Matteo Fantuzzi 1979-2026

La più bella poesia di sempre

Oggi voglio scrivere per te
la più bella poesia di sempre:
poche righe in grado di scavalcare
in un sol colpo tutto il tempo
e il resto della storia. Qualcosa
che rimanga pure quando sarò
fango, o terra o vivo appena
in qualche flebile ricordo.
Intanto voglio raccontare a tutto il mondo
quello che io provo adesso che conosco
l’istante esatto del tuo sonno ed ogni
movimento, fino al risveglio
fino a quando di soprassalto
mi chiamerai cercandomi, piangendo.
Io sono lì, ci sono stato sempre
pure lontano miglia, tra secoli
e millenni continuerò a vegliarti,
rimboccherò le tue coperte, ti passerò
le mani tra i capelli per dirti ancora:
“Buonanotte, sogna, sii contenta,
non preoccuparti mai per niente”

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2 pensieri su “Matteo Fantuzzi 1979-2026

  1. Antonio Fiori

    Ricordo di averlo incontrato a Milano nei primi anni del Duemila. Non ricordo chi organizzava ma c’era Franco Buffoni e una cerchia di amici. Matteo era tra questi, emergente già ben conosciuto e riconoscibile, parlava con grande rigore della poesia; allora il suo viso, sempre sorridente, diventava serio. Da allora un lungo percorso, specialmenrte sulle riviste. Lo scorso anno in una intervista su Pangea ha usato parole chiare e ri-fondative: “gli slam poetry non sono poesia ma intrattenimento…dobbiamo ripartire dallo studio, mi preoccupano ignoranza e arroganza”. Ci invitava a parlare del mondo di oggi ma ricordandoci che la poesia è metodo e amore insieme.

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