Sarebbe bello inventare formule per raggiungere obiettivi socialmente utili: trasformare le persone moleste in interlocutori sensibili e discreti; sfruttare l’energia di fissazioni insopportabili per l’alimentazione di batterie domestiche; concentrare l’adrenalina della paura in pillole per ammansire i cani rabbiosi. Si potrebbero trasformare le grida dei bambini a messa in canti gregoriani, o fare una raccolta differenziata di manovre dei furbi sul Grande Raccordo Anulare e incenerirle davanti alla sede della Motorizzazione Civile.
Ognuno dei progetti richiederebbe competenze specifiche e certificate. Bisognerebbe stabilire, per esempio, quand’è che una persona può dirsi indubbiamente molesta, quando le grida dei bambini sono incontrovertibilmente esagerate, e il momento in cui le fissazioni diventano oggettivamente equiparabili a istigazioni al suicidio (per chi le subisce).
Bisognerebbe ideare e istituire laboratori, industrie, ministeri; poi anche associazioni sindacali per difendere i diritti dei fissati, dei bambini isterici, dei furbi compulsivi. Ci vorrebbe un organo mondiale preposto al discernimento delle differenze etniche, religiose, sociologiche, per stabilire confini precisi – e adatti a ogni paese – tra sincerità e molestia, enfasi e aggressività, profondità di analisi e mania.
In alternativa, considerato l’impegno economico e sociale richiesto da un simile progetto, si potrebbe utilizzare a largo raggio la ricetta della prima lettera ai Corinzi, capitolo 13:
“La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità.Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta”.
Il risparmio a ogni livello sarebbe evidente, e i risultati più certi e duraturi. La proponiamo?


Scriveva Jung: “La vostra percezione sarà chiara solo quando potrete guardare nella vostra anima. Chi guarda fuori, sogna; chi guarda dentro, si sveglia.”
Sarebbe bello se un grande numero di persone potesse finalmente scegliere di guardarsi dentro e svegliarsi, scoprendo così la legge dell’amore incisa nel profondo di ogni cuore.
Accettare la propria vulnerabilità e’ la condizione che permette di essere caritatevoli verso gli altri.