Bisogna ammetterlo: nel confessionale, a volte, la gente arriva triste. I Padri orientali aggiungevano ai sette peccati capitali un ottavo pensiero cattivo: sì, proprio quello, la tristezza. Però distinguevano fra una tristezza buona e una cattiva.
Quest’ultima è prodotta dal peccato, la prima nasce con il pentimento, le lacrime sante che sgorgano da un cuore contrito.
Gira che ti rigira, quindi, diverse persone si confessano gravate da una pesantezza profonda, un pessimismo storico, se non proprio cosmico, legato al fatto che uno cade e ricade e, a forza di cadere, si ritrova a terra in tutti i sensi.
In questi casi, io dico che le cose si capiscono meglio dalla fine.
Andremo in paradiso, no? Facce un po’ incerte: speriamo, padre. Bene, andremo in paradiso; lì scopriremo finalmente la bellezza e la bontà di Dio, di gran lunga maggiori di quanto avremmo immaginato con la nostra mediocre fantasia. Cosa faremo, allora? Altro sguardo perplesso. Soltanto una cosa, che fluirà spontanea, naturale: loderemo.
Gesù ha dichiarato che chi crede in Lui, ha la vita eterna. Si, ha detto proprio “ha”, e non “avrà”. Quindi un assaggio, un antipasto, almeno uno snack di paradiso ce l’abbiamo qui. Basta lodare. Sguardi ancora più perplessi, come a dire: mah, non mi viene, sarebbe una mezza forzatura…
La lode è una preghiera-salmone, dico io, risale la corrente. All’inizio sembra strana, inutile, ridicola, poi ti accorgi che continua da sola, senza sforzo. Perché? Perché è la nostra identità. Se la lasciamo fare, siamo già in paradiso, anche in mezzo all’inferno che per tanti è l’esistenza. La tristezza, allora, non è più che un ricordo sbiadito, un peccato rimesso, dall’eternità.


Lodare anche quando non ci sarebbe nulla per cui farlo, è un atto di radicale fiducia, è come dire: non vedo motivi per credere nel tuo amore, anzi, semmai il contrario…e nonostante ciò mi fido.
E’ la fede che vince le tenebre, come quella di Maria ai piedi della Croce.
Di solito lodare qualcuno significa motivarlo. La lode a Dio e’ l’unico tipo di lode volto a motivare noi stessi.