
C’è un libro di Rilke, “Lettere a un giovane poeta”, che mi ha sempre colpito per la qualità dei suoi consigli. Uno di questi è guardare la realtà come fosse la prima volta. Com’è possibile? Le sensazioni, i ricordi, si stratificano così profondamente che pensare di scardinarli è un’utopia.
Se incontriamo una persona conosciuta, abbiamo le idee chiare: potrà scartare solo leggermente dall’etichetta che le abbiamo applicato.
Lo stesso capita con un tramonto, un monte, il cielo azzurro che vedo da qui, attraverso la tendina.
Se prendo un caffè, i biscotti con la marmellata, sono sempre quelli. Se confesso, posso prevedere le parole che il penitente sta per pronunciare: il peccato è monotono, non cambia, come l’autobus che passa di fronte all’uscita del Santuario.
Ma è proprio questo che mi mette in guardia: pensare di conoscere il mondo, non aspettarsi nulla, ricevere solo conferme delle proprie aspettative, è frutto del peccato, della pigrizia nell’ascolto, dello sguardo distratto, incapace di cogliere il dettaglio che fa di ogni cosa un nuovo evento.
Rilke ha ragione quando consiglia al giovane poeta di guardare il mondo come fosse per la prima volta: è quello per cui siamo fatti, anche se il male stende la sua coltre, intessuta di abitudini e ripiegamenti su di sé.
Di mio aggiungo che si possono vedere le cose in un’altra prospettiva solo lasciandole riflettere dallo sguardo di Cristo: Lui è l’eternamente giovane, l’unico col quale è impossibile annoiarsi.

Vero,nessuna novità dal vivere quotidiano;l’attesa non è spasmodica se come sempre,ci lasciamo andare ai SUOI tempi.
Come, se, e quando, LUI lo ha già stabilito.
Non resta che aspettare,l’Architetto sta costruendo il Suo Progetto.
Luigi Maria Corsanico, che questo blog ospita, ha letto questo brano in un ottimo video. Per chi volesse ascoltarlo ecco il link:
https://youtu.be/FiQoL2Kj4yk
Se 10 persone assistono allo stesso evento, abbiamo 10 versioni di quel racconto, ognuno con la propria visione…gli stessi evangelisti…allargare i propri orizzonti…empatia…solo Lui ci dà la prospettiva giusta..
“pensare di conoscere il mondo, non aspettarsi nulla, ricevere solo conferme delle proprie aspettative, è frutto del peccato, della pigrizia nell’ascolto, dello sguardo distratto, incapace di cogliere il dettaglio che fa di ogni cosa un nuovo evento.”.
…è la cura del particolare che fa la differenza tra una esecuzione e l’altra, tra una nota tenuta ed una legatura, un punto , un forte , un pianissimo, tra la vita è la morte….un paziente che torna da te ma tu vuoi credere che è sempre il solito ipocondriaco ma oggi è diverso, guardalo negli occhi oggi è diverso , la sua pelle è sudata un poco oggi. Fermati oggi. Il tuo “peccato” può costare la vita ad un uomo…..oggi fermati, guarda e ascolta la sua voce.
C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole,
anzi d’antico: io vivo altrove, e sento
che sono intorno nate le viole.
(Giovanni Pascoli)
Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a veder voi stessi. Coraggio! E’ proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva.
(Dal film L’attimo fuggente)