In tempo di guerra, Gesù chiede alla Bossis se preferisce la vittoria del Paese in battaglia o la salvezza delle anime, che per Lui è la cosa più importante.
C’è una categoria sparita: la purificazione. Oggi, al massimo, resistono i disinfettanti per le mani. Il Sangue di Gesù non è di moda, la salvezza cede il posto alla salute.
Gesù, sulla terra, ha salvato molte anime. Ora tocca a noi. Il destino di qualcuno dipende dalle nostre parole, dai gesti che compiamo. Una faccenda seria, a ben pensarci.
Si pensa che la Madonna sia stata privilegiata e fortunata, ma si dimentica che, per essere corredentrice, ha dovuto soffrire. La salvezza, con la sua gratuità, ha un costo molto alto.
Fuggiamo dal dolore, dimenticando che questo ci unisce al Sofferente, ci immette in una vita in cui non è la fuga il senso, ma l’attesa. La speranza è agli antipodi della paura, è la coscienza che l’ultima parola è la salvezza.
Se siamo amici di Gesù, dobbiamo essere in sintonia con Lui, che salvava coloro che incontrava. Salvare, aiutare, consolare: la nostra missione è questa, nelle sabbie mobili dell’egoismo.
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