Archivi tag: eutanasia

Quell’amore che è un nido, o forse una persona

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di: Guido Tedoldi

(dopo la lettura di «Tutto per amore», romanzo di Catherine Dunne, Guanda, 2011, pp. 358, € 18)

Per le donne l’amore è un nido, da condividere con una certa persona. Per i maschi l’amore è una persona, e non importa dove lei sia: si va e la si raggiunge.

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L’eutanasia? Via di fuga solo per i sani

Intervista a Sylvie Menard

di Paolo Lambruschi

Le prospettive cambiano quando la morte ti guarda negli occhi. Quando la diagnosi di una malattia dalla quale non si può gua­rire viene scritta sotto il tuo nome. Allora non pensi più all’eutanasia, ad abbreviare la tua vi­ta prima del tempo. Tutto si ribalta, valori e con­vinzioni. Anche se prima, quando avevi il do­no della salute, credevi che fosse un diritto e u­na tua libertà avere una morte degna che ab­breviasse le sofferenze. Dopo, invece, vuoi vi­verla fino alla fine, la tua esistenza.

Vuoi ag­grapparti a ogni minuto e alla speranza molto umana che alla fine salti fuori una cura mira­colosa. Sylvie Menard, 61 anni, parigina e laureata alla Sorbona, è una ricercatrice oncologica che da 40 anni lavora in Italia per trovare cure anti­cancro. In una delle eccellenze scientifiche ita­liane, l’Istituto dei tumori di Milano, è stata al­lieva di Umberto Veronesi ed è stata direttrice del Dipartimento di oncologia sperimentale. Oggi è in pensione, ma collabora sempre con l’ospedale. Il 26 aprile del 2004, a seguito di un malore, le venne diagnosticato un tumore al midollo osseo da cui non si guarisce. Continua a leggere

Eluana e il Padre celeste, di Vito Mancuso

Tre premesse fondamentali. La prima è che io, personalmente, sono contrario a che si interrompa l’alimentazione di Eluana, e se mi trovassi a vivere una condizione del genere, vorrei rimanere al mio posto di combattimento, anche con la sola vita vegetale ma comunque al mio posto nel grande ventre dell’essere: nessun accanimento terapeutico, ma vivere fino in fondo la vita, secondo la tradizionale visione cattolica della morale della vita fisica. Continua a leggere

Accettare il vivente, accettare il morente?

Di Andrea Ponso

Io considero inadeguato il modulo domanda-risposta secondo il quale l’uomo

Viene considerato come domanda alla quale il discorso su Dio deve rispondere.

Questo modulo di pensiero misconosce proprio il nucleo centrale della fede cristiana,

pur volendo dimostrare la sua necessità: esso misconosce il fatto che Dio ha parlato

in modo definitivo e che – ma che cosa significa qui risposta e che cosa domanda? –

Dio si è fatto uomo.

Eberhard Jüngel, Dio mistero del mondo.

***

Il segreto è forse qui: fare esistere, non giudicare. Se giudicare è così disgustoso,

non è perché tutto si equivale, ma al contrario perché tutto ciò che vale

non può farsi e distinguersi che sfidando il giudizio.

Gilles Deleuze, Critica e clinica Continua a leggere