Qualche anno fa, di ritorno da un viaggio negli Stati Uniti, ho scritto una novella ambientandola a nord della California durante il weekend del “Thanksgiving”.
Troppo breve per essere un romanzo, ho scelto di pubblicarla a puntate qui, e se vi piacerà potrete seguirla da oggi fino al 6 dicembre per 13 puntate, ogni giorno alle ore 18:00, illustrata da una mia foto. Chi – come me! – detesta leggere le cose a puntate, potrà trovare la novella per intero in formato pdf il 6 dicembre 🙂 Buona lettura!
La villa era proprio del colore che aveva immaginato senza formularne il pensiero, quando aveva letto l’annuncio sul giornale locale. Marrone scuro, opaco. Inaspettato invece il blu delle ringhiere e della palizzata. L’aveva sempre ritenuto un accostamento aggricciante, trovarlo lì gli diede un senso di sollievo. Lo stesso che provò guardando la facciata mentre girava nel vialetto: betulle bianco cenere allungavano dita nodose verso la casa ghermendola nella luce scarsa del crepuscolo. Dal parcheggio il lago non si vedeva.
Sentì profumo di zucca mentre apriva la portiera. Luci arancione dalle finestre del piano terra ci si squagliavano dentro. Dovette sollevare il trolley per non farlo strusciare sul ghiaino. Continua a leggere













Mimmo Cuticchio, famoso cantastorie siciliano, prende la parola in apertura di questa graphic novel. E tutto, intorno a lui e dentro chi legge, tace.



Mi piace molto il tono del nuovo libro di Matteo Bussola. In fondo è una “tirata d’orecchie” ai genitori, come si faceva un tempo a scuola con gli alunni. L’autore però non cede alla tentazione di puntare il dito contro i genitori che inveiscono mentre l’insegnante cerca di far comprendere l’impegno e la disciplina a un ragazzo, o che nelle famigerate chat criticano l’operato dei professori, anzi, fa proprio il contrario: si mette accanto ai genitori, non “sale in cattedra”. Attraverso una dialettica che parte da un fatto – una persona conosciuta, l’esperienza di un insegnante, il rapporto con i genitori o una ricerca sull’argomento – approda a una considerazione, un dialogo aperto con il lettore. Il lettore, quindi, si sente coinvolto e non edotto, si mette in ascolto, tanto è gentile e concreto il tono dell’autore; e osserva, fidandosi, da un altro punto di vista, coraggioso e senza pregiudizi quale è sempre e ovunque (libri, social, programmi radiofonici) quello di Matteo Bussola.