
Il problema della preghiera è che non piace. Molta gente prega per dovere. Non a caso la Madonna, in uno dei luoghi dove appare, ripete sempre: pregate finché non vi procuri gioia.
Tutto questo, per un ateo, è assurdo. Ma il bello è che è lo è anche per molte persone religiose: continuano a inanellare rosari, a ripetere orazioni come fossero un cartellino da timbrare.
Non penso che, se si esce con gli amici o con la fidanzata, lo si faccia per dovere. Ha senso se mette allegria e se, già preparandosi, si pregusta un paio d’ore di piacevole relax.
Che c’entra Dio con questo?
Butto lì due citazioni, fra le tante, che potrebbero chiarirlo: Non vi chiamo più servi, vi ho chiamato amici (Gv 15,15); Ti farò mia sposa per sempre (Osea 2,21).
Ebbene sì: pregare è andare a cena fuori, passare la sera con la fidanzata, o con gli amici.
E vediamo se si continua a farlo per dovere.

Pregare:
È aprire quella porta a Colui che bussa…
Pregare è aprire la porta del proprio cuore!
Da quella porta solo LUI può entrare.
La preghiera di lode si, mette gioia. Il più delle volte però si scava dentro e spesso anche il vestito più bello da indossare per l’occasione non supera la prova allo Specchio.
Oltre che dovere si prega per bisogno …comprensibile, ma Lui ci ha donato la vita eterna, la gloria…se ciò, veramente fa parte del nostro credo, faremo salti di gioia ringraziandoLo dalla mattina alla sera con canti di lode…
Per dovere niente ha senso, di meno recitare una preghiera, o proclamare la bellezza della luna, se non c’è mai volta che alzi gli occhi verso il cielo a cercare la sua luce. Niente è scontato; basta un piccolo angolo di cuore che ogni sentimento, emozione, paura, gioia porta alla ricerca di parole di ringraziamento , di aiuto, alla preghiera insomma, affinché il giorno sia sempre accompagnato da Chi lo ha pensato per noi proprio così. Una preghiera più dimessa o ricercata, ma con fiducia.