janés, tra l’altro, nella sua bella introduzione: Continua a leggere

La Spagna in lettere, di Annelisa Addolorato. Manuel Francisco Reina

di Annelisa Addolorato

Manuel Francisco Reina, è un poeta e scrittore spagnolo nato in Andalusia (a Jeréz de la Frontera, Cadice) negli anni Settanta. Da sempre amante (e studioso) del teatro, della musica – ha lavorato anche molto con la cantante e cantautrice spagnola Clara Montes – e della critica letteraria. Ho avuto modo di conoscere personalmente questo poliedrico scrittore in Israele nel 2009, durante il decimo Festival Internazionale di Poesia di Maghar, in Galilea, splendido festival ideato nel 1999 dal poeta e diplomatico Naim Araidi, dal momento che Io e Reina eravamo entrambi poeti invitati a partecipare a questo evento. Mi piace menzionare questo incontro e questo evento anche per la sua levatura, dal momento che si tratta anche di un Festival internazionale nato anche dalla volontà di conciliazione e convivenza pacifica che animava Araidi (scomparso nel 2015) e dunque gli e le artiste coinvolte nella iniziativa. La Galilea, splendida terra in cui storicamente e anche quando vi ci siamo recati per il festival hanno convissuto pacificamente varie popolazioni. Nel festival di quell’anno hanno partecipato anche poeti e scrittori provenienti dalla Turchia, dall’Irlanda, per fare qualche esempio, oltre che dalla Spagna. Nella stessa edizione incontrai sia Reina sia Aurora Duque (di cui parlerò qui in prossimi post di LA SPAGNA IN LETTERE). Lo stesso Araidi era druso.  

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La Spagna in lettere, di Annelisa Addolorato. Clara Janés

 

di Annelisa Addolorato

Clara Janés (I parte, periodicamente continuerò con altri approfondimenti su questa autrice) è una scrittrice spagnola e internazionalmente riconosciuta, nata a Barcellona nel 1940. Da qualche anno è stata eletta, tra l’altro in un ristretto novero di donne sul totale di chi è nel tempo (nei secoli!) entrato o entrata a far parte di tale prestigiosa istituzione, nella Real Academia de España. Parliamo di una scrittrice a tutto tondo, che ha dedicato l’intera vita allo studio e alla scrittura, alla letteratura, alla poesia, alla musica, e anche ai diritti delle donne e dei migranti. Proprio per questi motivi ho dedicato a lei la mia tesi di dottorato (tra Milano e Madrid), una parte della quale è diventata il libro, pubblicato a Madrid da Amargord, Viaje entre palabras. Poesía y prensa como comunicación y mediación: Clara Janés (titolo che potremmo tradurre così: Viaggio tra le parole: poesia e stampa culturale come comunicazione e mediazione. Clara Janés). Sono lieta ed emozionata nello scrivere riguardo a Clara Janés. Continua a leggere

La Spagna in lettere, di Annelisa Addolorato. Zingonia Zingone, un viaggio ‘dalla A alla Zeta’ nella poesia in lingua spagnola.

 

di Annelisa Addolorato

Questo mese parlo di una scrittrice italo-costarricense, nata negli anni settanta. Bilingue, con una traiettoria poetica e narrativa molto interessante. Ho avuto la possibilità di conoscerla personalmente a Nagpur, durante il festival internazionale di poesia Kritya, in India. E anche, successivamente, di contribuire alla organizzazione dello stesso festival all’Università di Wharda, dedicata al Mahatma (‘Grande anima’) Gandhi (Kritya è un Festival itinerante, in varie città e stati indiani, diretto da una poetessa indiana straordinaria), nello staff insieme a lei, e di poter condividere alcuni reading in India (per esempio con una conferenza alla prestigiosa Sahitya Akademi di New Delhi) e parte del viaggio in India.

Foto al college femminile di Nagpur (India) con le scrittrici Zingonia Zingone, Annelisa Addolorato, Rira Abbasi, Ruta Dharmadhikari, e varie studentesse (tra cui Sonal Rajiv, Zhora Master.. ), nel 2011, durante il Festival Internazionale di poesia Kritya. Continua a leggere

La Spagna in lettere. Bruno Mesa

di Annelisa Addolorato

Bruno Mesa, o, potremmo dire: Tenerife nell’anima.

Bruno Mesa (nato negli anni ‘70) è uno scrittore spagnolo, nato e cresciuto alle Canarie (Tenerife), anche se, nello spirito che gli è proprio, in missive e comunicazioni letterarie spesso saluta chiarendo che proviene “dall’Africa”, aggiungendo luce alle sue frasi che in effetti fanno incontrare affettività esuberante con – e/o sé dicente seria – seria misura. 

Sarcasmo, ironia e talvolta nonsense permeano da anni la sua poesia, i suoi aforismi, i suoi racconti.

Come punti fermi di riferimento chiari e forti ha senza dubbio, tra gli altri, Borges e Pessoa.  

Affine alla lussureggiante e splendida ricchezza naturale della sua isola, lui raccoglie un lessico vario, colto, alto e ironico, ora spigoloso ora ferocemente morbido. Continua a leggere

Sul libro di Annelisa Addolorato ‘GUARDANDO LA MAR. Il nostro Chi’,

di Sofia Stucchi
Il libro, Anne, Annelisa, che emozione.
Il testo è bellissimo, è un bellissimo prodotto, tu e Stefano Donno, avete lavorato benissimo, il lavoro editoriale è pregevole e di un’altezza poetica in cui mi ci trovo bene. Ho letto tra le tante la tua prima poesia, come ricorre (spesso questa allusione e ricerca importante della madre), come hai usato e usi gli aggettivi “speziale” (in una poesia successiva), immagini, torsioni ma rigorose e classiche, riconosco parte degli autori a cui ti ispiri e citi, e anche alcuni che non appaiono espressamente, ma ricordano a me un percorso, mi ricordi, a tratti, nel modo netto e lucente, di usare la parola, la Achmatova, (per me che l’ho adorata e l’adoro è un complimentone) specie di alcune poesie giovanili, ma hai una voce netta, integra, poetica forte, tutta tua, che mi ha sempre parlato molto negli anni, dacché ti ho letto.

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La parola ai poeti. Annelisa Addolorato

La poesia… dello spirito?!

La poesia è sia uno spiraglio di luce che un orizzonte illimitato di chiaroscuri. È un perpetuo ringraziamento che fa eco al vivere, al sentire, e si rifrange come onda sulla battigia di verso, universo, multiverso. Il testo poetico è come il tessuto leggero, l’abito sottile, la veste leggiadra, eppure scalda e ricopre, accoglie e modella; e diviene anche filtro per la luce, in ogni respiro si espande e condensa, sulla pagina, nel cuore.

Si arriva al limite del giorno, a percepirne nuovo afflato.

La poesia accompagna ed è accompagnata. Sorge e vive nel pensiero e nelle cose. È natura, alba, spirito.   

La poesia è un’ancora leggera, di macramè e pizzo delicato, e anche acciaio e metalli nobili insieme. Ondeggia nella vita e nell’oceano dei pensieri. Tra studium, condivisione (senza la quale non esiste, come ci ricorda Aurora Luque, Premio Nacional de Poesía, Spagna 2022), conoscenza e sensibilità affini o distanti come catene montuose lontane. Una vista attenta all’altro, sguardi sottili che comunicano con parole e pensieri mai fermi. Altibajos della coscienza, specchio stabile, fluido fiume che sfocia in un mare senziente. Dialogo tra credo e storie personali, tra spiritualità e religione: i legami delle parole, con la musica incontrano l’anima e diventano poesia. Sicuramente con occhi e anima, meridiani energetici e mudra, mani giunte e sguardo che si alza, grato e spontaneo come il sorgere del sole, come l’onda che nasce e il vento che fa sorridere ogni gesto e oscillare con grazia ogni pianta.  Continua a leggere

Navigli Poetry Slam. Il 5 febbraio a Milano

affiche

Comunicato stampa

Mercoledì 5 febbraio torna a Milano NAVIGLI POETRY SLAM: LA SFIDA POETICA 10 poeti sul palco di Le Trottoir, vota il pubblico!

Il 5 febbraio alle 21.30 si terrà presso Le Trottoir, il Navigli Poetry Slam, gara poetica secondo le regole del poetry slam. Il poetry slam nasce negli anni ’80 negli Usa ad opera di Marc Kelly Smith e si afferma in Italia grazie a Lello Voce nel 2001. Continua a leggere