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I LIBRI DEGLI ALTRI n.73: Giovani e già maledetti? Aa. Vv. “Toscani maledetti”

Aa. Vv. Toscani maledettiGiovani e già maledetti? Aa. Vv. Toscani maledetti, a cura e con un’ Introduzione di Raoul Bruni, Prato, Piano B Edizioni, 2013

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di Giuseppe Panella

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Ventuno giovani scrittori under quaranta si allineano in ordine alfabetico in questo interessante volume antologico coordinato e introdotto da Raoul Bruni. Si va da Simona Baldanzi a Marco Simonelli in un’alternanza di storie più o meno lunghe (nel caso di Simonelli si riscontra l’eccezione di un poemetto narrativo) che intendono fare il punto su una generazione di “scrittori precari” e sulle loro potenziali variabili stilistiche e diegetiche.

Nella sua buona introduzione, Bruni dichiara esplicitamente di rifarsi alle intuizioni contenute in un ormai classico (quanto ormai non troppo facilmente reperibile) volume di saggi di Carlo Dionisotti[1]:

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“PERSONAGGI PRECARI”, DI VANNI SANTONI

di Giovanni Agnoloni

PersonaggiPrecari-300Definire “raccolta di aforismi” o magari di “epigrammi” i Personaggi precari di Vanni Santoni è una tentazione formale, visto che la forma, con accettabile approssimazione, è appunto questa.

Però no. Questo accumulo lungo anni di piccoli scorci/squarci di vita, di cui in questo volumetto edito da Voland troviamo una selezione, è un realtà un insieme di micro-romanzi, perché in ciascuno di essi c’è tutta una vita, per rifarsi alla nota definizione del romanzo di Elsa Morante. Sono istantanee impietose, spesso caustiche e a volte comiche e paradossali, e in ogni caso assolutamente oneste. Mettono a nudo attimi privati – che spesso sono quelli dei quali più ci vergogniamo – destinando loro tutto lo spazio di una puntuale ed esaustiva attenzione.

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GIOVANNI PAPINI, “CENTO PAGINE DI POESIA”

Recensione e intervista di Giovanni Agnoloni

Giovanni PapiniGiovanni Papini, Cento pagine di poesia, Quodlibet 2013 (a cura di Raoul Bruni)

Giovanni Papini per me era soprattutto il futurista dell’invettiva contro Firenze, pronunciata in occasione della serata organizzata da Marinetti e dai suoi al Teatro Verdi il 12 dicembre 1913 – della quale mi sono occupato in occasione di una recente intervista allo storico dell’arte Corrado Marsan (su Postpopuli.it). Un autore sanguigno, protagonista centrale della battagliera stagione delle riviste “La Voce” e “Lacerba”.

Leggendo Cento pagine di poesia, opera riproposta in e-book da Quodlibet (collana “Note azzurre”) nella versione originaria del 1915 (edita dalla Libreria della Voce), guidato dell’ottima introduzione del curatore Raoul Bruni – che qui di seguito ho il piacere di intervistare –, sono sceso molto più vicino al cuore dell’ispirazione di uno scrittore capace di fondere, in queste sue prose poetiche, realtà e immaginazione – Borges lo definì un autore “immeritatamente dimenticato” e lo accolse, unico italiano, nell’Antología de la literatura fantástica da lui curata con Silvina Ocampo e Adolfo Bioy Casares (1940). Non solo, ma Papini riesce anche a conciliare paesaggio esteriore e flusso di coscienza, visione soggettiva della vita e liberazione dagli aspetti più soffocanti dell’antropocentrismo, avvicinandosi all’intuitività del mondo animale e alla vibrazioni più sottili delle profondità cosmiche. Continua a leggere