
Giovanni Ibello
Dialoghi con Amin
Crocetti, 2022
Introduzione di Milo De Angelis
“Il poeta più antico dei nostri giovani poeti”, così definisce Milo de Angelis il nostro
Giovanni Ibello, che ha qui ripreso – e disteso – la breve silloge dal titolo omonimo, edita
nel 2018 quale vincitrice del Premio Città di Fiumicino (all’originale unica sezione di dodici
poesie, ridenominata Yucatan, si aggiungono – fino a rendere la silloge poematica –
Teorema dei roghi, Be aware of God e Luce cariata dall’avvenire). Nella sua mirabile
introduzione, de Angelis parla di “grande e originale poema notturno” che ci prepara ad
una “pura attesa senza oggetto”, e ci segnala il silenzio come “uno dei protagonisti di
questo libro splendido e irripetibile”.
La voce che tiene il filo del dialogo e del racconto è quella di Giovanni, che non è solo
voce autoriale ma è anche voce rimodulata del Giovanni dell’Apocalisse, peraltro
irriconoscibile in queste nuove e lapidarie asserzioni; egli infatti non solo non crede che
stiamo per rinascere e non ha mai chiesto di essere amato ma contesta Dio radicalmente:
Dichiaro guerra al Cielo, afferma. Giovanni è l’interlocutore di Amin, che invece non ha mai
vissuto bensì solo sognato la vita: Io sono Amin,/ colui che restò nel noncanto. Amin è
libero perché non può morire, perché non è mai nato, perché può sognare soltanto: Hai
sognato/ lo scisma dei santi,/ il mistero della cernia ermafrodita./ Hai sognato/ la vergine
delle dune/ e aceto per le antilopi erranti.
I dialoghi condurranno infine al silenzio, alla presa d’atto non tanto dell’insufficienza quanto
dell’inutilità della parola, sia perché inascoltata sia perché è tramontato ormai il tempo
delle parabole e delle profezie (Di quello che sognavi veramente/ non resta che un
silenzio siderale/ una lenta recessione delle stelle). Al silenzio si arriva però anche perché
si passa con lucidità in rassegna il tema della morte, il suo senso introvabile e i suoi
strascichi: è la morte che toglie di bocca ogni parola. Trovo emblematico, in tale percorso,
l’omaggio a Maradona nelle quattro poesie poste sotto il titolo 25 novembre, questa la
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