Le stelle sono mappe di sogni: non basta farli, bisogna dargli un nome. Il grande carro è il tavolaccio dove preghi, prendi il caffè coi biscotti al cioccolato, snoccioli pensieri che dovrebbero servire a dare un volto plausibile al futuro. La Stella Polare è Cristo, che non entra mai abbastanza nella vita e bisogna allinearlo con Merach e Dubhe, i Puntatori: i sacramenti e la preghiera, che guidano, indirizzano, porgono, quasi, la luce del Messia. Guardando in alto – o in basso, secondo la stagione – appare Cassiopea, con la sua forma a zig zag, a memoria delle piroette, i salti mortali, le chicane da affrontare a intervalli regolari, come se la vita fosse uno slalom o una corsa di formula uno da decidersi all’ultimo metro. Dell’Orsa minore vedi solo Kochab e Pherkad, le altre rimangono nascoste, come con Dio, che ti chiede di procedere a tentoni, ignorando di che tipo sia la prossima stella da incontrare: gigante rossa, nana bianca, buco nero o pulsar. Il tempo passa e tu sei ancora lì, a dare un nome alle luci lontane e tremolanti, simili a sogni irraggiungibili. E invece sono elenchi dei tuoi desideri più profondi, destinati ad avverarsi, quando il Cristo ti avrà attratto nell’orbita abbagliante del suo abbraccio.


Una poesia in prosa, e quasi una guida per incarnare i sogni nella propria realtà.
Davvero bellissimo!
“Se il mio sogno coincide con il tuo il mondo si fa piccolo, lo spazio si fa immenso.Due rette parallele che piegano il destino,due solitudini che trovano lo stesso cammino.Se il mio sogno si fonde con il tuo la fatica svanisce, la pietra diventa piuma.Non è più la somma di due singoli respiri,ma un vento nuovo che accende i desideri.Non c’è barriera che possa trattenere due menti unite dallo stesso orizzonte,perché la meta non è solo un punto da vedere,ma una sorgente che sgorga dalla fronte.Se il mio sogno coincide con il tuo la realtà si arrende a una nuova architettura:il risultato è un’opera più grande,più forte del tempo, oltre la paura.”
Anonimo