Roberto Carifi

a cura di Giorgio Stella

Il silenzio dei fiumi ha un inizio invisibile,
è la piena che non sembra ed è da sempre,
vanno verso il mare con la muta origine,
con i grandi ormeggi che hanno i marinai.
Sulla spiaggia che la pioggia confonde con l’acqua
è l’uomo che somiglia a un capitano,
tiene la dritta e dice poche parole,
ha un suono simile alla preghiera, le mani giunte,
si rivolge al silenzio dei fiumi e del mare,
raggiungerà la cima più alta del Tibet.

Il commento dell’autore

Una volta, dopo l’ictus, ho incominciato a pensare che del mio corpo non fosse rimasto più nulla, ma nel momento in cui pensavo questo la parola e lo spirito prendevano il suo posto. Allora le poesie che ho scritto dopo appartenevano a un’altra dimensione, quella dello spirito e della parola, e «non ci sarà patimento in tutto questo».

[da “Jesus”, a cura di Daniele Piccini]

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