Il Corpo
Di Guglielmo Pispisa – Kai Zen G
Il corpo martoriato me lo ricordo alla sera, quando venne deposto. Senza più dolore, ormai, inerte. Una bisaccia vuota, un calzare dal cuoio rovinato. Non sembrava più ciò che era stato.
Non voglio memoria della giornata che precedette quel momento, ma sono condannata a conservarla. La bisaccia vuota è solo una povera cosa, priva di significato perché svuotata del suo contenuto, arresa alla volontà di chi ha disposto per essa.
Eppure quella cosa povera e vuota, deposta dalla croce innanzi a me, non provava più dolore né paura. Non soffriva, perché aveva abbandonato l’essenza umana. E non ricordo d’aver provato un desiderio più forte di quello; mai ho voluto niente più di ciò che chiesi allora: fa’ che non abbia paura, fa’ che non provi dolore. Continua a leggere
