di Franz Krauspenhaar
Come un paio di giorni fa da “Bellissimo”, stamattina Kabita, la dolce e timida nepalese che viene a pulirci la casa una volta a settimana, per un caso mi trova nel bagno, seduto da vestito sul bordo del water.
Dopo il lavaggio dei denti avevo provato un improvviso mancamento, le ginocchia si erano piegate e, appunto, mi sono dovuto appoggiare sulla tazza, zona bordo, per non crollare a terra, col rischio di farmi male.
Eppure in questi giorni di inizio convalescenza mi sento bene, anche molto in certi momenti; forse il ” balordone” è arrivato per via delle ore di sonno perse ( stanotte alle 3.00 ero già sveglio dopo essermi addormentato verso le 23.30). La notte precedente avevo dormito ancora meno, c’è da aggiungere.
Forse è la convalescenza con le sue scorie, forse un forte calo di pressione, forse quel poco di ginnastica che ho fatto nel pomeriggio di ieri e che forse mi ha fatto male, perché sono in convalescenza e dunque ancora fragile; fatto sta che mi sono preso dritto per dritto un nuovo spavento.
A ogni modo, avevo già fatto una leggera colazione salata verso le 7.00, per cui lo stomaco non era ancora vuoto. Ciononostante, con un certo nuovo vuoto nello stomaco, mi sono avventato su un barattolo di mousse al cioccolato “high protein” e su un formaggino ( mi piacciono ancora, nonostante il cumulo di anni), cacciandomi nelle fauci quest’ ultimo come allo zoo si lancia un lupino nel gargarozzo per fare impressione.
Niente uscita con gli amici, dunque.
Quando Kabita ha terminato il suo lavoro è tornato Ernesto con la spesa fatta al nuovo Auchan, che sta di fronte al comune di Montijo.
Già mi sentivo abbastanza bene; ora che sto scrivendo queste righe mi sento ancora meglio, a parte la stanchezza per il sonno perso.
Ma oggi giornata di riposo assoluto e di meditazione.
Mentre mangiavo la mousse ho guardato l’ultima puntata del documentario di Netflix su Epstein; una delusione, peraltro annunciata.
Un compitino da svolgere, come alle scuole medie.


Forza! Ovomaltine gibt Kraft, diceva un centravanti che non ricordo più (forse Nordahl).
Tutto sommato la convalescenza non sempre e’ solo negativa: sicuramente va sfruttata l’occasione per rallentare, per conoscersi meglio.
Un bel racconto intimo. Grazie
Trovare il bello nei momenti più complicati, è questa la bellezza. Penso che scrivere, raccontare, faccia davvero bene, in questo caso anche al lettore che senz’altro riceve un dono.
Grazie!