Clara Janés (I parte, periodicamente continuerò con altri approfondimenti su questa autrice) è una scrittrice spagnola e internazionalmente riconosciuta, nata a Barcellona nel 1940. Da qualche anno è stata eletta, tra l’altro in un ristretto novero di donne sul totale di chi è nel tempo (nei secoli!) entrato o entrata a far parte di tale prestigiosa istituzione, nella Real Academia de España. Parliamo di una scrittrice a tutto tondo, che ha dedicato l’intera vita allo studio e alla scrittura, alla letteratura, alla poesia, alla musica, e anche ai diritti delle donne e dei migranti. Proprio per questi motivi ho dedicato a lei la mia tesi di dottorato (tra Milano e Madrid), una parte della quale è diventata il libro, pubblicato a Madrid da Amargord, Viaje entre palabras. Poesía y prensa como comunicación y mediación: Clara Janés (titolo che potremmo tradurre così: Viaggio tra le parole: poesia e stampa culturale come comunicazione e mediazione. Clara Janés). Sono lieta ed emozionata nello scrivere riguardo a Clara Janés.
Scrittrice, poetessa, traduttrice, mediatrice culturale (direi ante litteram), Clara Janés ha letteralmente inondato di versi, poesia, musicalità e punti di vista al femminile su letteratura e cultura la Spagna, a partire già dagli anni ’60 del secolo scorso. Cresciuta tra Catalogna, Francia e Inghilterra, con uno sguardo internazionale già dalla sua infanzia, ha poi scelto la capitale spagnola come l’aquila sceglie il nido da cui poi poter volare nel mondo, viaggiare, conoscere e condividere la sua conoscenza sia nel mondo sia in patria.
Ambasciatrice della pace tra i popoli, tra maschile e femminile, tra le arti e i diversi punti di vista nella stessa Spagna delle diverse comunità geografiche e linguistiche e quella nazionale, ha dato e dà voce alla creatività libera, colta, e anche generosa, rigorosa, curiosa. Un intenso melange poetico, consolidato anche con la scrittura di vari romanzi, e con anni di firme di articoli di stampa culturale, sia su periodici nazionali, regionali, anche internazionali.
Un approccio decisamente glocal contraddistingue questa scrittrice, che include (per esempio nel suo romanzo giovanile Jardín y laberinto) dialoghi in lingua catalana in una narrazione in cui appare una ragazza che cresce in un giardino fatto di elementi naturali e di libri, di gatti e di musica, e a contatto con personalità del mondo culturale spagnolo, catalano, francese.
Una sacralità un po’ mistica un po’ immanente pervade la sua opera e la sua ricerca letterario-filosofica, che, insieme alla scrittrice, viaggia tra occidente e oriente.
Una mistica della alternanza luce e buio (o Yang – Yin) emerge, ora abbacinante come il sole di mezzogiorno, ora come il chiaro scuro o la penombra nel mezzo di un bosco, dai versi e dalla ricerca letteraria e vitale di Clara Janés:
“E tutto è moltiplicazione, tutto è
figura dell’eterno intagliata come
diamante, istante saldo senza le
frange pallide dei limiti, rinchiuso
nella perfezione del perpetuo
nascere. Tutta la materia è letto di
luce. E io mi moltiplico – e mi
trattengo – in cellette d’amore
puro (…)”
(p. 51, in I “Arcangelo di voce”, prima delle tre sezioni in cui è suddivisa la silloge Arcangelo d’ombra, con testo a fronte, libro a cura e tradotto da Annelisa Addolorato, Milano, Crocetti 1999)
E tra le prime poesie della sezione “Arcangelo d’ombra”, la seconda dell’omonima silloge, leggiamo una splendida definizione di abbraccio:
“Fece delle braccia un nido”
(p. 59)
Tornando alla sezione “Arcangelo di voce”, si leggono altri versi in cui le immagini si possono ascoltare come musica, leggere come disegni, o anche trasformare in cifre filosofiche, e questa triplice lettura accade spesso, nella poesia di Janés. E per approfondire questi aspetti, rimando alla introduzione che ho scritto per questo libro, e che probabilmente riprenderò qui.
“Inabissato il silenzio sorge la neve
nelle profondità del mare. Una
morbida ondata di chiarezza l’assopisce.”
(p. 15)
In questo libro, come in altri testi della scrittrice, l’amore umano, divino, mistico, anche il sentimento della amicizia sembrano incontrarsi, dispiegarsi e confrontarsi, così come le filosofie orientali occidentali, e le rispettive religioni. Tutto ciò è occasione di incontro, dialogo, traduzione in segni e simboli, che mutano e vanno incontro a un oggi e un domani di pace e concordia perpetui.
Nel libro In un punto di quiete (Fractales), di cui ho tradotto la prima e la terza sezione, ovvero: “Il segreto delle sillabe” e “Il numero dispari” (Milano, CUEM), troviamo vari ritratti di persone, luoghi, personaggi cari alla scrittrice, descritti in modo ora semplice ora enigmatico, ma sempre con immagini e versi possiamo dire ‘avvolti’ in elementi naturali, come qui:
“Mariarosa
Tu che mondi il mio sentiero
perché i covoni
camuffano
la linea del destino
ed è in agguato
la voce senza fondo
della sirena
immersa nel mare,
ti soffermi, all’improvviso, nella pianura,
attenta ai segni
(…)”
(p. 67)
Nello stesso libro, la seconda sezione (“In un punto d’acqua”) è interamente dedicata alla poesia di Ungaretti, anzi è un vero e proprio, dichiarato omaggio al poeta italiano: Ogni poesia di questa sezione del libro, ha come esergo i suoi versi.
“Balaustrata di brezza
Per appoggiare stasera
La mia malinconia.
(Ungaretti)
(…) dei punti di luce
che dicono infinito.
Così ritorna il vivo
mareggio del desiderio
e il poema appare
sulle rive deserte,
come corona d’alghe
lascia
la risacca.”
(p. 53, trad. di C. Greppi)
Clara Janés celebra con la sua scrittura l’intelligenza umana e femminile, la sensibilità, la cultura, la convivenza pacifica tra popoli, religioni, credo e linguaggi diversi.
Ha dedicato testi e studi a protagonisti e protagoniste della mistica occidentale ed orientale, come per esempio con la sua pièce teatrale Luz de oscura llama, dedicata a San Giovanni della Croce (san Juan de la Cruz).
Includo anche questo video in spagnolo in cui Clara Janés appare con la sua voce, la sua poesia, la sua storia, e anche con accanto elementi emblematici riguardanti la sua storia di artista: https://www.youtube.com/watch?v=Ere7WhqZRv0. Nel video, dietro di lei c’è una stampa del celebre artista basco Eduardo Chillida, a cui la scrittrice ha dedicato studi, articoli e poesie, e anche una scultura della figlia di Clara Janés, Adriana Veyrat.
I suoi scritti sono veri e propri sentieri, ricchi di vegetazione, vitalità e rimandi colti, e ha anche spesso realizzato poesia visiva, in parte in onore e come sviluppo delle avanguardie storiche (spagnola, francese, italiana), e in parte come originale sua elaborazione artistica. Mostre delle sue opere di poesia visiva sono state realizzate in moltissimi luoghi e circostanze.
Anche la traduzione e la musica fanno parte in modo integrante e naturale della sua produzione artistica e letteraria, combinandosi alla perfezione con la dirompente vitalità creativa e intellettuale, sempre in movimento.
Un movimento che corrisponde, se vogliamo, molto bene alla definizione orientale (taoista) di Yin: la sua è una energia calma, pacifica, che pervade di sé in modo costante e anche accogliente spazio, tempo, spazi, tempi; una energia apparentemente silente, una… presenza invisibile, rispettosa delle energie altrui, e anche sempre in ascolto, e cosciente della importanza sia dell’umiltà sia della propria importanza e sostanza, e anche umanamente ironica, autoironica e capace sia pensieri alti e attitudini ascetiche, sia di sorrisi e presenza di spirito propri della spontaneità creativa propria di Lao-Tzu, di chi nella paziente e profonda saggezza mantiene la prontezza, l’agilità mentale e la allegra serenità dell’infanzia.
Colgo l’occasione per ringraziare Clara Janés persona, poetessa, scrittrice, filosofa, maestra.






