
L’uomo si giudica dal rapporto con Dio. Lo abbiamo detto spesso: la preghiera in silenzio, davanti al Volto di Cristo, e così via.
Bisogna aggiungere che sotto questo aspetto la varietà è infinita. Il Santuario è un buon osservatorio: c’è un via vai continuo di persone, ognuna col suo modo di arrivare, pregare e tornarsene a casa.
Il tema è intrigante anche per l’ateo, per l’interesse genuino che tutti nutriamo verso i nostri simili: siamo curiosi di vedere come il passeggero si siederà nel treno, cosa farà, se estrarrà dal bagaglio una copia del Corriere della Sera, del Mein Kampf o il calendario di Suor Paola.
Il livello elementare è il pellegrino cosiddetto automatico: viene qui per senso del dovere, trascinato dalla moglie, per esempio. I gesti che compie – un segno di croce, qualche parola biascicata con le labbra – non sono collegati al sentimento, che vaga per lidi più o meno compatibili. Se poi entra una bella ragazza, il gioco è fatto: Dio lo perdoni, ma anche l’occhio vuole la sua parte.
All’estremo opposto abbiamo i mistici: oranti che s’inginocchiano e sprofondano in un rapimento estatico, da cui neanche un militante dell’Isis potrebbe mai strapparli.
A volte mi chiedo come valuti il Signore questo quadro. Dell’amore non si butta niente, cantava De Gregori: perfino quel saluto fugace, quel bacio lanciato a metà strada tra l‘icona e la donna può avere una valenza salvifica, nel cuore sensibile di Dio.

“Mentre lui le insegnava a fare l’amore lei gli insegnava ad amare“.
Fabrizio De André
.. il santuario dove tua moglie ti trascina la domenica pomeriggio , dopo il turno mattutino, è pieno di preti, esso può diventare un buon osservatorio direi…ci vai col “Pellegrino russo “in una tasca e “”col cammino di Buber ” in un’altra e siccome hai fatto un poco di discernimento leggendo un libercolo di Rupnik, credi di poter dare un tuo parere su chi ha fatto un po’ di strada più di te sul percorso dello spirito. Un po’ come fanno i tuoi pazienti che si presentano indottrinati da Google o i preti stessi sui pellegrini in fondo…allora li guardi i sacerdoti che si alternano nel messificio, rispettano, forse con zelo, i turni nei confessionali, pensi al massacro a cui sono sottoposti, immagini che qualcuno ogni tanto per protesta preferisca farsi una passeggiata nella aperta campagna circostante. Mi sa che nessuno però può esimersi dalla benedizione delle macchine e delle biciclette dei romani che con ogni pretesto si presentano nel santuario sull’Ardeatina. Trovi di tutto, un vero esercito, vescovi anziani in pensione che spesso smarriscono il filo della predica, dotti esegeti che puntano con un italiano improbabile a colpire con la messa delle 11, che sembra un vero concerto, direi. Chissà se mangiano tutti insieme, ti chiedi…Alcuni severi in tonaca da seminario, quella coi bottoni, giovani seminaristi ancora incerti, altri vecchi e arrabbiati che fanno scappare via anche chi , con la pancia piena di dolci e di buon vino , cercava una conferma che in fondo non sta facendo nulla di male ad andare a messa con la moglie con cui è ufficialmente sposato da più di quaranta anni ed è lì con la suocera di ottanta che fa il sessantesimo e la nuora che sbiascica una gomma, col rosario appeso al collo. Di solito alle 4 del pomeriggio poi fanno celebrare uno strano, lo hanno relegato a quell’ora sicuramente perché è davvero difficile dopo il pranzo luculliano della domenica, fare in tempo per la sua omelia….meglio così, hanno pensato nelle alte sfere, riduciamo il rischio che qualcuno possa interessarsi alla Parola. Eppure accanto ad un popolo che segue attentamente i 5 punti mai scontati della sua omelia snella e pungente, c’è pure chi è capitato li per caso, un poco si meraviglia delle strane parole di quello che non sembra tanto un prete, tuttavia col pollastro ancora nello stomaco è contento perché la messa scorre con una quarantina di minuti netti e non fa in tempo nemmeno a svegliarsi che già un altro prete sta varcando la porta della sagrestia. La messa è finita. Avanti il prossimo…..
il mondo è bello perchè è vario…solo Lui legge i cuori…